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mercoledì 21 marzo 2018

IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE - LA RECENSIONE























ELI ROTH CI MOSTRA IL SUO GIUSTIZIERE DELLA NOTTE.  

TRAMA:

Paul Kersey, un chirurgo di Chicago, è un padre di famiglia dall’indole docile che si ritrova a rivedere le priorità della sua vita dopo che la moglie e la figlia sono vittime di una violenta irruzione nella loro casa. Mosso dal desiderio di vendetta, non si fermerà di fronte a nulla pur di raggiungere il suo scopo…


























LA RECENSIONE: 

Partiamo subito con il dire che questo è il primo film su commissione di Roth, fino ad ora il regista si era scritto e diretto tutti i suoi lavori, mentre questa nuova pellicola, che doveva essere diretta inizialmente da Stallone e poi da Joe Carnahan, è caduta tra le mani di Roth quasi per caso e quindi non ha potuto mettere troppo mano nella sceneggiatura. 
Dopo questa premessa posso dire che Roth ha buttato fuori un film che si allontana molto dall'originale del 1974, il regista elimina completamente il lato psicologico e drammatico dell'originale, infatti, se nella pellicola di Michael Winner il protagonista veniva descritto come un mite borghese che, dopo la morte della moglie e lo stupro della figlia, impazziva e iniziava ad aggirarsi nella notte cercando di essere avvicinato da malviventi per poi ucciderli, in questo nuovo adattamento vediamo un personaggio che più che fare giustizia sembra farsi vendetta, in poche parole il film si è trasformato in un classico revenge movie dai toni quasi fumettistici. 
Willis non sarebbe nemmeno sbagliato come protagonista, l'unico problema forse è il suo fisico troppo palestrato che lo rende poco credibile nei panni di un tranquillo dottore e padre di famiglia che odia la violenza, la mancanza del lato drammatico si avverte molto e sopratutto il finale, troppo dolce e bonaccione, può far storcere un tantino il naso. 
Detto questo però il film ha anche dei punti a favore, non è tutto da buttare, e prima cosa fra tutti è la messa in scena che Roth è riuscito a dare con un suo tocco personale che si fa veramente riconoscere. 
Le scene d'azione sono girate alla grande, Roth avrà tanti difetti ma sicuramente sa come girare l'action, non mancano i personaggi ben caratterizzati (come la commessa del negozio di armi), c'è una critica all'esaltazione dell'uso delle armi da fuoco (tema molto attuale in questo periodo), la mancanza di fiducia nelle autorità e la voglia di farsi giustizia con le proprie mani, le canzoni degli Ac/Dc accompagnano il tutto in maniera perfetta e di certo non deludono le scene di violenza: gambe spezzate, teste che esplodono e fiumi di sangue su cui si rischia di scivolare. 
Per concludere dire che il giudizio è senza infamia e senza lode, siamo davanti ad un semplice action movie ben diretto con il quale si può passare tranquillamente un'ora e mezza, ma con il quale è meglio non cercare paragoni con l'originale. 



mercoledì 20 dicembre 2017

Sicario 2: Soldado - Il Trailer del nuovo film di Stefano Sollima

















Stefano Sollima raccoglie l'eredità lasciatagli da Denis Villeneuve e da vita al sequel della pellicola del 2015. 
Come sempre ci saranno nel cast Benicio del Toro e Josh Brolin che ricopriranno i ruoli del precedente capitolo, l'uscita del film è prevista per giugno 2018 e noi attendiamo con ansia di vedere il lavoro fatto da Sollima in questa nuova avventura Made in the U.S.A. 



























La storia si concentra sui protagonisti maschili del primo capitolo, Alejandro, Matt e Steve che decidono di tornare in Messico per scatenare una guerra tra cartelli rivali. 

IL TRAILER: 

venerdì 6 ottobre 2017

EL BAR - LA RECENSIONE



























ALEX DE LA IGLESIA CI MOSTRA LA VERA NATURA DELL'ESSERE UMANO.  

TRAMA:

Nove di mattina. Un gruppo eterogeneo di persone è a far colazione in un bar nel centro di Madrid. Uno di loro ha fretta e va via ma, mentre oltrepassa la porta, qualcuno gli spara in testa. Nessuno osa aiutarlo: sono tutti intrappolati dentro dal cecchino che ha sparato. La tensione man mano sale e la situazione offre ai malcapitati la possibilità di rivelare a poco a poco peccati e colpe…























LA RECENSIONE: 

