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domenica 16 settembre 2018

LION - LA RECENSIONE

QUANDO I SOGNI DIVENTANO REALTA' E SI TRASFORMANO IN INCUBI. 

TRAMA: 

Uno chalet isolato in una foresta innevata... Un uomo accecato dall'alcohol... Una donna incapace di ribellarsi... E un bambino di 8 anni, con un viso cupo e due occhi oscuri... Il silenzio della notte sará squarciato da grida mortali... L'incubo ha inizio!

















LA RECENSIONE:

Dopo aver fatto strage di premi nei festival indipendenti di tutto il mondo ed essere anche riuscito ad entrare nella selezione dei David di Donatello 2018, ecco che arriva il nuovo lavoro del regista Davide Melini. 
Con un'esperienza alle spalle su set come "La terza madre" e in serie tv internazionali del calibro di "Penny Dreadful", Melini da vita ad una favola nera che mescola drammi familiari, incubi, sogni e paure. 
Interpretato benissimo da Michael Segal, Pedro Sànchez e Tania Mercader, Lion, è un'opera costruita sulla tensione, un corto dove la macchina da presa si muove tra ombre e oscurità con i giusti tempi, è quello che non vediamo il vero punto di forza del cortometraggio, è l'avvertire il pericolo e non il subirlo che mette paura allo spettatore: due occhi diabolici avvolti nell'oscurità o i passi pesanti di un grosso animale che si aggira nella stanza. 
Melini non è un dilettante e lo si capisce dall'ottimo uso che riesce a fare del mezzo cinematografico, riuscendo infatti a mettere ansia e angoscia nello spettatore usando luci, movimenti e suoni (esattamente come dovrebbe essere un buon horror). 
Sangue e violenza non mancano all'appello e non manca nemmeno l'ottima ambientazione innevata che riesce a dare al corto quell'atmosfera tra horror e fantasy. 
In poche parole Melini è stato capace di creare una stupenda favola dell'orrore che, oltre a mettere paura, riesce anche a mandare il suo messaggio personale (come nella migliore tradizione del cinema di genere). 




mercoledì 21 giugno 2017

THAT NICE CLAN: IN PREPARAZIONE IL NUOVO CORTO "PULP" DI EUGENIO KRILOV






































Quattro malviventi si trovano in un posto loschissimo a giocare a carte. Fin li tutto bene (nonostante le carte facciano abbastanza schifo), finchè non entra un quinto personaggio che porta le carte nuove su richiesta di uno dei quattro. Da quel momento in poi succederanno cose interessanti... 

Questa è la trama del nuovo cortometraggio del regista Eugenio Krilov, un progetto indipendente, scritto e diretto dallo stesso Krilov, prodotto dalla Red Planet Production e che vedrà anche la collaborazione dello Youtuber Federico Frusciante, il quale ha dichiarato in un video: 

  "...Questo cortometraggio è un cortometraggio Pulp se vogliamo...un cortometraggio Noir che è una cosa che a me piace molto che mescola si Tarantino e le nuove mode ma che in realtà ha anche parecchio di Scorsese dentro da quello che ho letto. Si avvicina a "Quei Bravi Ragazzi" , "Casinò", una cosa molto intrigante..." 

Per tutti quelli che fossero interessati a partecipare al progetto, ricordiamo che i casting saranno aperti fino a lunedì 26 giugno:

- ATTORE 25/35 anni dallo sguardo innocente. 
- ATTORE 25/35 anni dallo sguardo "Infame". 
- ATTORE 25/35 anni bella presenza, atteggiamenti pavoneggianti e provocatori. 
- ATTORE 50/60+ dallo sguardo vissuto. 
- Comparse/Figurazioni speciali Maschili/Femminili. Anni 18/60. 

Per esigenze di sceneggiatura non è possibile fornire pubblicamente ulteriori dettagli sui ruoli ricercati. 
Richiesta una buona esperienza nel settore. 
INVIARE FOTO, CV ARTISTICO ed eventuale SHOWREEL a : thatniceclanmovie@gmail.com 

Progresso del progetto: Una volta conclusi i casting gli attori saranno impegnati nello sviluppo dei teaser del progetto. I teaser saranno presentati per aprire la campagna di crowdfunding per lo sviluppo del corto stesso.

Pagina Fb: That Nice Clan - Official Movie 


martedì 17 gennaio 2017

LOST IN THE WHITE - LA RECENSIONE





















IL GELIDO INFERNO BIANCO RACCONTATO DA ALESSIO CUBONI. 

TRAMA:

Sperduto nel bianco, tra le montagne innevate, uno snowboarder solitario cerca la sua discesa perfetta...
Durante la sciata, eseguendo un salto, cade e perde i sensi tra la neve...
Isolato dalla civiltà e immerso nella natura, al suo risveglio inizierà il suo incubo...























