venerdì 20 gennaio 2017

POE 4 - THE BLACK CAT: arriva il quarto capitolo della serie dedicata ad Edgar Allan Poe















POE 4- THE BLACK CAT è il quarto ed ultimo capitolo della serie P.O.E. (Poetry Of Eerie, Project Of Evil e Pieces Of Eldritch) ispirata ai racconti di E. A. Poe; la serie dal 2011 a oggi ha raccolto attenzione e successi a livello internazionale, grazie all'ingegnosa formula produttiva, ritrovata poi successivamente anche in fortunate antologie come ABC of Death e V/H/S. Dai 13 episodi del primo “poetico” film (fra cui alcuni diretti da: Edo Tagliavini, Giovanni Pianigiani e Paolo Gaudio) che ha avuto perfino distribuzione in sala in Italia, passiamo ai 7 della seconda “sanguinosa” variante (fra cui alcuni per opera di: Alberto Viavattene, Nathan Nicholovitch ed i fratelli Capasso) premiato al Fantafestival e al To-Horror nel 2012 vanta edizioni da collezione ed uscite in diversi paesi.
Di prossima uscita in USA - tramite la WILDEYE releasing – il terzo POE, composto stavolta 6 episodi, introdoto da un bizzarro narratore (l'icona horror Venantino Venantini) ed un cast più internazionale che include anche Frank Laloggia (regista del cult Scarlatti/Lady in White) e Arian Levanael (Dark Waves, Transparent Woman).
Quarto capitolo e stavolta solo TRE registi alle prese con una sfida davvero unica: dovranno tutti raccontare in maniera molto personale IL GATTO NERO. “Stavolta non è solo un gatto” recita la tagline, e cosa potremo aspettarci? Progetto internazionale, POE 4 è prodotto da Domiziano Cristopharo (creatore della serie) e dall'inglese Tony Newton, che ha sfornato con la sua VESTRA pictures negli ultimi anni, innumerevoli film “collettivi” fra cui: Grindsploitation 1, 2 e 3, 60 seconds to die e 2 die for.

I registi:

Ruben Rodriguez: prolifico autore e produttore che spazia dalla regia (dall'horror di IN THE WOODS con Debbie Rochon, alla commedia CEREAL KILLERS, fino al recente horror collettivo WORLD OF DEATH) alla creazione di programmi TV come Radioactive Cinema e Dare 2 Watch.
Chris Milewski: personaggio misterioso, ma popolare sul web per i sui corti dallo stile vintage, che omaggiano i classici italiani degli anni '60 e '80 (ed in particolar modo registi come Fulci), vanta collaborazioni con icone cult come Fabio Frizzi, Franco Garofalo e Silvia Collatina.
Domiziano Cristopharo: è indubbiamente fra i più prolifici ed apprezzati autori italiani all'estero; autore di pluripremiate opere come Dark Waves, Red Krokodil, House of Flesh Mannequins, vanta collaborazioni con personaggi del calibro di: Ruggero Deodato, Venantino Venantini, Frank Laloggia, Mariagrazia Cucinotta, Maria Rosaria Omaggio, Stefano Cassetti, Roberta Gemma, Romano Scavolini...

Sito Ufficiale: http://www.poe4theblackcat.info/





martedì 17 gennaio 2017

LOST IN THE WHITE - LA RECENSIONE





















IL GELIDO INFERNO BIANCO RACCONTATO DA ALESSIO CUBONI. 

TRAMA:

Sperduto nel bianco, tra le montagne innevate, uno snowboarder solitario cerca la sua discesa perfetta...
Durante la sciata, eseguendo un salto, cade e perde i sensi tra la neve...
Isolato dalla civiltà e immerso nella natura, al suo risveglio inizierà il suo incubo...























