venerdì 4 agosto 2017

Eli Roth dirige Bruce Willis nel remake del Giustiziere della Notte: Ecco il trailer




















Eli Roth torna dietro la macchina da presa e decide di girare il remake del Giustiziere della Notte. La pellicola, per chi non la ricordasse o non la conoscesse, narrava la storia di un mite architetto di New York, marito e padre di famiglia, che dopo l'omicidio della moglie e lo stupro della figlia si trasformava in uno spietato giustiziere che girava per le strade della città uccidendo ladri e stupratori. 
Il film del 1974, interpretato da un grandissimo Charles Bronson e diretto da Michael Winner, ebbe un gran successo commerciale e allo stesso tempo fu anche ricoperto da forti critiche per il fatto che la pellicola sembrasse elogiare la violenza e la giustizia sommaria. 


In questa nuova versino la parte del protagonista è stata affidata a Bruce Willis (sai che originalità), che accanto a se avrà un cast composto da: Vincent D’Onofrio, Kimberly Elise, Mike Epps e Elisabeth Shue. 
Il film uscirà nelle sale americane il 22 novembre e a giudicare dal trailer sembra proprio che Eli Roth non si sia voluto prendere troppo sul serio, non so se è un bene o un male, ma staremo a vedere...

ECCO IL TRAILER: 

giovedì 3 agosto 2017

YOGA HOSERS: GUERRIERE PER SBAGLIO - LA RECENSIONE






















KEVIN SMITH E I SUOI MINI NAZISTI A FORMA DI SALSICCIA. 

TRAMA:

Colleen Collette e Colleen McKenzie sono due amiche adolescenti d Winnipeg a cui piace praticare yoga e impiegare molto tempo sui loro smartphone. Invitate a un’importante festa dalla ragazza più famosa del liceo, le due studentesse scoprono accidentalmente un antico male a lungo sepolto proprio nel loro negozio di generi alimentari…























LA RECENSIONE: 

Dopo lo sconvolgente "Tusk" è arrivato finalmente anche il secondo capitolo della così detta "True North Trilogy", una trilogia di film horror ambientati nello stato del Canada, scritta e diretta da quel folle genio che risponde al nome di Kevin Smith
Dico subito che sono certo che questo nuovo film non sarà amato da tutti, anzi, credo che farà storcere il naso a molti, sono sicuro che la maggior parte delle persone lo etichetterà con termini tipo "una cagata pazzesca", "una trashata oscena", "un film senza senso" ecc... beh! Mi dispiace per voi ma vi sbagliate di grosso, "Yoga Hosers" è Kevin Smith allo stato puro e chi non riesce a capirlo è perchè non sa niente di questo regista. 
Se in "Tusk" il caro Kevin aveva puntato su delle atmosfere che mescolavano l'horror, la commedia e il grottesco, con "Yoga Hosers" il regista ha preso completamente tutta un'altra strada e ci regala una pellicola molto più folle, sopra le righe e bizzarra, un film che non è altro che una macedonia di generi che vanno dalla commedia all'action, che passa per i teen movie per poi sfociare nel mondo dei cinecomics
Chi ha visto "Tusk" si ricorderà sicuramente del market chiamato Eh-2zed (negozio aperto 24 su 24 dove il protagonista si fermava a chiedere informazioni), ecco, le protagoniste di questa nuova storia non sono altro che le due commesse dall'aria stanca e annoiata che si divertivano a prendere in giro i clienti del negozio e a chattare con i loro iPhone, cioè Colleen Colette e Colleen Mckenzie (rispettivamente la figlia di Johnny Depp, Lily-Rose Melody Depp, e quella di Kevin Smith, Harley Quinn Smith). 
Ma non ci sono solo le due ragazze come filo conduttore con la precedente pellicola, lo stesso Depp infatti veste nuovamente i panni dello stravagante Guy LaPointe (investigatore privato apparso nel primo film), Justin Long (protagonista di "Tusk") invece interpreta l'insegnante di Yoga Yogi Bayer, mentre Haley Joel Osmet questa volta appare nei panni di un Canadese di idee "leggermente" anti semite.
"Yoga Hosers" parte come un semplice teen movie per poi trasformarsi in un film folle e surreale, un'opera che si avvicina molto di più a pellicole come "Jay e Silent Bob fermate Hollywood!" e "Generazione X", più tosto che ad altri lavori come "Red State" o "Tusk".
Smith non ha voglia di prendersi sul serio e chi lo conosce non si stupirà affatto di quello che vedrà, la pellicola è piena di umorismo, musica, arti marziali, riferimenti e camei di altri film e attori dello stesso Smith (Clerks in primis), al mondo dei fumetti (non a caso vi è un cameo di Stan Lee) e al cinema degli anni 80.  
Smith con questa pellicola riesce a tracciare una linea di divisione tra le vecchie e nuove generazioni, riesce a fare satira, a criticare il web e l'astinenza dagli iPhone, prende due ragazze come tante altre e le trasforma in due anti eroine adolescenti snob e superficiali che non riescono a stare un solo giorno senza postare almeno una foto su Instagram, due normali quindicenni che però dovranno avere a che fare con professoresse severe, matrigne odiose, ex nazisti, mostriciattoli a forma di salsiccia e adolescenti adoratori di Satana, in poche parole il regista riesce a rende il Canada un paese molto più divertente di come vogliono farcelo passare.