LA RECENSIONE: 

Iniziamo col dire che i ragazzi della Pulp R Studio ci avevano già dimostrato di saperci fare con la macchina da presa, ci avevano infatti regalato piccole chicche come la web serie "Quella sporca sacca nera" o il cortometraggio horror "Born From Blood", entrambi diretti da Mauro Aragoni. 
Questa volta però Aragoni passa la palla al collega e amico Alessio Cuboni, il quale, non sembra essere assolutamente da meno e ci regala infatti un ottimo horror dalle ambientazioni naturali gelide e spietate.
Partendo proprio dall'ambientazione, che si può dire essere la vera protagonista del corto, notiamo subito che ottimo occhio abbia Cuboni nel riprende questi stupendi scenari naturali innevati, ammiriamo la cura per il dettaglio in ogni singola forma che riesce a catturare fotogrammi come: un ramo di albero ghiacciato o un bossolo di fucile adagiato sulla neve. 
Cuboni fa fuori i dialoghi, non ci servono a niente, quello che serve lui sembra averlo già in mente e sembra sapere come svilupparlo al meglio. 
Per la prima parte "Lost in the white" è un'opera che trova la sua forza nel montaggio, la camera per buona parte dell'opera fa solo inquadrature fisse, per poi trasformarsi in una soggettiva in movimento che da la giusta dose di ritmo e suspense al corto, esattamente quello che le serve prima di ritornare alla camera fissa e ai giochi di luce naturale. 
Il tutto viene accompagnato da una buona colonna sonora, composta da Antonio Manca, che si diverte a toccare le note alte del suo piano a tempi lenti, le quali, riescono a mescolarsi alla perfezione con i suoni naturali che, a mio parere, sono parte fondamentale dell'opera, non essendovi dialoghi lo spettatore non può fare altro che ascoltare questo collage di suoni che passano dal soffio del vento tra i rami secchi di un albero al rumore di passi che calpestano il suolo nevoso della montagna. 
Per concludere, anche questa volta la Pulp R Studio riesce a stupirci e ci regala il suo ennesimo corto che, a quanto pare, è già riuscito ad aggiudicarsi la vittoria al "Roma cinema DOC 2016" ed è riuscito ad entrare in selezione ufficiale al "Los Angeles Cine Fest", dopo la visione del corto di Cuboni posso dire che la frase che più mi è sembrata adatta per essere accostata a questa opera è "oggi ho sentito il gelido tocco della morte". 



venerdì 13 gennaio 2017

INEVITABILE - LA RECENSIONE

























IL NUOVO CORTOMETRAGGIO DISTOPICO DI DANIELE RICCI. 

TRAMA:

1996. Una sera come tante. Un uomo si trova nella sua cucina e si appresta a preparare la cena, ma improvvisamente il telefono squilla rompendo il silenzio. Dall'altra parte, solo un confuso crepitio. Attacca un po' perplesso e da poca importanza all'accaduto. Subito dopo qualcuno suona il campanello e quando egli si reca ad aprire trova davanti a sé
un bizzarro sconosciuto con uno strano sorriso che custodisce gelosamente una misteriosa valigia.



LA RECENSIONE: 

Dopo il suo ultimo cortometraggio, "Le Ultime Ore", Daniele Ricci e la Red Planet Video Production tornano con un nuovo lavoro, questa volta però niente noir e niente pistole, questa volta viaggiamo nel futuro, anzi, forse è meglio dire nel passato. 
Entrato in selezione ufficiale al Roma Web Award e al Los Angels Cine Fest, il nuovo lavoro di Ricci è una storia distopica ben ideata e diretta, con pochi attori ed una sola location, scarso budget ma buone idee, in poche parole l'essenziale per dare vita ad un buon corto di venti minuti. 
Ricci crea un'opera dalle atmosfere fumettistiche che strizzano l'occhio allo sci-fi contemporaneo, fa un buon uso della fotografia e sfrutta al massimo i due attori creando primi piani e dialoghi che non risultano mai banali. La cosa che colpisce di più è senza dubbio la cura e l'estetica che è stata data alle scenografia e agli oggetti di scena: la strana parete verde, il telefono vintage anni 90 e la misteriosa valigetta, perfettamente in tinta con la giacca dell'enigmatico personaggio. Facendo in questo modo Ricci riesce a far scorrere alla perfezione il corto, senza far mai annoiare lo spettatore e facendo in modo che si possa seguire al meglio lo svolgimento di una trama che, a prima vista, può sembrare banale, ma che invece nasconde proprio una sorpresa nel finale. 





lunedì 28 novembre 2016

COME TOGETHER: WES ANDERSON DIRIGE IL CORTO NATALIZIO DI H&M




















 IL NOTO MARCHIO DI ABBIGLIAMENTO HeM HA DECISO DI REALIZZARE IL SUO SPOT NATALIZIO PER MOSTRARE I NUOVI CAPI DI ABBIGLIAMENTO AI PROPRI CLIENTI. 
A DIRIGERE QUESTO DIVERTENTE CORTOMETRAGGIO, INTITOLATO "COME TOGETHER" E CHE HA COME PROTAGONISTA L'ATTORE ADRIEN BRODY, E' STATO CHIAMATO NIENTE MENO CHE IL REGISTA CHE PIU' DI TUTTI, NEGLI ULTIMI ANNI, E' RIUSCITO A FARE DELL'ABBIGLIAMENTO DEI SUOI ATTORI E DELLE SCENOGRAFIE DEI SUOI FILM IL SUO MARCHIO DI FABBRICA, OVVERO, IL REGISTA AMERICANO WES ANDERSON.  

martedì 19 luglio 2016

LION: IN ARRIVO IL NUOVO CORTO DI DAVIDE MELINI

































"LA PAURA PIU' GRANDE DELL'UOMO E' PRONTA A TORNARE!" 