E' tornato quello pazzo anarchico di Alex De La Iglesia e io non posso fare altro che esserne contento. 
Dopo averci mostrato il mondo della stregoneria, con la stupenda horror comedy "Le Streghe son Tornate", De La Iglesia cambia nuovamente strada e da vita ad un thriller spietato e violento, un perfetto mix tra "Distretto 13", "The Mist", "In Linea con L'assassino" e "Tower Block". 
Con uno schema classico, quasi da pièce teatrale, assistiamo ad un film che si apre come un semplice sniper movie, per poi evolversi e passare dal thriller al genere catastrofico, il tutto condito da una messa in scena grottesca e da un pizzico di black humor (un classico del regista). 
Ma non c'è solo questo nel nuovo film del regista spagnolo, infatti, De La Iglesia sembra aver imparato bene la lezione lasciataci dai vecchi maestri del cinema di genere, per questo motivo usa l'intrattenimento solamente come una scusa, per De La Iglesia il genere non è altro che un cavallo di troia che cela al suo interno una critica sociale dura e cattiva, un vero escamotage degno di un Romero o di un Carpenter. 
La regia è assolutamente al top, la fotografia anche, la struttura è solida e costruita a strati, la tensione sale passo dopo passo tenendo lo spettatore perennemente inchiodato davanti allo schermo, il quale, non può fare altro che chiedersi "ma dove cazzo andrà a parare?". 
Ogni personaggio è stato costruito al meglio, non ci sono macchiette, non ci sono personaggi stereotipati, ma sopratutto non ci sono eroi. 
Esatto! Niente eroi e niente eroine per il nuovo film di Alex De La Iglesia, i protagonisti della pellicola non sono altro che semplici persone che possiamo incontrare nella nostra vita quotidiana: un barista, un rappresentante di biancheria intima, una giovane ragazza che ama incontrare ragazzi conosciuti sul web, un barbone che cita la bibbia ad ogni occasione, un web designer hipsteriano e una triste e solitaria giocatrice di video poker.
Tutte persone che non hanno ne tempo ne tanto meno voglia di diventare eroi, ognuno pensa a se stesso e a come fare per restare vivo, non esiste la collettività, non vale la frase "l'unione fa la forza", vige solamente l'egoismo e l'individualità.
Concludiamo promuovendo alla grande la pellicola del regista spagnolo e chiudiamo con una frase del film che, a mio parere, riassume al meglio il messaggio di De La Iglesia, ovvero, "La paura ci mostra per quello che siamo veramente". 



mercoledì 4 ottobre 2017

Wonder Wheel - Trailer e Trama del nuovo film di Woody Allen




























E' stato appena pubblicato il primo trailer ufficiale di Wonder Wheel, il nuovo film scritto e diretta da Woody Allen. 

Trama: 

Ambientato a Coney Island durante gli anni 50, il film, segue la storia di Ginny (Winslet), la moglie di un tecnico delle giostre di Coney Island (James Belushi) che si invaghisce di un giovane bagnino di nome Mickey (Timberlake). Le cose si faranno più complicate quando in scena compare la figlia del marito di Ginny (Temple). 





























Il film, che ha come protagonisti Kate Winslet, Justin Timberlake e Juno Temple, verrà presentato in anteprima il 14 ottobre al New York Film Festival. 



mercoledì 27 settembre 2017

NICO, 1988 - IL TRAILER ITALIANO DEL FILM DI SUSANNA NICCHIARELLI






















E' finalmente uscito il trailer italiano del film "Nico 1988", il biopic sulla vita della famosa cantante e modella tedesca  Christa Päffgen, conosciuta da tutti con il nome d'arte di "Nico". 
Il film, diretto dalla regista Italiana Susanna Nicchiarelli e interpretato dall'attrice Trine Dyrholm, era già stato presentato alla 74esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia dove aveva avuto l'onore di aprire la sezione Orizzonti. 

La pellicola uscirà nelle sale Italiane il 12 Ottobre 2017. 

TRAMA: 

Ambientato tra Parigi, Praga, Norimberga, Manchester, nella campagna polacca e il litorale romano, Nico, 1988 è un road-movie dedicato agli ultimi anni di Christa Päffgen, in arte Nico (Trine Dyrholm). Musa di Warhol, cantante dei Velvet Underground e donna dalla bellezza leggendaria, Nico vive una seconda vita dopo la storia che tutti conoscono, quando inizia la sua carriera da solista. La sua musica è tra le più originali degli anni 70 e 80 ed ha influenzato tutta la produzione musicale successiva. La "sacerdotessa delle tenebre", così veniva chiamata, ritrova veramente se stessa dopo i quarant’anni, quando si libera del peso della sua bellezza e riesce a ricostruire un rapporto con il suo unico figlio dimenticato. Nico, 1988 racconta degli ultimi tour di Nico e della band che l’accompagnava in giro per l’Europa degli anni ‘80. È la storia di una rinascita, di un’artista, di una madre, di una donna oltre la sua icona


venerdì 4 agosto 2017

Eli Roth dirige Bruce Willis nel remake del Giustiziere della Notte: Ecco il trailer




















Eli Roth torna dietro la macchina da presa e decide di girare il remake del Giustiziere della Notte. La pellicola, per chi non la ricordasse o non la conoscesse, narrava la storia di un mite architetto di New York, marito e padre di famiglia, che dopo l'omicidio della moglie e lo stupro della figlia si trasformava in uno spietato giustiziere che girava per le strade della città uccidendo ladri e stupratori. 
Il film del 1974, interpretato da un grandissimo Charles Bronson e diretto da Michael Winner, ebbe un gran successo commerciale e allo stesso tempo fu anche ricoperto da forti critiche per il fatto che la pellicola sembrasse elogiare la violenza e la giustizia sommaria. 