martedì 18 luglio 2017

ECCO PERCHE' AMIAMO IL CINEMA DI GEORGE A. ROMERO


























Molti lo indicano e lo etichettano solamente come il padre dei morti viventi, come l'inventore dello zombi moderno e innovatore del cinema horror, ma George A. Romero era veramente soltanto questo? Assolutamente no. 
Quando si parla del cinema di Romero non ci si può solamente fermare alla forma dei suoi film, ma bisogna osservarli attentamente e carpirne il vero contenuto e la sostanza, la loro critica sociale, politica, l'ironia e la drammaticità. 
Esattamente come altri grandi registi (tipo Cronenberg e Carpenter) anche Romero è riuscito ad unire l'intrattenimento al pensiero, spesso amato ed apprezzato, altre volte frainteso e sottovalutato, è riuscito comunque a dare vita ad una serie di pellicole destinate a restare nella storia del cinema. 
Romero è stato un regista da ammirare e rispettare, un autore che con il suo modo di fare coerente, testardo e indipendente è sempre riuscito ad andare avanti per la sua strada, senza mai piegarsi, senza mai scendere a compromessi e restando sempre fuori dai meccanismi del cinema Hollywoodiano. 
Ha collaborato con registi del calibro di Dario Argento, è stato amico e collaboratore del grande Stephen King, ha lavorato e scoperto il truccatore Tom Savini ed è stato fonte di ispirazione per grandi registi come: Sam Raimi, Rob Zombie, Guillermo del Toro, Quentin Tarantino ed Eli Roth. 
Per tutta la sua carriera ha spaziato nel genere horror attraversando il mondo degli zombi, della stregoneria, dei vampiri, del thriller e dello slasher, riuscendo sempre però ad inserire un sottotesto che facesse pensare lo spettatore ed usando il cinema di genere come un mezzo e mai come un fine. 























   (George A. Romero e lo scrittore Stephen King) 


ECCO PERCHE' AMIAMO IL CINEMA DI ROMERO: 


LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI (1968) 

La Notte dei Morti Viventi è il film di esordio di Romero, una pellicola con la quale il regista da vita allo zombi moderno, allontanandosi completamente dalla figura classica Haitiana dei riti voodoo che invece ci era sempre stata mostrata (tipo "White Zombie"). 
Il film di Romero oltre ad essere uno stupendo horror è un critica forte e dura all'essere umano (vero mostro), una critica all'America capitalistica, ai redneck bevitori di birra e amanti delle armi, alla guerra del Vietnam e alla condizione della donna negli anni 60 (ancora lontana dall'emancipazione). 


