Uno chalet isolato in una foresta innevata... Un uomo accecato dall'alcohol... Una donna incapace di ribellarsi... E un bambino di 8 anni, con un viso cupo e due occhi oscuri... Il silenzio della notte sará squarciato da grida mortali... L'incubo ha inizio!

Questa è la sinossi del nuovo lavoro di Davide Melini, un regista che vanta un curriculum di tutto rispetto visto che è stato assistente alla regia per il maestro Dario Argento nel film "La Terza Madre" e nella famosa serie di John Logan "Penny Dreadful". 
Il nuovo corto di Melini, ancora in post produzione, vedrà l'uscita il giorno di Halloween (data migliore non poteva essere scelta) e vanta tra le sue file nomi di spicco del cinema mondiale e indipendente, come Luca Vannella, Vincenzo Mastrantonio e Bobby Holland (per quanto riguarda la produzione), in più, Juanma Postigo come direttore della fotografia (candidato al premio "Goya 2016" per la fotografia del film "El violín de Piedra"), mentre nel cast potremmo vedere gli spagnoli Pedro Sánchez, Tania Mercader e l'italiano Michael Segal, ormai attore icona del cinema indipendente. 

In attesa del giorno di Halloween, vi diamo un piccolo assaggio del lavoro di Melini con questo teaser trailer appena rilasciato dal regista: 




giovedì 9 giugno 2016

DEVADASI - LA RECENSIONE






















DEVADASI: MARCO MARRA CI MOSTRA I COLORI DELL'ANIMA.  

TRAMA: 

Lei è una giovane donna costretta a prostituirsi in un angusto e buio sottoscala. Le fa visita un altrettanto giovane uomo la cui vita è priva di ogni forma di gioia. Le loro esistenze sono in bianco e nero ma il loro incontro, forse, le cambierà per sempre…






















LA RECENSIONE: 

Marco Marra è un attore/regista di 26anni che, con questo nuovo corto, firma e interpreta la sua quinta opera cinematografica. 
Il film di Marra ci porta in un mondo dove l'opera stessa riflette gli animi e le sensazioni dei personaggi: un bellissimo bianco e nero, i silenzi, le piccole carezze e gli sguardi profondi, il regista ci racconta così un dramma di prigionia, segregazione e violenza, quasi più psicologica che fisica, un terribile incubo in bianco e nero che riesce però poi a trovare il colore. 
La protagonista (interpretata da Nicoletta Pane) è una figura pura e innocente che viene costretta alla segregazione e alla prostituzione in un ambiente buio, vuoto e triste (l'esatto contrario della sua anima), il protagonista(interpretato dallo stesso Marra) è il perno che si contrappone a questo meccanismo, distruggendo così le regole e le abitudini di tale mondo, mettendosi tra la prigioniera e il proprio guardiano e ribaltando completamente i meccanismi e gli schemi che sembrano già essere scritti e che si ripetono a loop come nel peggiore degli incubi.
Marra è un regista che ama il cinema d'autore, quello indipendente e quello orientale: adora le inquadrature fisse, i lunghi silenzi e sa creare la luce giusta, non punta sui dialoghi per raccontare la storia allo spettatore, ma usa invece gli sguardi e le espressioni dei due protagonisti (riesce così con poco a fare molto), ha il controllo di tutto (sua infatti è anche la sceneggiatura, la fotografia e il montaggio) e, cosa più importante, da un tocco personale e unico alla sua opera, che poi è la cosa più essenziale nel cinema d'autore. 
Non ci stupisce affatto che, con i suoi precedenti corti, abbia già vinto premi e riconoscimenti in Festival come il "Rome Web Awards", il "Best Shorts Competition" o "Accolade Global Film Competition", non possiamo quindi che fargli i nostri migliori auguri e augurarci che continui a regalarci altri piccoli gioiellini come questo. 








lunedì 9 maggio 2016

GROSSO GUAIO DALL'OLTRESPAZIO - LA RECENSIONE



IRONIA E CITAZIONISMO NEL NUOVO SCI-FI DI LUCA BAGGIARINI.

TRAMA:

Dopo aver rubato una barra radioattiva da uno stabilimento chimico, tre ladri entreranno in contatto con delle strane creature venute dallo spazio, toccherà a uno di loro, aiutato da una misteriosa ragazza, riuscire a fermare la terribile invasione aliena.