In questa nuova versino la parte del protagonista è stata affidata a Bruce Willis (sai che originalità), che accanto a se avrà un cast composto da: Vincent D’Onofrio, Kimberly Elise, Mike Epps e Elisabeth Shue. 
Il film uscirà nelle sale americane il 22 novembre e a giudicare dal trailer sembra proprio che Eli Roth non si sia voluto prendere troppo sul serio, non so se è un bene o un male, ma staremo a vedere...

ECCO IL TRAILER: 

giovedì 6 luglio 2017

WONDER WOMAN - LA RECENSIONE




















LA SUPEREROINA CHE RIESCE A MUOVERSI SOLAMENTE A RALLENTY. 

TRAMA: 

Prima di essere Wonder Woman, Diana è la principessa delle Amazzoni, addestrata per essere una guerriera invincibile. Cresciuta in una paradisiaca isola protetta, Diana abbandona la sua terra dopo che un pilota americano piomba sulle rive e racconta del violento conflitto che infuria nel mondo esterno. Convinta di poter fermare la minaccia, scoprirà i suoi reali poteri e il suo vero destino.





















LA RECENSIONE: 

Quando ho saputo che la regia del film di Wonder Woman era stata assegnata a Patty Jenkins, regista di quel piccolo gioiellino con Charlize Theron intitolato "Monster", dentro di me mi sono detto: va beh! magari questa volta la DC può regalarci un film interessante...Ma che! Niente da fare, anche questa volta mi sono sbagliato alla grande. 
La povera Jenkins si è piegata anche lei ai voleri delle grosse case di produzione (esattamente come tanti altri sui colleghi) e ha dato vita così al solito cinecomics seriale, con una regia e una fotografia veramente anonime, un film pieno di stupide battute per bimbiminkia, rallenty messi a caso e una CGI che la fa sempre da padrona e che porta questi film ad assomigliare sempre di più a lunghi videogiochi fatti per il grande schermo piuttosto che a normali blockbuster. 
L'universo dei supereroi sta completamente sfuggendo di mano all'industria del cinema, la serialità, la mania del reboot e lo sfornare pellicole in continuazione (girate senza tecnica e stile), sta completamente uccidendo il mondo dei blockbuster e del cinema di intrattenimento. 
Cosa possiamo dire di Wonder Woman? Beh, sicuramente che se messo a confronto con pellicole come Batman V Superman o Suicide Squad, risulta forse il "meno peggio" dei film DC, ma questo basta a far in modo che sia una buona pellicola? Assolutamente no. 
Forse può bastare a chi è abituato alla mediocrità o a chi sognava solamente di poter vedere la propria eroina in un film tutto suo, peccato che tali persone, che poi sono i classici nerd del fumetto, non capiscano un'acca di cinema. 
Volendo partire dall'inizio diciamo subito che uno dei problemi principali è senza dubbio la sceneggiatura, il solito schema base visto e rivisto fa sembrare il film un mix tra Captain America e Thor: la principessa guerriera nata in un mondo immaginario, il tema della prescelta, il segreto nascosto dietro la sua nascita e le continue gaffe e incomprensioni che si susseguono ininterrottamente non appena la bella Diana mette piede per la prima volta nel nostro mondo. 
Secondo problema: le scene di combattimento sono agghiaccianti e in alcuni punti anche impossibili da seguire, la fotografia sembra fatta da Duccio di Boris (o tutto aperto o tutto chiuso), i rallenty (tecnica tanto amata ormai dai produttori dei cinecomics) sono inseriti così caso, e in maniera anche preponderante, che farebbero rivoltare nella tomba il povero Sam Peckinpah.
Non c'è niente da dire sull'attrice Gal Gadot, la quale è perfetta nei panni della principessa Diana (Wonder Woman), salviamo anche l'interpretazione di Chris Pine nella parte di Steve Trevor, ma per il resto è veramente tutto da buttare. 
La cosa che mi spaventa di più ora è vedere che cosa succederà con il film della Justice League e con tutte quelle pellicole che ne seguiranno, ma questa è un'altra storia.


sabato 6 maggio 2017

NURAGHES S'Arena - LA RECENSIONE





















E' IL FUTURO QUELLO CHE HAI VISTO? O ERA L'INFERNO? 