LA STAGIONE DELLA STREGA (1972)

La Stagione della strega è una pellicola psicologica, onirica e drammatica, un film dove il regista ci mostra una classica moglie della borghesia Americana, una donna relegata a semplice casalinga, condannata ad una vita vuota e monotona, sottomessa al volere e alle violenze del marito e incompresa dalla figlia adolescente. 







LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA ALL'ALBA (1973)

E' il film più negativo e pessimista del regista, una pellicola che non ha lieti fini e che non da nessuna speranza al genere umano, un film dove non vi sono personaggi buoni o eroici, dove nessuno riesce a stare dalla parte giusta, ma dove in un mondo di pazzi gli uomini si sterminano a vicenda per cercare di sopravvivere (a mio parere è forse uno dei migliori lavori di Romero)


























WAMPYR (1977)

Romero lo considera il suo film migliore, una pellicola con la quale il regista usa il fenomeno dei vampiri per raccontarci invece la crescita adolescenziale del protagonista: gli stimoli sessuali, l'incomprensione familiare, la solitudine e la confusione di identità (uno dei migliori film di Romero che pochi conoscono e che dovrebbero vedere). 

Martin





ZOMBI - DAWN OF THE DEAD (1978)

Zombi (Dawn of Dead in originale) è forse il film più conosciuto del maestro e quello anche tra i più apprezzati ed amati. 
Con questa pellicola Romero riprende in mano la sua creatura e decide di far svolgere tutto il film all'interno di un centro commerciale infestato da zombi. Il film come sempre è una dura critica al capitalismo e al consumismo di massa, con un finale stupendo che, ancora una volta, sottolinea che il vero nemico non è lo zombi, ma l'essere umano. 

PS: Tenersi alla larga dal remake di Zack Snyder del 2004 








KNIGHTRIDERS - I CAVALIERI (1981)

I Cavalieri è il film che ha fatto storcere il naso a molti fan del regista (quando invece andrebbe riscoperto), per la prima volta Romero abbandona il tema horror e crea, come disse lui stesso, il suo film più personale.
Di questa pellicola il regista disse "parla di un uomo che decide di rimanere coerente ai propri valori, anche se il tornaconto finanziario non è favorevole e le scelte che fa non sembrano essere quelle più giuste". 


























CREEPSHOW (1982)

Inizia la collaborazione tra Romero e lo scrittore Stephen King, i due maestri del genere decidono di rendere omaggio ai fumetti horror degli anni 50, creano così un divertente film a episodi dallo stile fumettistico e cartoonesco, una pellicola di un'estetica stupenda, dove King firma la sceneggiatura e Romero la regia, in poche parole il matrimonio perfetto. 






IL GIORNO DEGLI ZOMBI - DAY OF THE DEAD (1985)

Terzo capitolo della saga dedicata agli zombi, forse uno dei film più violenti e sanguinosi di Romero, una pellicola per la quale il maestro decise di rinunciare a parte del budget per poter avere piena libertà artistica. 
In questo terzo film Romero critica apertamente l'America degli anni 80, una nazione militarista che vole solamente uccidere, distruggere e che non ha la minima intensione di voler provare a ricostruire qualcosa di nuovo. 

day of the dead





MONKEY SHINES - ESPERIMENTO DEL TERRORE (1988)
In questo film Romero analizza il rapporto tra uomo e animale (anche in questo caso è il primo il vero mostro), dove l'uso della scienza che esso fa non rappresenta altro che la sua voglia inconscia di onnipotenza. 




