 LA RECENSIONE:

Uscito nel film a episodi "Adrenaline", con il titolo "Niktorama", il corto soffriva della mancanza di un lavoro di post produzione (dovuta al poco tempo a disposizione), ma oggi finalmente possiamo rivederlo in una versione più curata, con l'aggiunta del doppiaggio e di un nuovo titolo che ci fa capire che razza di regista "nerd" sia il caro Luca Baggiarini, una persona che si diverte a girare, che usa la sua fantasia al massimo e che non sta a farsi troppe seghe mentali a chiedersi se un soggetto sia troppo irreale o no.
Baggiarini sa che il cinema è finzione, fantasia e intrattenimento, non sembra volersi dare delle regole o dei limiti e quando gira un nuovo film sembra quasi ritornare bambino.
"Grosso guaio dall'oltrespazio" è un corto che punta al divertimento e all'intrattenimento, il ritmo è veloce, come il montaggio e l'azione, c'è ironia, action, alieni, inseguimenti e come sempre il citazionismo più sfegatato, che va dal cinema di John Carpenter a film come "La Città verrà distrutta all'alba" di Romero, la forza di Baggiarini infatti è proprio questa, prendere il cinema con cui è cresciuto da ragazzino e riesce a creare un'opera originale e divertente.
Da notare gli stupendi oggetti di scena e i costumi, tutti creati da Baggiarini in modo artigianale (come nella migliore tradizione del cinema B Movie). Il regista riesce a ricreare creature aliene, fucili laser, tute anti radiazione e barre radioattive, facendoci capire che non servono i super budget per fare un buon film, serve solo tanta passione, professionalità e tanto amore nel fare il proprio lavoro.
Il corto ha vinto il premio "Miglior Interpretazione" al Fi Pi Li Horror Festival 2016, andato ad Ivan Brusa, noi non possiamo che essere contenti e fare i complimenti al caro Luca Baggiarini e al suo team, augurandogli in più di non fermarsi mai e di restare sempre un piccolo "nerd".




lunedì 2 maggio 2016

[VLOG] L'ULTIMO VIDEO DI SARA - LA RECENSIONE




















QUANDO IL PERICOLO ARRIVA DIRETTAMENTE DAL WEB.

TRAMA:

Una giovane e nota youtuber decide di fare il suo video risposta a tutti gli haters che continuano a riempirla di insulti e offese, ignara del fatto che questo sarà il suo ultimo video....













LA RECENSIONE:

Daniele Misischia, già autore di opere come "Devil on the Road" e "The Bunnyman", torna con un nuovo corto horror, questa volta ambientato nello strano e controverso mondo degli youtubers.
Misischia crea un found footage sfruttando il mondo del web, ci fa credere che tutto quello che stiamo per vedere sia accaduto realmente e ci svela subito che stiamo per assistere ad un omicidio in diretta, gira così, con pochi soldi ma tante idee, un corto minimalista che si prendere la sua rivincita contro il mondo dei vlogger, scagliandosi con forza, rabbia e molta ironia su chi vive ogni giorno sognando la popolarità, su chi passa le ore a contare i like o le visualizzazioni che il suo canale riesce a realizzare, prende quindi tutte quelle persone che vogliono solo apparire e decide, a modo suo, di staccargli la spina una volta per tutte.   
Usando un'inquadratura fissa, una fotografia di luci soffuse e continui disturbi di segnale, Misischia riesce a giocare con rumori, silenzi, sorprese e suspense, senza mai far perdere ritmo al corto e senza mai annoiare lo spettatore. 
Bravissima Chiara Nicolanti, che riesce a calarsi perfettamente nei panni della classica vlogger oca, superficiale e odiosa, la classica ragazza che ha come regno la sua camera, che si atteggia con sorrisini finiti, che ci regala cuoricini fatti con le mani e che manda baci alla webcam, in questo modo l'attrice riesce a farsi odiare nel giro di soli sei minuti e quando alla fine vediamo quello che le spetta non possiamo che esultare di gioia e farci una grandissima risata.
Complimenti al caro Daniele Misischia e alla sua squadra di attori e Make Up, non stupisce affatto che il corto abbia vinto il premio "Miglior Soggetto Horror" al Fi Pi Li Horror Festival 2016, ancora complimenti e continuate a regalarci altre opere così.





venerdì 12 febbraio 2016

THE DOOMGUY - LA RECENSIONE












UN CORTOMETRAGGIO GORE-GAME CHE RENDE OMAGGIO AGLI ANNI 90. 

TRAMA: 

Un ragazzo, che vive ancora in casa con la madre e che passa le sue giornate in camera sua a cazzeggiare e a giocare a Doom, viene inaspettatamente risucchiato dal suo videogioco. Una volta ritornato nella realtà non sarà più lo stesso e non distinguerà più il reale dall'immaginario. 

