TRAMA: 

Gli incubi perseguitano '''Arduè''' (Salmo), qualcosa dall'inferno cerca di comunicare con lui. Il ricordo di sua figlia si fà vivo ogni notte... il rimorso per non averla salvata lo tormenta da troppo ormai. Una volta scoperto il nome dell'assassino, il guerriero Arduè, accompagnato dal maestro '''Bachis''' interpretato da Ally McClelland (Robin Hood, Valhalla Rising), affronta un lungo viaggio per poter partecipare ad un segreto e sanguinario torneo. Un'arcaica arena di sabbia in mezzo al verde, dove il bronzo si mischia alla carne e gli sciamani reclutano i migliori guerrieri dell'isola. Sarà li che Arduè affronterà ogni singolo combattente per arrivare in cima e sfidare l'uomo che gli ha tolto tutto, '''Ischidos''' l'immortale (Michael Segal).






















LA RECENSIONE: 

Se vivessimo in un paese normale Aragoni sarebbe già stato sommerso da decine di proposte di produttori cinematografici che lo implorano di realizzare un film tutto suo, purtroppo non viviamo in un paese normale e quindi credo che il caro Aragoni si dovrà accontentare di restare nel circuito del cinema indipendente (almeno per adesso). 
Che cosa si può dire di questo piccolo gioiello girato nella bellissima isola sarda? Gli aggettivi che mi vengono in mente per descriverlo sono solo tre: sporco, violento, e apocalittico. 
Con un budget di soli 7.000 euro il regista è riuscito a tirare fuori un corto che, in soli venti minuti, riesce a far impallidire buona parte delle grosse pellicole italiane e che, per l'ennesima volta, ci da la dimostrazione che un altro tipo di cinema in Italia è assolutamente possibile, basta volerlo.
Nuraghes è una pellicola originale, curata e ben diretta, con una fotografia assolutamente fantastica, realizzata dallo stesso regista e da Andrea Folino e Emilio Canu: buia come piume dei corvo, fredda come una pila di teschi umani e solare ed accecante come l'arena del combattimento. 
A tempo di ritmi tribali seguiamo il protagonista affrontare il suo percorso verso la vendetta e la divinità, vedendolo attraversare stupende location naturali che il regista è riuscito a catturare in tutto il loro splendore e che ci fanno capire che razza di paradiso sia questa isola. 
Non siamo di fronte ad una pellicola semplice, anzi, si nota uno studio e una ricerca dietro questa opera, non è solamente uno dei tanti film d'azione con grossi energumeni che si uccidono a colpi di spada, c'è l'amore per la propria terra dietro, per le proprie radici e per la propria cultura, lo si nota nella ricostruzione degli ambienti, nel trucco, nelle acconciature e nei costumi (le armature sono assolutamente perfette). 
Le scene di lotta sono girate con un grande occhio e la partecipazione di Ally McClelland gli da assolutamente una marcia in più, il rapper Salmo se la cava alla grande nella parte del protagonista, non aprendo mai bocca punta tutto su espressioni e sguardi di sofferenza, così facendo dimostra di sapersela cavare molto meglio di tanti altri suoi colleghi che recitano invece in stupide Fiction Rai o in film raccapriccianti (tipo Zeta). 
In conclusione posso dire che il film di Aragoni è promosso a pieni voti e non dovete assolutamente perdervelo: tra esoterismo e atmosfere apocalittiche verrete trasportati in una terra lontana e dimenticata, una sorta di Valhalla dove per diventare delle divinità si è obbligati a far scorrere il sangue. 



lunedì 27 marzo 2017

Deep Shock: il tributo di Davide Melini al Giallo Italiano - Trama e Trailer























IL GIALLO ALL'ITALIANA E' PRONTO A FARE IL SUO RITORNO. 

Davide Melini, dopo i corti "Lion" e "La dolce mano della Rosa Bianca", torna dietro la macchina da presa e decide di rendere omaggio al Giallo all'italiana e ai due maestri che resero grande questo genere, ovvero, Dario Argento e Mario Bava. 

Trama: 

Sarah non riesce a superare del tutto le morti di suo nonno e di sua sorella maggiore. Il trauma e l’insonnia la porteranno a fare un viaggio strano, pieno di apparizioni e di omicidi causati apparentemente dalla sua mente..


Regia: Davide Melini 
Direttore della Fotografia: Juanma Postigo (candidato al premio "Goya 2016" per la fotografia del film "El violín de piedra") 
Montaggio: Daniel Salinas 
Effetti Speciali: Sarah McCarthy 
Scenografia: Carlos Borja Luise, Carlos Javier López
Musica: Giulio De Gaetano
Cast: Muireann Bird, Francesc Pagés, George Bracebridge, Lorna Larkin, Erica Prior, Luis Fernández de Eribe. 