DUE OCCHI DIABOLICI (1990)

Romero e Argento si dividono i compiti e decidono di portare sul grande schermo due racconti del grande Edgar Allan Poe: La verità sul caso di Mr Veldemar (Romero) e Il Gatto Nero (Argento). 
A mio avviso questa è forse una delle opere più deboli di Romero (ed è un vero peccato), al contrario, Argento invece riesce a fare uno stupendo lavoro (aiutato anche dall'interpretazione di Harvey Keitel), nonostante tutto resta comunque un buon film horror a episodi da gustarsi tranquillamente nelle serate di noia.




  



LA META' OSCURA (1993)

Romero porta sullo schermo il romanzo omonimo dell'amico Stephen King e da vita ad una pellicola horror classica, un film che ha dalla sua parte una grande messa in scena e una fotografia assolutamente fantastica. 
Questa volta il maestro non punta il dito contro la società, ma contro il singolo individuo, nel film vediamo infatti un uomo dall'animo represso e pieno di rimorsi che non potrà fare altro che dare vita alla propria "metà oscura". 


























BRUISER - LA VENDETTA NON HA VOLTO (2000)

Dopo ben sette anni di assenza il regista torna dietro la macchina da presa e gira un thriller/slasher per il mercato dell'home video, il film si chiama "Bruiser - la vendetta non ha volto" e forse non è il ritorno che molti fan si aspettavano dal caro Romero. 
Anche se il film non è tra i più amati dai fan del regista è comunque una pellicola ben girata e dalla storia per niente banale, un buon film slasher che si lascia guardare ma che a mio avviso avrebbe potuto dare molto di più. 


























LA TERRA DEI MORTI VIVENTI - LAND OF THE DEAD (2005)

Con il ritorno degli zombi movie al cinema Romero viene contattato dalla Universal, la quale, gli chiede di realizzare il quinto capitolo della saga dei morti viventi. Romero accetta e da vita ad un film assolutamente fantastico, ricco di azione, slpatter e naturalmente critica sociale. Romero questa volta punta sulla divisione delle classi sociali, l'edonismo americano e la voglia di possedere beni di consumo, per questi motivi il vero mostro si dimostrerà essere l'uomo e non lo zombi.  




























LE CRONACHE DEI MORTI VIVENTI - DIARY OF THE DEAD (2007)

Con il boom dei mockumentary anche Romero decide di realizzarne uno, crea così il quinto capitolo della sua serie di film dedicata agli zombi, una pellicola che da sola vale di più di tutti quegli stupidi mockumentary hollywoodiani come "Paranormal Activity" o "Necropolis - la città dei morti", Romero da una vera lezione di cinema Found Footage e zittisce tutti facendo anche la sua forte critica ai mass media. 








L'ISOLA DEI SOPRAVVISSUTI - SURVIVAL OF THE DEAD (2009)

E' l'ultimo film di Romero e il sesto capitolo della sua serie sugli zombi, un film che si apre con il finale di Diary of the Dead e che ci trasporta su di un'isola dove due famiglie di agricoltori si fanno la guerra per le loro visioni discordanti sull'esistenza degli zombi. 
Romero riprende così il discorso lasciato in Day of the Dead: la ricerca da parte dell'uomo nella convivenza tra i vivi e i morti, la quale però è impossibile per colpa dell'essere umano, in quanto egocentrico, violento ed egoista. 

























giovedì 6 luglio 2017

WONDER WOMAN - LA RECENSIONE




















LA SUPEREROINA CHE RIESCE A MUOVERSI SOLAMENTE A RALLENTY. 

TRAMA: 

Prima di essere Wonder Woman, Diana è la principessa delle Amazzoni, addestrata per essere una guerriera invincibile. Cresciuta in una paradisiaca isola protetta, Diana abbandona la sua terra dopo che un pilota americano piomba sulle rive e racconta del violento conflitto che infuria nel mondo esterno. Convinta di poter fermare la minaccia, scoprirà i suoi reali poteri e il suo vero destino.





