LA RECENSIONE: 

Videogiochi, Tartarughe Ninja, motoseghe, Skateboarding e budella sparse ovunque, ecco perchè potremmo veramente chiamare il genere creato da Amerigo Brini con il nome di Gore-Game. Veloce, spietato e con uno stile che richiama al cinema splatter, al trash degli anni 80 e a pellicole più recenti come Kung Fury di David Sandberg. 
In questo corto vediamo una regia e uno stile di montaggio molto più vicini al mondo dei video maker che realizzano filmati di Skater più tosto che al mondo dei cineasti, ma questo non è assolutamente un punto a sfavore, anzi, sicuramente è il punto di forza di Brini, che in questo modo riesce a creare e mostrarci il suo stile personale e originale. 
Volendo Girare la maggior parte delle scene d'azione in soggettiva, il regista, trasforma lo spettatore in vero e proprio protagonista, esattamente come succedeva nei vecchi sparatutto con cui molti di noi sono cresciuti e con cui molti di noi si sono fusi il cervello in sala giochi. 
Ma Doomguy non è solo questo, è anche un richiamo e un tributo ai mitici anni 90 e al loro stile, catturato e riproposto in questo corto grazie al look dei personaggi e agli oggetti di scena: come la t-shirt delle Tartarughe Ninja, gli orologi Casio, le cartucce del Game Boy e i pupazzetti da collezione raffiguranti personaggi come Robocop, Ash e Shredder. 
In poche parole, Doomguy è un corto che tutti quelli che amano il cinema Gore e che se ne sbattono il cazzo del politicamente corretto dovrebbero vedere e amare. 

venerdì 6 novembre 2015

TIGER BOY - LA RECENSIONE
























TIGER BOY: UN DRAMMA INFANTILE CHE SI CELA DIETRO UNA MASCHERA. 

TRAMA:

Matteo, un bambino di nove anni, costruisce una maschera identica a quella del suo mito: un wrestler di Corviale chiamato Il Tigre. Una volta indossata non è più disposto a togliersela: ci va a scuola, ci dorme, ci fa addirittura il bagno. Quello che a prima vista viene scambiato come un capriccio è in realtà una chiara richiesta d’aiuto che nessuno riesce a cogliere.

Fonte trama: Vai.





Come per il precedente "Basette" (cortometraggio del 2008), anche in questo caso, Gabriele Mainetti e il suo sceneggiatore Nicola Guaglianone, usano il loro amore e la loro passione per i cartoni animati giapponesi per raccontarci un piccolo frammento di vita quotidiana: un corto dalle tematiche dure, forti e toccanti.
Mainetti ha senza dubbio uno stile nel raccontare le sue storie molto personale, cosa molto rara da trovare nei nuovi registi e sopratutto in quelli Italiani. Con il suo modo di girare riesce a fotografare Roma nei suoi ambienti più sporchi, duri e reali, grazie all'amore per i fumetti crea dei personaggi assolutamente unici e originali, gira delle spettacolari scene di lotta, unisce fantasia e realtà filmando così il dolore di una madre e l'incomprensione che la separa dal figlio; entrambi divisi da una maschera che cela un terribile segreto, non un segreto di identità come potrebbe essere per un supereroe dei fumetti, ma un mistero molto più personale e doloroso.
Il corto è del 2012, ma Mainetti sta finalmente facendo parlare di se in questi giorni grazie al fatto che finalmente è riuscito a realizzare il suo primo lungometraggio, dal titolo "Lo Chiamavano Jeeg Robot", con protagonisti Claudio Santamaria e Luca Marinelli. Attendiamo con ansia di vederlo e mentre aspettiamo incrociamo le dita e gli auguriamo buona fortuna.

QUI POTETE VEDERE IL CORTOMETRAGGIO: 




martedì 8 settembre 2015

QUESTIONE DI SGUARDI - LA RECENSIONE

















QUESTIONE DI SGUARDI: L'OCCHIO E' LO SPECCHIO DELL'ANIMA. 

TRAMA:

Marco (Alberto Di Stasio, “Boris”), un uomo maturo affetto da una strana forma di depressione e una giovanissima ragazza, Sonia (Roberta Nevola, “Presto farà giorno”), che un giorno irrompe nella sua vita con un allegra camicia di flanella e tutta l’esuberanza tipica della sua età, intenzionata ad aiutarlo. Il padrone di casa, infatti, soffre di una strana forma di disturbo ossessivo compulsivo, che lo rende incapace di sostenere lo sguardo del suo interlocutore, relegandolo alla solitudine.

Sinossi di: www.questionedisguardi.it

















E' un cortometraggio diretto da Luca Alessandro e Luigi Nappa, prodotto da Artigiani Delle Immagini e che ha tra i suoi protagonisti Alberto Di Stasio e Roberta Nevola. Tra i vari Festival in cui il corto è entrato in Selezione Ufficiale ci sono: il Toko Film Festival 2015, l'Interiora Indipendent Horror Festival 2014, il Fi Pi Li Horror Festival 2015 e l'Operazione Paura Film Festival.