Ecco il Teaser Trailer:








martedì 14 marzo 2017

The Man Who Killed Don Quixote: iniziate le riprese del film maledetto di Terry Gilliam



















Mentre tutti sbavano per vedere il nuovo Alien di Ridley Scott o per Blade Runner 2049, la rivista IndieWire  rilascia la notizia più bella dell'anno, ovvero, che Terry Gilliam ha finalmente dato il via alle riprese al suo film più impegnativo e maledetto, "The Man Who Killed Don Quixote". 
La storia della realizzazione di questo film ormai la sanno tutti: iniziato nel 2000 il film fu interrotto una prima volta per una serie di disastri e calamità (come narrato nello stupendo documentario chiamato "Lost in La Mancha"), ripreso nel 2016 e pronto a partire il film venne nuovamente interrotto per abbandono del produttore, come disse Gilliam in un'intervista alla BBC Radio 2 qualche tempo fa. 
Adesso sembra che il caro Terry voglia provarci una terza volta e a noi non resta altro che aspettare fiduciosi ed incrociare le dita. 
A confermare la notizia, rilasciata da IndieWire, è stata anche l'attrice Rossy de Palma, la quale, ha pubblicato sul suo account Instagram la foto dello script con questo commento "finalmente ci siamo!". 



Nel cast sembra che facciano parte anche: Adam Driver, Jonathan Pryce (che sostituisce John Hurt nei panni di Don Quixote), Olga Kurylenko e Stellan Skarsgård.



mercoledì 1 marzo 2017

D - IX 509 - IL RITORNO DI DOMIZIANO CRISTOPHARO ALLA REGIA































Domiziano Cristopharo torna a collaborare con Simone Modugno e insieme danno vita ad un nuovo horror scritto da Antonio Tentori (Nightmare Concert, Daemonia, Dracula3D), Chris Milewski (Welcome to the world dear child, Cold eyes of Death) e Daniele del Viva.
Il film è la versione definitiva dello sfortunato progetto iniziato col titolo di HOUSE OF TEMPEST (in cui dovevano partecipare Nina Moric e Roberta Gemma) interrotto per la morte di Carlo de Mejo (City of Living Dead, Contamination) successivamente trasformato in Il.
TEMPEST, narrava di un piccolo gruppo di mercenari che resta in avaria con la loro barca durante la ricerca di relitti della seconda guerra mondiale.

L'incipit della Seconda Guerra Mondiale ed il codice D-IX nel titolo del film, non possono che far pensare agli esperimenti folli dei nazisti ed il famoso farmaco per creare il superuomo...



venerdì 20 gennaio 2017

POE 4 - THE BLACK CAT: arriva il quarto capitolo della serie dedicata ad Edgar Allan Poe















POE 4- THE BLACK CAT è il quarto ed ultimo capitolo della serie P.O.E. (Poetry Of Eerie, Project Of Evil e Pieces Of Eldritch) ispirata ai racconti di E. A. Poe; la serie dal 2011 a oggi ha raccolto attenzione e successi a livello internazionale, grazie all'ingegnosa formula produttiva, ritrovata poi successivamente anche in fortunate antologie come ABC of Death e V/H/S. Dai 13 episodi del primo “poetico” film (fra cui alcuni diretti da: Edo Tagliavini, Giovanni Pianigiani e Paolo Gaudio) che ha avuto perfino distribuzione in sala in Italia, passiamo ai 7 della seconda “sanguinosa” variante (fra cui alcuni per opera di: Alberto Viavattene, Nathan Nicholovitch ed i fratelli Capasso) premiato al Fantafestival e al To-Horror nel 2012 vanta edizioni da collezione ed uscite in diversi paesi.
Di prossima uscita in USA - tramite la WILDEYE releasing – il terzo POE, composto stavolta 6 episodi, introdoto da un bizzarro narratore (l'icona horror Venantino Venantini) ed un cast più internazionale che include anche Frank Laloggia (regista del cult Scarlatti/Lady in White) e Arian Levanael (Dark Waves, Transparent Woman).
Quarto capitolo e stavolta solo TRE registi alle prese con una sfida davvero unica: dovranno tutti raccontare in maniera molto personale IL GATTO NERO. “Stavolta non è solo un gatto” recita la tagline, e cosa potremo aspettarci? Progetto internazionale, POE 4 è prodotto da Domiziano Cristopharo (creatore della serie) e dall'inglese Tony Newton, che ha sfornato con la sua VESTRA pictures negli ultimi anni, innumerevoli film “collettivi” fra cui: Grindsploitation 1, 2 e 3, 60 seconds to die e 2 die for.