LA RECENSIONE: 

Iniziamo col dire che i ragazzi della Pulp R Studio ci avevano già dimostrato di saperci fare con la macchina da presa, ci avevano infatti regalato piccole chicche come la web serie "Quella sporca sacca nera" o il cortometraggio horror "Born From Blood", entrambi diretti da Mauro Aragoni. 
Questa volta però Aragoni passa la palla al collega e amico Alessio Cuboni, il quale, non sembra essere assolutamente da meno e ci regala infatti un ottimo horror dalle ambientazioni naturali gelide e spietate.
Partendo proprio dall'ambientazione, che si può dire essere la vera protagonista del corto, notiamo subito che ottimo occhio abbia Cuboni nel riprende questi stupendi scenari naturali innevati, ammiriamo la cura per il dettaglio in ogni singola forma che riesce a catturare fotogrammi come: un ramo di albero ghiacciato o un bossolo di fucile adagiato sulla neve. 
Cuboni fa fuori i dialoghi, non ci servono a niente, quello che serve lui sembra averlo già in mente e sembra sapere come svilupparlo al meglio. 
Per la prima parte "Lost in the white" è un'opera che trova la sua forza nel montaggio, la camera per buona parte dell'opera fa solo inquadrature fisse, per poi trasformarsi in una soggettiva in movimento che da la giusta dose di ritmo e suspense al corto, esattamente quello che le serve prima di ritornare alla camera fissa e ai giochi di luce naturale. 
Il tutto viene accompagnato da una buona colonna sonora, composta da Antonio Manca, che si diverte a toccare le note alte del suo piano a tempi lenti, le quali, riescono a mescolarsi alla perfezione con i suoni naturali che, a mio parere, sono parte fondamentale dell'opera, non essendovi dialoghi lo spettatore non può fare altro che ascoltare questo collage di suoni che passano dal soffio del vento tra i rami secchi di un albero al rumore di passi che calpestano il suolo nevoso della montagna. 
Per concludere, anche questa volta la Pulp R Studio riesce a stupirci e ci regala il suo ennesimo corto che, a quanto pare, è già riuscito ad aggiudicarsi la vittoria al "Roma cinema DOC 2016" ed è riuscito ad entrare in selezione ufficiale al "Los Angeles Cine Fest", dopo la visione del corto di Cuboni posso dire che la frase che più mi è sembrata adatta per essere accostata a questa opera è "oggi ho sentito il gelido tocco della morte". 



lunedì 16 gennaio 2017

A novembre la terza edizione dell'Optical Theatre Festival - 2017






















Sotto la direzione artistica di Domiziano Cristopharo, con la collaborazione di Antony Coia e Barbara Torretti, torna per la sua terza edizione il The Optical Theatre Festival, la rassegna cinematografica per tutti gli amanti dei generi Horror, Fantasy, del bizzarro e del grottesco. 
Il festival si svolgerà presso il cinema Farnese di Roma nel mese di novembre, ma nel frattempo possiamo già dirvi i nomi dei registi, dei critici, dei produttori e dei musicisti che comporranno la giuria: 

Ruggero Deodato: storico regista del cinema di genere degli anni 70 e padre del filone "Cannibal Movie". 

Stephen Biro: fondatore della Unearthed Films e ideatore della saga American Guinea Pig“.

Scott Martin: filmmaker, sceneggiatore e produttore, nonché fondatore della casa di distribuzione americana Archstone Distribution, LLC e della Archstone Pictures, LP.

Antonio Tentori: sceneggiatore italiano che ha collaborato con registi del calibro di Lucio Fulci (“Demonia”, “Un Gatto nel cervello”), Dario Argento (“Dracula 3D”), Bruno Mattei (“L’isola dei morti viventi”, “Zombi: La creazione”), Sergio Stivaletti (“I tre volti del terrore”), Aristide Massaccesi (“Ritorno dalla morte – Frankenstein 2000”).

Michael Del Rossa: Special Effects makeup artist e produttore. Fondatore della Multivision Fx, con la quale ha collaborato in pellicole come La Passione di Cristo, The Watchmen, 300, Io sono Lggenda e Pirati dei Caraibi. 

Gregory Burkart: scrittore, musicista per il cinema e redattore del sito Blumhouse.com.

Federico Frusciante: youtuber, critico cinematografico, fondatore della Videodrome Industries e proprietario della videoteca Videodrome di Livorno.

Chris Savage: redattore per il sito Horror-Movies.ca.

Il Festival è aperto a Lungometraggi, Cortometraggi, Trailer, Lungometraggi Trash e Cortometraggi Trash.
Tutti i dettagli presenti in questo articolo ma anche foto, video e il materiale relativo alle edizioni passate, sono presenti sul sito ufficiale OpticalFest.com.