LA RECENSIONE: 

L'occhio è lo specchio dell'anima e in questo caso non sembra essere un'anima pura. I due registi ci mostrano l'impossibilità che può avere l'uomo medio nel rapportarsi con il mondo che lo circonda: l'isolamento, la reclusione, le fobie e gli scheletri nell'armadio. L'interpretazione fobica di Alberto Di Stasio riesce a portare lo spettatore in un clima di ansia e angoscia; un uomo profondamente distrutto nell'anima che non riesce a staccarsi da un passato che continua a perseguitarlo nel presente.
I registi sembrano usare l'occhio come metafora di finestra sul mondo, al quale il protagonista non riesce ad affacciarsi, restando quindi chiuso in se stesso.
Anche Roberta Nevola riesce a darci una buona interpretazione, trasformandosi alla perfezione da semplice e ingenua ragazza a donna rabbiosa e spietata. Ottima la regia a quattro mani che non cerca per niente di strafare o di spingere al massimo, ma che invece resta immobile e viene avvolta da una fotografia buia e fredda.




TRAILER: 


domenica 6 settembre 2015

32 - LA RECENSIONE


















IL CORTO ESTIVO DI LUCA BAGGIARINI, TRA SPARATORIE, INSEGUIMENTI E CANI ARRABBIATI. 

TRAMA:

Dopo una rapina sanguinosa in una banca, un gruppo di criminali si mette in fuga inseguiti da un misterioso personaggio.....


















E' un cortometraggio scritto e diretto da Luca Baggiarini, prodotto dalla Green Room Studio e dalla Klatoo. Il corto verrà presentato ufficialmente il 26 settembre allo Zombie Walk Gradara. 


 LA RECENSIONE: 

Ormai conosciamo Baggiarini e il suo amore per un certo cinema degli anni 70/80. Partendo dall'horror, passando per il western e arrivando al poliziottesco, Baggiarini riesce sempre a risvegliare nello spettatore l'amore per il vecchio cinema di genere. Anche questa volta il caro Luca non sembra averci deluso, infatti ci regala un cortometraggio che ha tra i suoi ingredienti: sangue, azione e violenza.
Baggiarini gira questo corto con un ritmo veloce e adrenalinico, con un montaggio spietato e con scene dove i dialoghi si fanno da parte e lasciano invece spazio alle sparatorie e alle imprecazioni. Il regista sembra non volersi mai fermare: parte con un folle inseguimento d'auto, in perfetto stile Umberto Lenzi, per poi approdare in una location desertica e polverosa dai toni quasi western. Baggiarini prende i suoi "Cani Arrabbiati", le sue "Iene" e li getta in mezzo ad un' arena, facendoli morire uno dopo l'altro e concretizzando così la famosa frase "Topi in trappola". Buona la regia, che come ho scritto prima riesce a non fermarsi mai e a non far sentire allo spettatore punti morti o noiosi, buona anche la sceneggiatura, che tra l'altro lascia una piccola sorpresa nel finale.



                                                                      TRAILER:

martedì 11 agosto 2015

THE CHOICE - LA RECENSIONE
















THE CHOICE: UN VIAGGIO NELLE TENEBRE PER SALVARE LA PROPRIA ANIMA.

TRAMA:

Eric è un ragazzo tormentato e afflitto per la tragica morte della propria ragazza, di cui si sente responsabile, decide così di togliersi la vita per trovare la pace, ignaro del fatto che quel gesto lo porterà dove non sarebbe mai voluto essere....
















E' il nuovo cortometraggio della regista Annamaria Lorusso, la quale lo ha anche scritto, prodotto ed interpretato. Accanto a lei due attori ormai noti del panorama cinematografico indipendente Italiano: Roberto D'antona e Michael Segal. Il film è stato portato al "Certificate of Excellence - 4th Kolkata Shorts International Film Festival 2015" ed è entrato in Selezione Ufficiale al "Trip To Italy Horror Film Fest 2015" e al "#TOFF - The Online Film Festival 2015".


LA RECENSIONE: 

La Lorusso affronta il tema della morte e della separazione dalle persone a noi care, proprio come aveva già fatto nel precedente corto "Il Tempo di un Respiro", questa volta però notiamo nella regista una maturazione artistica, sia a livello di regia che a livello di produzione. La Lorusso crea un'opera molto più spinta, sporca e surreale in confronto ai suoi precedenti corti, fa un ottimo lavoro di regia e montaggio, crea un suo piccolo "Teatro degli Orrori" fatto di coreografie, musiche e balletti, il tutto avvolto da atmosfere gotiche e surreali. Come protagonista abbiamo Roberto D'Antona, attore con il quale la regista ha ormai stretto un sodalizio artistico e che, con la sua interpretazione, ci mostra come i due siano ormai in perfetta sintonia. Nella parte di Emperor abbiamo invece Michael Segal, già noto attore della scena indie Italiana, il quale ci offre un' interessante interpretazione, non solo a livello recitativo di voce ma anche di mimica del corpo. Da ammirare ed elogiare soprattutto il make up, i costumi e la scenografia, veri protagonisti di questo cortometraggio dall'anima gotica. 