LA RECENSIONE: 

Quando ho saputo che la regia del film di Wonder Woman era stata assegnata a Patty Jenkins, regista di quel piccolo gioiellino con Charlize Theron intitolato "Monster", dentro di me mi sono detto: va beh! magari questa volta la DC può regalarci un film interessante...Ma che! Niente da fare, anche questa volta mi sono sbagliato alla grande. 
La povera Jenkins si è piegata anche lei ai voleri delle grosse case di produzione (esattamente come tanti altri sui colleghi) e ha dato vita così al solito cinecomics seriale, con una regia e una fotografia veramente anonime, un film pieno di stupide battute per bimbiminkia, rallenty messi a caso e una CGI che la fa sempre da padrona e che porta questi film ad assomigliare sempre di più a lunghi videogiochi fatti per il grande schermo piuttosto che a normali blockbuster. 
L'universo dei supereroi sta completamente sfuggendo di mano all'industria del cinema, la serialità, la mania del reboot e lo sfornare pellicole in continuazione (girate senza tecnica e stile), sta completamente uccidendo il mondo dei blockbuster e del cinema di intrattenimento. 
Cosa possiamo dire di Wonder Woman? Beh, sicuramente che se messo a confronto con pellicole come Batman V Superman o Suicide Squad, risulta forse il "meno peggio" dei film DC, ma questo basta a far in modo che sia una buona pellicola? Assolutamente no. 
Forse può bastare a chi è abituato alla mediocrità o a chi sognava solamente di poter vedere la propria eroina in un film tutto suo, peccato che tali persone, che poi sono i classici nerd del fumetto, non capiscano un'acca di cinema. 
Volendo partire dall'inizio diciamo subito che uno dei problemi principali è senza dubbio la sceneggiatura, il solito schema base visto e rivisto fa sembrare il film un mix tra Captain America e Thor: la principessa guerriera nata in un mondo immaginario, il tema della prescelta, il segreto nascosto dietro la sua nascita e le continue gaffe e incomprensioni che si susseguono ininterrottamente non appena la bella Diana mette piede per la prima volta nel nostro mondo. 
Secondo problema: le scene di combattimento sono agghiaccianti e in alcuni punti anche impossibili da seguire, la fotografia sembra fatta da Duccio di Boris (o tutto aperto o tutto chiuso), i rallenty (tecnica tanto amata ormai dai produttori dei cinecomics) sono inseriti così caso, e in maniera anche preponderante, che farebbero rivoltare nella tomba il povero Sam Peckinpah.
Non c'è niente da dire sull'attrice Gal Gadot, la quale è perfetta nei panni della principessa Diana (Wonder Woman), salviamo anche l'interpretazione di Chris Pine nella parte di Steve Trevor, ma per il resto è veramente tutto da buttare. 
La cosa che mi spaventa di più ora è vedere che cosa succederà con il film della Justice League e con tutte quelle pellicole che ne seguiranno, ma questa è un'altra storia.


mercoledì 21 giugno 2017

THAT NICE CLAN: IN PREPARAZIONE IL NUOVO CORTO "PULP" DI EUGENIO KRILOV






































Quattro malviventi si trovano in un posto loschissimo a giocare a carte. Fin li tutto bene (nonostante le carte facciano abbastanza schifo), finchè non entra un quinto personaggio che porta le carte nuove su richiesta di uno dei quattro. Da quel momento in poi succederanno cose interessanti... 

Questa è la trama del nuovo cortometraggio del regista Eugenio Krilov, un progetto indipendente, scritto e diretto dallo stesso Krilov, prodotto dalla Red Planet Production e che vedrà anche la collaborazione dello Youtuber Federico Frusciante, il quale ha dichiarato in un video: 

  "...Questo cortometraggio è un cortometraggio Pulp se vogliamo...un cortometraggio Noir che è una cosa che a me piace molto che mescola si Tarantino e le nuove mode ma che in realtà ha anche parecchio di Scorsese dentro da quello che ho letto. Si avvicina a "Quei Bravi Ragazzi" , "Casinò", una cosa molto intrigante..." 