I premi dell’Optical, ai quali quest’anno si aggiunge il Best Extreme, dedicato alle produzioni più estreme:
  • Best Feature Film
  • Best Short Film
  • Best Trash Feature Film
  • Best Trash Short Film
  • Best Trailer
  • Best Fantasy/Bizarre
  • Best Extreme
  • Best Director
  • Best Actor
  • Best Actress
  • Best Supporting Actor & Actress
  • Best Screenplay
  • Best Original Score
  • Best Cinematography
  • Best Animation
  • Best Special Effects
  • Best Villain
  • 2017 Horror Icon

venerdì 13 gennaio 2017

INEVITABILE - LA RECENSIONE

























IL NUOVO CORTOMETRAGGIO DISTOPICO DI DANIELE RICCI. 

TRAMA:

1996. Una sera come tante. Un uomo si trova nella sua cucina e si appresta a preparare la cena, ma improvvisamente il telefono squilla rompendo il silenzio. Dall'altra parte, solo un confuso crepitio. Attacca un po' perplesso e da poca importanza all'accaduto. Subito dopo qualcuno suona il campanello e quando egli si reca ad aprire trova davanti a sé
un bizzarro sconosciuto con uno strano sorriso che custodisce gelosamente una misteriosa valigia.



LA RECENSIONE: 

Dopo il suo ultimo cortometraggio, "Le Ultime Ore", Daniele Ricci e la Red Planet Video Production tornano con un nuovo lavoro, questa volta però niente noir e niente pistole, questa volta viaggiamo nel futuro, anzi, forse è meglio dire nel passato. 
Entrato in selezione ufficiale al Roma Web Award e al Los Angels Cine Fest, il nuovo lavoro di Ricci è una storia distopica ben ideata e diretta, con pochi attori ed una sola location, scarso budget ma buone idee, in poche parole l'essenziale per dare vita ad un buon corto di venti minuti. 
Ricci crea un'opera dalle atmosfere fumettistiche che strizzano l'occhio allo sci-fi contemporaneo, fa un buon uso della fotografia e sfrutta al massimo i due attori creando primi piani e dialoghi che non risultano mai banali. La cosa che colpisce di più è senza dubbio la cura e l'estetica che è stata data alle scenografia e agli oggetti di scena: la strana parete verde, il telefono vintage anni 90 e la misteriosa valigetta, perfettamente in tinta con la giacca dell'enigmatico personaggio. Facendo in questo modo Ricci riesce a far scorrere alla perfezione il corto, senza far mai annoiare lo spettatore e facendo in modo che si possa seguire al meglio lo svolgimento di una trama che, a prima vista, può sembrare banale, ma che invece nasconde proprio una sorpresa nel finale. 





giovedì 12 gennaio 2017

E' uscito il trailer di Torment: Il film ispirato al caso del serial killer John Wayne Gacy






























E' uscito il trailer di Torment, secondo capitolo della così detta "Trilogia della Morte", di cui fanno parte il precedente Sacrifice (diretto da Poison Rouge) e un terzo capitolo che sembra si intitolerà Espiazione
La "Trilogia della Morte" non è altro che una saga di film estremi prodotti dal regista Domiziano Cristopharo e diretti da vari registi del circuito indipendente.
Questo secondo capitolo, dal titolo Torment, è stato affidato al regista Adam Ford e tratta il caso di uno dei serial killer più celebri della storia Americana, il clown assassino John Wayne Gacy. 

Torment cast: Matteo De Liberato (nel ruolo del clown), Rikky Fiore, Marco Pielich e Manuel Favaretto. La colonna sonora di questo secondo capitolo della trilogia è a cura di Mauro Crivelli.




giovedì 5 gennaio 2017

PHOBIA: arriva il film Horror a episodi firmato da 15 registi internazionali del circuito indipendente















Vestra Pictures di Tony Newton (che ha prodotto film come Grindsploitation, Virus of the dead) e The Enchanted Architect di Domiziano Cristopharo (produttore di film come Red Krokodil, Sacrifice) presentano PHOBIA il nuovo film episodico che coinvolge 15 registi internazionali alle prese con un insolito tema: le fobie.

Sapevate che esite la Hipopotomonstrosesquipedaliofobia (una paura persistente, anormale e ingiustificata delle parole lunghe) o la Geniofobia (la paura persistente, anormale e ingiustificata del mento)? Esistono centinaia di fobie e paure che n certi casi clinici diventano vere e proprie patologie comportamentali. Il film PHOBIA racconta in ogni episodio l'insolito sviluppo di ognuna di esse... con risvolti molto particolari.

