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lunedì 9 maggio 2016

GROSSO GUAIO DALL'OLTRESPAZIO - LA RECENSIONE



IRONIA E CITAZIONISMO NEL NUOVO SCI-FI DI LUCA BAGGIARINI.

TRAMA:

Dopo aver rubato una barra radioattiva da uno stabilimento chimico, tre ladri entreranno in contatto con delle strane creature venute dallo spazio, toccherà a uno di loro, aiutato da una misteriosa ragazza, riuscire a fermare la terribile invasione aliena.

 LA RECENSIONE:

Uscito nel film a episodi "Adrenaline", con il titolo "Niktorama", il corto soffriva della mancanza di un lavoro di post produzione (dovuta al poco tempo a disposizione), ma oggi finalmente possiamo rivederlo in una versione più curata, con l'aggiunta del doppiaggio e di un nuovo titolo che ci fa capire che razza di regista "nerd" sia il caro Luca Baggiarini, una persona che si diverte a girare, che usa la sua fantasia al massimo e che non sta a farsi troppe seghe mentali a chiedersi se un soggetto sia troppo irreale o no.
Baggiarini sa che il cinema è finzione, fantasia e intrattenimento, non sembra volersi dare delle regole o dei limiti e quando gira un nuovo film sembra quasi ritornare bambino.
"Grosso guaio dall'oltrespazio" è un corto che punta al divertimento e all'intrattenimento, il ritmo è veloce, come il montaggio e l'azione, c'è ironia, action, alieni, inseguimenti e come sempre il citazionismo più sfegatato, che va dal cinema di John Carpenter a film come "La Città verrà distrutta all'alba" di Romero, la forza di Baggiarini infatti è proprio questa, prendere il cinema con cui è cresciuto da ragazzino e riesce a creare un'opera originale e divertente.
Da notare gli stupendi oggetti di scena e i costumi, tutti creati da Baggiarini in modo artigianale (come nella migliore tradizione del cinema B Movie). Il regista riesce a ricreare creature aliene, fucili laser, tute anti radiazione e barre radioattive, facendoci capire che non servono i super budget per fare un buon film, serve solo tanta passione, professionalità e tanto amore nel fare il proprio lavoro.
Il corto ha vinto il premio "Miglior Interpretazione" al Fi Pi Li Horror Festival 2016, andato ad Ivan Brusa, noi non possiamo che essere contenti e fare i complimenti al caro Luca Baggiarini e al suo team, augurandogli in più di non fermarsi mai e di restare sempre un piccolo "nerd".




venerdì 12 febbraio 2016

THE DOOMGUY - LA RECENSIONE












UN CORTOMETRAGGIO GORE-GAME CHE RENDE OMAGGIO AGLI ANNI 90. 

TRAMA: 

Un ragazzo, che vive ancora in casa con la madre e che passa le sue giornate in camera sua a cazzeggiare e a giocare a Doom, viene inaspettatamente risucchiato dal suo videogioco. Una volta ritornato nella realtà non sarà più lo stesso e non distinguerà più il reale dall'immaginario. 

















LA RECENSIONE: 

Videogiochi, Tartarughe Ninja, motoseghe, Skateboarding e budella sparse ovunque, ecco perchè potremmo veramente chiamare il genere creato da Amerigo Brini con il nome di Gore-Game. Veloce, spietato e con uno stile che richiama al cinema splatter, al trash degli anni 80 e a pellicole più recenti come Kung Fury di David Sandberg. 
In questo corto vediamo una regia e uno stile di montaggio molto più vicini al mondo dei video maker che realizzano filmati di Skater più tosto che al mondo dei cineasti, ma questo non è assolutamente un punto a sfavore, anzi, sicuramente è il punto di forza di Brini, che in questo modo riesce a creare e mostrarci il suo stile personale e originale. 
Volendo Girare la maggior parte delle scene d'azione in soggettiva, il regista, trasforma lo spettatore in vero e proprio protagonista, esattamente come succedeva nei vecchi sparatutto con cui molti di noi sono cresciuti e con cui molti di noi si sono fusi il cervello in sala giochi. 
Ma Doomguy non è solo questo, è anche un richiamo e un tributo ai mitici anni 90 e al loro stile, catturato e riproposto in questo corto grazie al look dei personaggi e agli oggetti di scena: come la t-shirt delle Tartarughe Ninja, gli orologi Casio, le cartucce del Game Boy e i pupazzetti da collezione raffiguranti personaggi come Robocop, Ash e Shredder. 
In poche parole, Doomguy è un corto che tutti quelli che amano il cinema Gore e che se ne sbattono il cazzo del politicamente corretto dovrebbero vedere e amare.