Per tutti quelli che fossero interessati a partecipare al progetto, ricordiamo che i casting saranno aperti fino a lunedì 26 giugno:

- ATTORE 25/35 anni dallo sguardo innocente. 
- ATTORE 25/35 anni dallo sguardo "Infame". 
- ATTORE 25/35 anni bella presenza, atteggiamenti pavoneggianti e provocatori. 
- ATTORE 50/60+ dallo sguardo vissuto. 
- Comparse/Figurazioni speciali Maschili/Femminili. Anni 18/60. 

Per esigenze di sceneggiatura non è possibile fornire pubblicamente ulteriori dettagli sui ruoli ricercati. 
Richiesta una buona esperienza nel settore. 
INVIARE FOTO, CV ARTISTICO ed eventuale SHOWREEL a : thatniceclanmovie@gmail.com 

Progresso del progetto: Una volta conclusi i casting gli attori saranno impegnati nello sviluppo dei teaser del progetto. I teaser saranno presentati per aprire la campagna di crowdfunding per lo sviluppo del corto stesso.

Pagina Fb: That Nice Clan - Official Movie 


giovedì 11 maggio 2017

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 2 - LA RECENSIONE

JAMES GUNN E I SUOI GUARDIANI DELLA GALASSIA SONO TORNATI!

TRAMA:

Mentre sono alle prese con il mistero che avvolge le vere origini di Peter Quill, i Guardiani della Galassia dovranno combattere per mantenere unita la propria squadra. Il gruppo di eroi dovrà allearsi con vecchi nemici e potrà contare sull’aiuto di inaspettati alleati…


LA RECENSIONE: 

Con il primo Guardiani della Galassia ero rimasto veramente a bocca aperta: divertente, ricco d'azione, ben girato e assolutamente con un tocco personale ed originale (a mio pare era ed è il miglior film dell'universo Marvel), volendomi spingere oltre potrei anche dire che dovrebbe essere lo "Star Wars" del ventunesimo secolo, quindi la domanda è: che cosa pensate che sia potuto succedere con il sequel? 
Dico subito che, a mio parere, non è assolutamente ne migliore ne tanto meno peggiore del primo, è semplicemente un degno sequel che non fa altro che portare avanti la storia iniziata con il primo film (esattamente come dovrebbero essere tutti i secondi capitoli), il regista non cerca di ripetere i meccanismi del primo film, anzi, se nel primo capitolo vedevamo i protagonisti fare squadra e spostarsi continuamente da un posto all'altro, in questo nuovo film il regista divide il gruppo, fa nascere nuove amicizie, inserisce nuovi personaggi, ci racconta le loro storie, i loro caratteri e le loro paure (cose che era stata sorvolata nel primo film), in questo modo crea un ottimo blockbuster che ci intrattiene, ci emoziona e ci fa ridere a crepa pelle (anche se a mio parere poteva esserci qualche battuta di meno), quindi la domanda è: Gunn riesce a stupirmi nuovamente? La risposta è si! 
Dopo aver visto Guardiani della Galassia Vol 2 non posso fare altro che confermare quello che già pensavo, e cioè che James Gunn è assolutamente il regista più adatto al mondo a girare un cinecomics (forse il migliore che si ci sia oggi in circolazione), perchè penso questo? Semplicemente per il fatto che è il perfetto connubio tra il nerd che ama i fumetti e il cinefilo incallito, in questo modo riesce a bilanciare le due cose alla perfezione senza mai sforare. 
La regia è impeccabile: ci sono ottimi piani sequenza nei combattimenti, una fotografia bella colorata (come nel primo film), grafiche e oggettistica vintage non mancano, i ralenty sono sempre messi al momento giusto e  la colonna sonora, che comprende brani dei Fleetwood Mac, The Sweet, di George Harrison e di Sam Cooke, è assolutamente fantastica. 
C'è come in tutti i film Marvel il classico cameo di Stan Lee (uno dei migliori), c'è una geniale citazione di Intrigo Internazionale di Hitchcock, ci sono new entry stupende e c'è un piccolo Baby Groot che vi farà assolutamente innamorare e desiderare di poterne avere uno.




sabato 6 maggio 2017

NURAGHES S'Arena - LA RECENSIONE





















E' IL FUTURO QUELLO CHE HAI VISTO? O ERA L'INFERNO? 