I registi:

Ruben Rodriguez: prolifico autore e produttore che spazia dalla regia (dall'horror di IN THE WOODS con Debbie Rochon, alla commedia CEREAL KILLERS, fino al recente horror collettivo WORLD OF DEATH) alla creazione di programmi TV come Radioactive Cinema e Dare 2 Watch.
Chris Milewski: personaggio misterioso, ma popolare sul web per i sui corti dallo stile vintage, che omaggiano i classici italiani degli anni '60 e '80 (ed in particolar modo registi come Fulci), vanta collaborazioni con icone cult come Fabio Frizzi, Franco Garofalo e Silvia Collatina.
Domiziano Cristopharo: è indubbiamente fra i più prolifici ed apprezzati autori italiani all'estero; autore di pluripremiate opere come Dark Waves, Red Krokodil, House of Flesh Mannequins, vanta collaborazioni con personaggi del calibro di: Ruggero Deodato, Venantino Venantini, Frank Laloggia, Mariagrazia Cucinotta, Maria Rosaria Omaggio, Stefano Cassetti, Roberta Gemma, Romano Scavolini...

Sito Ufficiale: http://www.poe4theblackcat.info/





venerdì 13 gennaio 2017

INEVITABILE - LA RECENSIONE

























IL NUOVO CORTOMETRAGGIO DISTOPICO DI DANIELE RICCI. 

TRAMA:

1996. Una sera come tante. Un uomo si trova nella sua cucina e si appresta a preparare la cena, ma improvvisamente il telefono squilla rompendo il silenzio. Dall'altra parte, solo un confuso crepitio. Attacca un po' perplesso e da poca importanza all'accaduto. Subito dopo qualcuno suona il campanello e quando egli si reca ad aprire trova davanti a sé
un bizzarro sconosciuto con uno strano sorriso che custodisce gelosamente una misteriosa valigia.



LA RECENSIONE: 

Dopo il suo ultimo cortometraggio, "Le Ultime Ore", Daniele Ricci e la Red Planet Video Production tornano con un nuovo lavoro, questa volta però niente noir e niente pistole, questa volta viaggiamo nel futuro, anzi, forse è meglio dire nel passato. 
Entrato in selezione ufficiale al Roma Web Award e al Los Angels Cine Fest, il nuovo lavoro di Ricci è una storia distopica ben ideata e diretta, con pochi attori ed una sola location, scarso budget ma buone idee, in poche parole l'essenziale per dare vita ad un buon corto di venti minuti. 
Ricci crea un'opera dalle atmosfere fumettistiche che strizzano l'occhio allo sci-fi contemporaneo, fa un buon uso della fotografia e sfrutta al massimo i due attori creando primi piani e dialoghi che non risultano mai banali. La cosa che colpisce di più è senza dubbio la cura e l'estetica che è stata data alle scenografia e agli oggetti di scena: la strana parete verde, il telefono vintage anni 90 e la misteriosa valigetta, perfettamente in tinta con la giacca dell'enigmatico personaggio. Facendo in questo modo Ricci riesce a far scorrere alla perfezione il corto, senza far mai annoiare lo spettatore e facendo in modo che si possa seguire al meglio lo svolgimento di una trama che, a prima vista, può sembrare banale, ma che invece nasconde proprio una sorpresa nel finale. 





giovedì 12 gennaio 2017

E' uscito il trailer di Torment: Il film ispirato al caso del serial killer John Wayne Gacy






























E' uscito il trailer di Torment, secondo capitolo della così detta "Trilogia della Morte", di cui fanno parte il precedente Sacrifice (diretto da Poison Rouge) e un terzo capitolo che sembra si intitolerà Espiazione
La "Trilogia della Morte" non è altro che una saga di film estremi prodotti dal regista Domiziano Cristopharo e diretti da vari registi del circuito indipendente.
Questo secondo capitolo, dal titolo Torment, è stato affidato al regista Adam Ford e tratta il caso di uno dei serial killer più celebri della storia Americana, il clown assassino John Wayne Gacy. 

Torment cast: Matteo De Liberato (nel ruolo del clown), Rikky Fiore, Marco Pielich e Manuel Favaretto. La colonna sonora di questo secondo capitolo della trilogia è a cura di Mauro Crivelli.




sabato 26 novembre 2016

ANIMALI NOTTURNI - LA RECENSIONE



















L'AMERICA DUALISTA VISTA DAGLI OCCHI DI TOM FORD. 

TRAMA:

Susan riceve dall’ex marito un manoscritto su cui l’uomo vuole un’opinione. In quello che potrebbe essere un futuro libro pubblicato si racconta la storia di una vacanza familiare destinata a trasformarsi in qualcosa di violento e letale. Mentre si lascia prendere dallo scritto, Susan si ritrova a ricordare il suo primo matrimonio e ad affrontare alcune oscure verità che la riguardano.





