Fra i registi: James Quinn (The law of Sodom), Sam Mason Bell (The making of), Jason Impey (Home Made), Alessandro Redaelli (POE 3), Chris Milewski (Welcome to the world, my child), Alessandro Giordani (L'insonne) e gli stessi Newton (60 seconds to die) e Cristopharo (Virus Extreme Contamination, House of Flesh Mannequins).

Gli ultimi 5 registi saranno selezionati internazionalmente attraverso il web, e a loro sarà chiesto di inviare il loro corto inedito di 5 minuti che sarà poi eventualmente inserito nell'antologia o nel già annunciato secondo capitolo... le fobie son davvero tante e strane per non essere affrontate tutte!

IMDB -  http://www.imdb.com/title/tt6384720/?ref_=nm_flmg_dr_14
FB -  https://www.facebook.com/Phobia-the-movie-387498428259950/

Per i registi che volessero proporsi il contatto è: phobia2017@gmail.com





giovedì 15 dicembre 2016

SULLY - LA RECENSIONE



















CLINT EASTWOOD CI RACCONTA UN NUOVO EROE AMERICANO. 

TRAMA:  

Il 15 gennaio 2009 il mondo intero è testimone del “miracolo sull’Hudson” quando il capitano Sully Sullenberger (Tom Hanks) plana con il suo aereo in avaria sulle acque gelide del fiume Hudson, salvando la vita dei 155 passeggeri a bordo. Tuttavia, nonostante Sully venga acclamato come eroe dall’opinione pubblica e dai mass media per la sua impresa senza precedenti nel mondo dell’aviazione, un’indagine rischia di distruggere per sempre la sua reputazione e la sua carriera…






















LA RECENSIONE: 

E' veramente incredibile come il vecchio Eastwood riesca sempre a portare sullo schermo film dichiaratamente di destra e come ogni volta riesca a farmeli piacere. 
Dico subito che non ero impazzito affatto per American Sniper, lo reputo ancora oggi il suo lavoro peggiore, e questo non perchè sia un film di destra ultra nazionalista, è solo che lo reputo un film fatto male, una pellicola che si perde in se stessa e che ha dei gravi problemi di sceneggiatura. 
Con Sully invece la storia è diversa, con questo nuovo lavoro il regista ci racconta la storia di un altro eroe americano, ma questa volta che gira senza fucile di precisione e che invece di togliere vite le salva, un uomo semplice della classe media, responsabile e coscienzioso (ruolo che sembra scritto apposta per Tom Hanks), una persona che appare come un eroe agli occhi dell'oppinione pubblica ma, allo stesso tempo, un irresponsabile per la burocrazia e i colletti bianchi che fanno capo alle grandi aziende assicurative.  
Con questo ennesimo film Eastwood riesce a dare vita ad una pellicola di novanta minuti veramente ben girata e scritta, una storia dai tempi perfetti che riesce a mantenere lo spettatore davanti allo schermo senza fargli mai avere l'impressione che il film che ha davanti sia troppo breve o che passi troppo velocemente. 
Non mancano chiaramente le critiche alla società americana (come nella maggior parte dei film del regista), c'è la critica al sistema bancario, alla crisi economica e ai mass media, in poche parole la classica ricetta alla Eastwood che non fallisce mai. 
Ancora una volta l'antagonista dell'eroe sembra essere la sua patria, il regista ci mostra infatti un uomo apparentemente fragile e solo che deve scontrarsi contro il potere forte della società, un uomo che deve riuscire ad essere un buon marito e che deve dimostrare come gli istinti umani non possano essere paragonati ad un simulatore, un attacco duro e forte ad un certo tipo di mentalità che negli anni ci porta ha portato a pensare che la macchina abbia sempre ragione, perchè non umana, e che invece l'uomo possa cadere nell'errore perchè imperfetto. 
Con una stupenda fotografia, realizzata da Tom Stern (storico collaboratore Eastwood), e una sceneggiatura fatta di giochi temporali che salta in avanti e indietro nella storia, il regista ci regala ancora una volta una pellicola che lo conferma uno dei migliori registi in circolazione. 
In Sully non troveremo la struggente commozione vista in Million Dollar Baby e nemmeno la voglia di giustizia reazionaria di Gran Torino, Eastwood firma con questa pellicola la sua opera più secca e diretta, un film che comunque resta una perfetta lezione di cinema.