TRAMA: 

Gli incubi perseguitano '''Arduè''' (Salmo), qualcosa dall'inferno cerca di comunicare con lui. Il ricordo di sua figlia si fà vivo ogni notte... il rimorso per non averla salvata lo tormenta da troppo ormai. Una volta scoperto il nome dell'assassino, il guerriero Arduè, accompagnato dal maestro '''Bachis''' interpretato da Ally McClelland (Robin Hood, Valhalla Rising), affronta un lungo viaggio per poter partecipare ad un segreto e sanguinario torneo. Un'arcaica arena di sabbia in mezzo al verde, dove il bronzo si mischia alla carne e gli sciamani reclutano i migliori guerrieri dell'isola. Sarà li che Arduè affronterà ogni singolo combattente per arrivare in cima e sfidare l'uomo che gli ha tolto tutto, '''Ischidos''' l'immortale (Michael Segal).






















LA RECENSIONE: 

Se vivessimo in un paese normale Aragoni sarebbe già stato sommerso da decine di proposte di produttori cinematografici che lo implorano di realizzare un film tutto suo, purtroppo non viviamo in un paese normale e quindi credo che il caro Aragoni si dovrà accontentare di restare nel circuito del cinema indipendente (almeno per adesso). 
Che cosa si può dire di questo piccolo gioiello girato nella bellissima isola sarda? Gli aggettivi che mi vengono in mente per descriverlo sono solo tre: sporco, violento, e apocalittico. 
Con un budget di soli 7.000 euro il regista è riuscito a tirare fuori un corto che, in soli venti minuti, riesce a far impallidire buona parte delle grosse pellicole italiane e che, per l'ennesima volta, ci da la dimostrazione che un altro tipo di cinema in Italia è assolutamente possibile, basta volerlo.
Nuraghes è una pellicola originale, curata e ben diretta, con una fotografia assolutamente fantastica, realizzata dallo stesso regista e da Andrea Folino e Emilio Canu: buia come piume dei corvo, fredda come una pila di teschi umani e solare ed accecante come l'arena del combattimento. 
A tempo di ritmi tribali seguiamo il protagonista affrontare il suo percorso verso la vendetta e la divinità, vedendolo attraversare stupende location naturali che il regista è riuscito a catturare in tutto il loro splendore e che ci fanno capire che razza di paradiso sia questa isola. 
Non siamo di fronte ad una pellicola semplice, anzi, si nota uno studio e una ricerca dietro questa opera, non è solamente uno dei tanti film d'azione con grossi energumeni che si uccidono a colpi di spada, c'è l'amore per la propria terra dietro, per le proprie radici e per la propria cultura, lo si nota nella ricostruzione degli ambienti, nel trucco, nelle acconciature e nei costumi (le armature sono assolutamente perfette). 
Le scene di lotta sono girate con un grande occhio e la partecipazione di Ally McClelland gli da assolutamente una marcia in più, il rapper Salmo se la cava alla grande nella parte del protagonista, non aprendo mai bocca punta tutto su espressioni e sguardi di sofferenza, così facendo dimostra di sapersela cavare molto meglio di tanti altri suoi colleghi che recitano invece in stupide Fiction Rai o in film raccapriccianti (tipo Zeta). 
In conclusione posso dire che il film di Aragoni è promosso a pieni voti e non dovete assolutamente perdervelo: tra esoterismo e atmosfere apocalittiche verrete trasportati in una terra lontana e dimenticata, una sorta di Valhalla dove per diventare delle divinità si è obbligati a far scorrere il sangue.