LA RECENSIONE: 

Dico subito che Ford era già riuscito a stupirmi con il precedente "A Single Man", ma devo dire che con questa seconda opera mi ha veramente lasciato a bocca aperta. 
"Animali Notturni" è un film fatto con una cura e una raffinatezza veramente rara, il regista da vita ad una storia cruda e sporca, ma che allo stesso tempo riesce ad essere anche elegante e chic, un film dove ogni accessorio, ogni abbigliamento e ogni singola parte della scenografia è curato nei minimi particolari, una pellicola che si divide in due: finzione e realtà, eleganza e volgarità, giorno e notte, un film fatto di strade buie dai forti richiami Lynchiani e musiche alla Hitchcock, mentre dall'altra parte abbiamo l'arida periferia texana che si contrappone alle mille luci di una metropoli borghese e snob, in entrambi i casi si tratta del vuoto assoluto della società Americana. 
La stupenda Amy Adams ci regala un'interpretazione che lascia a bocca aperta, non c'è bisogno che dica troppe battute, bastano solamente i suoi sguardi, le sue mosse e la sua stupenda presenza, curata nei minimi dettagli, per affascinarci e tenerci inchiodati allo schermo. 
Dall'altra parte abbiamo invece un tormentato e distrutto Jake Gyllenhaal, un uomo che deve chiudere i conti con il proprio passato, con la persona che ha amato e per la quale ha sofferto, in poche parole con il suo animale notturno. 
Ford usa il trauma vissuto dal protagonista per trasformare un apparente thriller in una sorta di opera da interpretare, Gyllenhaal deve assolutamente uccidere il suo passato, deve chiudere i conti con ciò che lo tormenta, che lo angoscia e che non riesce a lasciarlo in pace. 
Altra grande interpretazione è senza dubbio quella di Michael Shannon, dove lo vediamo interpretare il ruolo di uno sceriffo malato di cancro che vuole fare di tutto purchè Jake Gyllenhall possa avere la sua giustizia, o forse sarebbe meglio usare il termine vendetta, un termine che si cela nel film tra citazioni e messaggi nascosti (esattamente come il quadro con la scritta "Revenge" che Amy Adams non ricorda assolutamente di avere comprato). 
Per concludere consiglio a tutti di andare a vedere questo nuovo film di Tom Ford che, come ho detto all'inizio, riesce per la seconda volta a stupirci e a lasciarci a bocca aperta, con "Animali Notturni" non ci troviamo davanti ad un semplice noir, ma ad una pellicola controversa e cupa, dove l'ottimo tocco estetico si fa sentire a mille. 





mercoledì 9 novembre 2016

THE CROW: SHREDS OF MEMORIES - LA RECENSIONE





















IL  MIGLIOR FAN MOVIE DEL CORVO E' MADE IN ITALY. 

TRAMA: 

Eric Crowen ha perso la memoria, non ricorda nulla del giorno in cui la sua ragazza è morta. Ma basta un solo evento, perché ricordi ogni cosa. Shelly è stata uccisa ed Eric non può trovare pace, finché non riuscirà ad ottenere giustizia. Mosso dal dolore e dall'amore, inizia una lotta contro il tempo e contro gli assassini della sua amata. Ma la missione di Eric è disseminata di pericoli, inganni e morte. Una maschera bianca sarà il suo nuovo volto. Il volto della vendetta.





















LA RECENSIONE: 

"The Crow - Shreds of Memories" è il fan movie dedicato al personaggio del famoso fumetto di James O'Barr, il vendicatore dalla faccia bianca che torna dal regno dei morti per vendicare la morta della propria ragazza. 
Bisogna proprio ammettere che i ragazzi della ArtemikaStudio hanno avuto davvero un bel coraggio a voler fare una trasposizione di un personaggio così cult (sia per il mondo del fumetto che per quello del cinema), avrebbero potuto sbatterci la faccia, sarebbero potuti essere sommersi da una marea di critiche e di insulti, ma invece non è stato affatto così, anzi, direi proprio il contrario visto che la pellicola, diretta da Pietro Cinieri e scritta da Alessia Coppola, è stata una delle migliori rivelazioni tra tutti i fan movie che girano sul web. 
"The Crow: Shreds of Memories" è un'opera che infatti è riuscita a fare strage di riconoscimenti e premi, riuscendo a ricevere fiumi di elogi in tutti i festival in cui è stata presentata, compreso vincere il premio "Miglior Regista" al "Rome Web Awars 2016". 
Dopo che siamo riusciti anche noi a vedere questa pellicola possiamo dire di essere rimasti veramente colpiti dal lavoro di questa equipe di giovani cineasti, i quali, sono riusciti a dare vita ad un piccolo gioiellino del web che riesce a trasportare il soggetto di O'Barr dagli Stati Uniti alla periferia di Brindisi e Taranto, una cosa veramente difficile da fare. 
Cinieri riesce a dirigere un film con pochi soldi a disposizione ma con tante idee in testa, fa un buon lavoro con le scene d'azione, con i primi piani e con la fotografia, da un suo tocco personale alla storia e non cerca affatto di fare una ridicola imitazione della storica pellicola di Alex Proyas, non vuole fare un remake ma una vera e fedele trasposizione del fumetto. 
Con un pugno di attori dai volti veramente azzeccati riesce a trasportare lo spettatore in un immaginario oscuro, buio e violento, in una periferia desertica e arida, dove il male regna sovrano. 
Se dobbiamo trovare una piccola pecca nella pellicola forse sta nel fatto che gli attori non sono stati doppiati, infatti in alcuni casi l'accento pugliese che esce dalla bocca dei personaggi può far storcere il naso, ma per il resto dobbiamo veramente dire che "The Crow: Shreds of Memories" è assolutamente un lavoro ben fatto, girato bene, con tanta passione e tanto amore. 