QUI SOTTO IL TRAILER 


giovedì 14 maggio 2015

JUSTI IN TIME - LA RECENSIONE

















UN VIAGGIO NEL TEMPO PER RICONQUISTARE L'AMORE. 

TRAMA:

Un giovane ed eccentrico inventore decide di viaggiare indietro nel tempo per conquistare la ragazza che ama...

















E' un cortometraggio del 2014, prodotto dalla Rods Pictures, diretto da Iacopo Navari e scritto in collaborazione a Marco Cisana. E' stato in selezione a vari Festival, Italiani e stranieri, tra i quali vi sono: Gold Elephant World - International Film & Musical Festival 2014, Eastern North Carolina Film Festival 2015 e il Three Cities Fest 2015. 

LA RECENSIONE: 

E' un cortometraggio che denota una profonda sensibilità artistica, che ci può far capire l'amore di Navari per registi come Michel Gondry o Mike Cahill, lo si capisce non solo dalla trama e dal finale, che riesce anche a strapparci una lacrima, ma anche dalle musiche adottate, dalla fotografia, dai primi piani a sfondo sfocato e sopratutto dalla mancanza di dialogo che lasciano spazio alle musiche e agli sguardi degli attori.
Molto apprezzabili gli oggetti di scena, come la sveglia modificata per viaggiare nel tempo, buone anche le inquadrature dettagliate del Luna Park e l'abito del clown con tanto di palloncini a forma di cuore.
A proposito di clown, Navari in questa pellicola d'amore riesce anche a citare un genere che niente ha a che fare con questa opera, cioè il genere fumettistico. Infatti il regista ci mostra il protagonista con indosso una maglietta di Batman a inizio film e fa apparire un clown che indossa la stessa maschera indossata dal Joker nel film "Il Cavaliere Oscuro" di Nolan. Da questi dettagli possiamo capire che Navari ha senza dubbio un'anima nerd, che però non interferisce affatto con il suo lavoro artistico, usa solamente le passioni di un giovane nerd (come può essere il viaggio nel tempo) e le riconverte in un'opera d'amore.

Qui potete vedere il film in streaming: JUST IN TIME

mercoledì 13 maggio 2015

FORGIVEN - LA RECENSIONE




















UN VIAGGIO ALL'INTERNO DI UN BOSCO ALLA RICERCA DEL PROPRIO IO.   

TRAMA:

Un giovane psicologo intraprende un viaggio in un oscuro bosco, alla ricerca della speranza e del perdono.






















E' un cortometraggio del 2014, prodotto da Gtwelve Studio e Red Planet Production, scritto e diretto da Gabriele Lenzi.   

 LA RECENSIONE: 

E' senza dubbio un corto girato molto bene, ha una buona fotografia, una regia molto curata (specie per i piccoli dettagli) e le interpretazioni sono tutte all'altezza dell'opera.
Lenzi è riuscito a trovare delle location naturali molto interessanti, ha senza dubbio del talento questo ragazzo, è inutile negarlo, riesce a catturare la potenza delle immagini e riesce
anche a fare il suo omaggio a Kubrick, il quale
viene citato con le maschere degli "uomini misteriosi" che il protagonista incontra nel bosco e con alcuni temi della colonna sonora.
Gli attori che sceglie, come ho detto prima, sono senza dubbio all'altezza di questa opera, sanno muoversi bene davanti alla macchina da presa, e la loro recitazione è molto buona, sia a vocalmente che mimicamente. Purtroppo se devo trovare un difetto in questo lavoro lo devo trovare nel soggetto, che a mio parere, è un po
troppo pretensioso per un cortometraggio.
Capisco perfettamente che Lenzi abbia voglia di sperimentare e di far vedere che può fare una buona regia e allo stesso tempo scrivere un soggetto di natura intellettuale, tutto questo è assolutamente lodevole, ma con le sue qualità potrebbe tranquillamente dedicarsi a trame più dirette e semplici, forse di durate meno lunga, sono sicuro che riuscirebbe a creare un qualcosa che sia originale e allo stesso tempo alla portata di tutti, nonostante questo, credo che Lenzi possa fare molta strada con il tempo.

mercoledì 6 maggio 2015

LE ULTIME ORE - LA RECENSIONE


UN CORTOMETRAGGIO NOIR DAI TONI UMANI E REALISTICI. 

TRAMA:

Un uomo, un marito, un padre di famiglia, che si è indebitato con dei malavitosi, passa le sue ultime ore ripensando alla sua vita e tirando le somme su quello che è stato o quello che sarebbe potuto essere....


















E' il nuovo cortometraggio prodotto dalla Red Planet Production in collaborazione con Falange Oplita, scritto e diretto da Daniele Ricci, già autore di corti come Cronaca Nera e Lux. 