lunedì 7 novembre 2016

TORMENT: DOPO SACRIFCE ARRIVA UN NUOVO PROGETTO

DOPO L'ANNUNCIO DELLA PELLICOLA HORROR GORE "SACRIFICE", DIRETTA DA POISON ROUGE, SPUNTA UN NUOVO PROGETTO SEMPRE PRODOTTO DAL REGISTA INDIPENDENTE DOMIZIANO CRISTOPHARO. 
NON SI SA ANCORA MOLTO DEL PROGETTO MA SICURAMENTE GIA' VEDENDO IL POSTER POSSIAMO PENSARE CHE LA COSA NON CI DELUDERA' AFFATTO. 


martedì 25 ottobre 2016

TRAIN TO BUSAN - LA RECENSIONE






















IL  NUOVO ZOMBIE - MOVIE DELL'ANNO ARRIVA DALLA COREA DEL SUD.

TRAMA:

Seok-wu è un manager finanziario separato dalla moglie: la piccola Su-an spesso si sente trascurata da lui e preferisce la compagnia della madre. Sul treno su cui viaggiano i due, per portare Su-an dalla madre che vive a Busan, sale una ragazza che riporta delle ferite strane sul corpo, simili al morso di un animale. Presto si trasformerà in zombi e sul treno per Busan si scatenerà l'inferno.






















LA RECENSIONE: 

C' è tutto un mondo che riguarda il cinema orientale (Cina, Giappone e Corea del Sud) di cui noi siamo completamente ignari e che continuiamo ad ignorare, ma che in verità ci sta veramente facendo le scarpe a tutti. 
Completamente distratti dal cinema Made in U.S.A fatto di cinecomics, remake, sequel e reboot, ci stiamo perdendo centinaia di pellicole originali e innovative che stanno spopolando in tutto l'oriente, rendendolo uno dei mercati più prolifici di tutta l'industria cinematografica mondiale. 
Train to Busan è sicuramente una di queste pellicole, una film veramente ben girato, ricco di suspense, azione, sangue, zombie e che si mette sotto le scarpe pellicole penose e ridicole come "World War Z". 
Il regista Sang-ho Yeon prende ispirazione dal cinema Romeriano, da quello di Carpenter e crea una pellicola di genere che ha al suo interno molto più di una semplice storia di zombie apocalittica, Sang-ho Yeon infatti usa il genere per mandare il suo personale messaggio sociale, esattamente come aveva fatto il suo collega Bong Joon-ho con il film Snowpiercer, il treno non è altro che una metafora della società in cui viviamo, un posto diviso in classi dove ai più ricchi vengono dati i primi posti e ai più poveri gli ultimi. 
Il regista catapulta persone di diversa estrazione sociale all'interno di questo treno e li mette a confronto l'una con l'altra, costruendo poi passo dopo passo un legame tra essi e facendoci capire che solamente l'unità e la collettività possono sopravvivere in una situazione drammatica, mentre invece l'individualismo e l'egoismo sono destinati a morire. 
Il regista dimostra di saper usare al meglio la macchia da presa, sa creare situazioni di suspense ad alta tensione, sa inventarsi soluzioni originali che riescono a tenere lo spettatore inchiodato davanti allo schermo con il cuore che batte a mille, non siamo davanti ad uno Zack Snyder che fa correre i suoi zombie solo per il semplice gusto di vederli andare più veloce, infatti, i mostri di Sang-ho Yeon non sono dei veri zombie, ma più precisamente dei contaminati assetati di sangue e carne umana, esattamente come lo erano anche i contaminati di Umberto Lenzi nel film "Incubo sulla città contaminata". 
Train to Busan è una pellicola claustrofobica che gioca sul ritmo e sulla tensione, un film che non ti lascia respirare un secondo e che aumenta di ritmo minuto dopo minuto, in poche parole un opera che ci dimostra ancora una volta come il cinema orientale sia una delle migliori realtà cinematografiche attuali.