LA RECENSIONE: 

Il film di Ricci non è solamente un noir, come molti potrebbero pensare, Ricci infatti riporta il tutto a delle tematiche più umane e che si avvicinano molto all'attualità dei nostri giorni.
Il protagonista è senza dubbio un uomo finito, logorato al suo interno, che si reputa un fallito, sia come imprenditore che come marito e padre di famiglia, è un personaggio dall'anima grigia e fredda, la quale viene rispecchiata alla perfezione dalla fotografia usata da Maurizio Bacci e dalle bellissime scenografia naturali riprese a campo lungo.
Ricci prende dei personaggi che potrebbero anche essere reali ed esistiti veramente, li prende e li lascia così come sono, senza doverli trasformare in macchiette o caratterizzarli troppo, evitando così di farli diventare degli stereotipi.
Le recitazioni sono assolutamente tutte buone, anche se gli attori che interpretano i malavitosi a volte parlano un po troppo a scatti e con voce sibilata, per il resto non c'è niente da dire. Ricci dimostra di essere un regista che sa quello che vuole, credo che se questo corto verrà portato a qualche festival non avrà assolutamente problemi a vincere qualche riconoscimento, a mio parere è un opera matura, girata con professionalità e serietà.

sabato 2 maggio 2015

FLU - LA RECENSIONE

 FLU: UN CORTOMETRAGGIO SEMPLICE MA EFFICACE. 

TRAMA: 

Il signor Bava si sveglia nel cuore della notte in preda a forti attacchi di tosse, dopo essere stato in bagno nel tentativo di vomitare si accorge che qualcuno sta bussando alla sua porta....




















E' un cortometraggio scritto e diretto da Mattia Querci, prodotto dalla Ratto Robot e vincitore del Fi Pi Li Horror Festival, nella sezione Mioglior Cortometraggio. 

LA RECENSIONE: 

E' la prima opera che vedo di Mattia Querci e devo dire che sono molto colpito, senza dubbio il premio al Fi Pi Li Horror Festival è ben meritato. Con questo film Querci riesce a fare una cosa che non tutti i registi sono in grado di fare in questi ultimi tempi, cioè realizzare un cortometraggio semplice ma efficace. Negli ultimi anni molti registi cercano di scervellarsi a più non posso per riuscire a tirare
fuori trame incasinate che girano su se stesse, Querci fa l'esatto contrario, prende una storia semplice, breve, con una sola location e riesce a trasformarla in un corto originale, riuscendo anche a fare citazioni ed omaggi che vanno da Bava a Romero, usando la fotografia, le inquadrature, i personaggi ed i costumi. Querci punta tutto sulla regia, sulle luci e usa dei dialoghi corti e precisi che poi esploderanno nel gran finale.
Per concludere, posso dire che questo corto rappresenta a pieno la mia idea di "buon regista", cioè: saper realizzare tanto avendo a disposizione poco.

Qui potete vedere il film in streaming: FLU 

venerdì 3 aprile 2015

GIUSTIZIA PRIVATA: FESTINI, SOCIETA' SEGRETE E UNA SUORA IN CERCA DI VENDETTA






















IL CORTO DELLA SUORA VENDICATRICE CHE E' IN CONCORSO AL LOS ANGELES CINE FEST.

TRAMA:

Una ragazza si trova a partecipare a un festino a base di sesso, droga e perversioni. Ma non è così sprovveduta come sembra...















E' una produzione a tre, che comprende: O Family, Logical Box e i Licaoni. Un'opera creata per il web, che sta riscuotendo veramente molto successo, al punto di essere entrata in concorso al Los Angels Cine Fest.

RECENSIONE: 

E' un ottimo revenge movie, che rende senza dubbio omaggio al cinema di genere e a registi come Tarantino e Rodriguez, un film dove si alternano ottime scene d'azione e humor, sempre sopra le righe ma mai esagerato.
Un'opera molto ben girata e ben cura, con un cast che è prevalentemente femminile e dove si riesce a riportare anche temi e argomenti attuali come le escort, i reality show o i festini che ricordano i famosi bunga bunga.
Come dicevo prima è un film molto bene curato, sia nell'allestimento delle scene che nell'uso della fotografia, il regista sembra volersi divertire nel giocare con luci e colori, possiamo notare l'uso sottolineato del colore giallo, che il regista è riuscito  ad inserire nel film come elemento chiave, sempre in maniera molto astuta, avvolte fortemente sottolineato altre volte in modo più nascosto: l'abito della donna, le sottolineature delle pagine del libro(dove notiamo anche un'omaggio a Tarantino), il limone che la bambina tiene in bocca, le lampade nella stanza, ecc....
Come ho detto prima vi sono diversi omaggi a Tarantino, il giallo infatti è assolutamente un elemento molto Tarantiniano, non a caso è anche il colore che più appare in Kill Bill, altra citazione può essere l'uso delle donne, che è un' altro marchio di fabbrica del regista, oppure la scritta Ezekiel che ci riporta a Pulp Fiction. Eccousando tutti questi elementi abbiamo l'esempio perfetto di citazione e omaggio, che riesce sempre a restare solo una citazione senza dover sconfinare nel plagio.