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martedì 18 luglio 2017

ECCO PERCHE' AMIAMO IL CINEMA DI GEORGE A. ROMERO


























Molti lo indicano e lo etichettano solamente come il padre dei morti viventi, come l'inventore dello zombi moderno e innovatore del cinema horror, ma George A. Romero era veramente soltanto questo? Assolutamente no. 
Quando si parla del cinema di Romero non ci si può solamente fermare alla forma dei suoi film, ma bisogna osservarli attentamente e carpirne il vero contenuto e la sostanza, la loro critica sociale, politica, l'ironia e la drammaticità. 
Esattamente come altri grandi registi (tipo Cronenberg e Carpenter) anche Romero è riuscito ad unire l'intrattenimento al pensiero, spesso amato ed apprezzato, altre volte frainteso e sottovalutato, è riuscito comunque a dare vita ad una serie di pellicole destinate a restare nella storia del cinema. 
Romero è stato un regista da ammirare e rispettare, un autore che con il suo modo di fare coerente, testardo e indipendente è sempre riuscito ad andare avanti per la sua strada, senza mai piegarsi, senza mai scendere a compromessi e restando sempre fuori dai meccanismi del cinema Hollywoodiano. 
Ha collaborato con registi del calibro di Dario Argento, è stato amico e collaboratore del grande Stephen King, ha lavorato e scoperto il truccatore Tom Savini ed è stato fonte di ispirazione per grandi registi come: Sam Raimi, Rob Zombie, Guillermo del Toro, Quentin Tarantino ed Eli Roth. 
Per tutta la sua carriera ha spaziato nel genere horror attraversando il mondo degli zombi, della stregoneria, dei vampiri, del thriller e dello slasher, riuscendo sempre però ad inserire un sottotesto che facesse pensare lo spettatore ed usando il cinema di genere come un mezzo e mai come un fine. 























   (George A. Romero e lo scrittore Stephen King) 


ECCO PERCHE' AMIAMO IL CINEMA DI ROMERO: 


LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI (1968) 

La Notte dei Morti Viventi è il film di esordio di Romero, una pellicola con la quale il regista da vita allo zombi moderno, allontanandosi completamente dalla figura classica Haitiana dei riti voodoo che invece ci era sempre stata mostrata (tipo "White Zombie"). 
Il film di Romero oltre ad essere uno stupendo horror è un critica forte e dura all'essere umano (vero mostro), una critica all'America capitalistica, ai redneck bevitori di birra e amanti delle armi, alla guerra del Vietnam e alla condizione della donna negli anni 60 (ancora lontana dall'emancipazione). 


























LA STAGIONE DELLA STREGA (1972)

La Stagione della strega è una pellicola psicologica, onirica e drammatica, un film dove il regista ci mostra una classica moglie della borghesia Americana, una donna relegata a semplice casalinga, condannata ad una vita vuota e monotona, sottomessa al volere e alle violenze del marito e incompresa dalla figlia adolescente. 







LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA ALL'ALBA (1973)

E' il film più negativo e pessimista del regista, una pellicola che non ha lieti fini e che non da nessuna speranza al genere umano, un film dove non vi sono personaggi buoni o eroici, dove nessuno riesce a stare dalla parte giusta, ma dove in un mondo di pazzi gli uomini si sterminano a vicenda per cercare di sopravvivere (a mio parere è forse uno dei migliori lavori di Romero)


























WAMPYR (1977)

Romero lo considera il suo film migliore, una pellicola con la quale il regista usa il fenomeno dei vampiri per raccontarci invece la crescita adolescenziale del protagonista: gli stimoli sessuali, l'incomprensione familiare, la solitudine e la confusione di identità (uno dei migliori film di Romero che pochi conoscono e che dovrebbero vedere). 

Martin





ZOMBI - DAWN OF THE DEAD (1978)

Zombi (Dawn of Dead in originale) è forse il film più conosciuto del maestro e quello anche tra i più apprezzati ed amati. 
Con questa pellicola Romero riprende in mano la sua creatura e decide di far svolgere tutto il film all'interno di un centro commerciale infestato da zombi. Il film come sempre è una dura critica al capitalismo e al consumismo di massa, con un finale stupendo che, ancora una volta, sottolinea che il vero nemico non è lo zombi, ma l'essere umano. 

PS: Tenersi alla larga dal remake di Zack Snyder del 2004 








KNIGHTRIDERS - I CAVALIERI (1981)

I Cavalieri è il film che ha fatto storcere il naso a molti fan del regista (quando invece andrebbe riscoperto), per la prima volta Romero abbandona il tema horror e crea, come disse lui stesso, il suo film più personale.
Di questa pellicola il regista disse "parla di un uomo che decide di rimanere coerente ai propri valori, anche se il tornaconto finanziario non è favorevole e le scelte che fa non sembrano essere quelle più giuste". 


























CREEPSHOW (1982)

Inizia la collaborazione tra Romero e lo scrittore Stephen King, i due maestri del genere decidono di rendere omaggio ai fumetti horror degli anni 50, creano così un divertente film a episodi dallo stile fumettistico e cartoonesco, una pellicola di un'estetica stupenda, dove King firma la sceneggiatura e Romero la regia, in poche parole il matrimonio perfetto. 






IL GIORNO DEGLI ZOMBI - DAY OF THE DEAD (1985)

Terzo capitolo della saga dedicata agli zombi, forse uno dei film più violenti e sanguinosi di Romero, una pellicola per la quale il maestro decise di rinunciare a parte del budget per poter avere piena libertà artistica. 
In questo terzo film Romero critica apertamente l'America degli anni 80, una nazione militarista che vole solamente uccidere, distruggere e che non ha la minima intensione di voler provare a ricostruire qualcosa di nuovo. 

day of the dead





MONKEY SHINES - ESPERIMENTO DEL TERRORE (1988)
In questo film Romero analizza il rapporto tra uomo e animale (anche in questo caso è il primo il vero mostro), dove l'uso della scienza che esso fa non rappresenta altro che la sua voglia inconscia di onnipotenza. 




















DUE OCCHI DIABOLICI (1990)

Romero e Argento si dividono i compiti e decidono di portare sul grande schermo due racconti del grande Edgar Allan Poe: La verità sul caso di Mr Veldemar (Romero) e Il Gatto Nero (Argento). 
A mio avviso questa è forse una delle opere più deboli di Romero (ed è un vero peccato), al contrario, Argento invece riesce a fare uno stupendo lavoro (aiutato anche dall'interpretazione di Harvey Keitel), nonostante tutto resta comunque un buon film horror a episodi da gustarsi tranquillamente nelle serate di noia.




  



LA META' OSCURA (1993)

Romero porta sullo schermo il romanzo omonimo dell'amico Stephen King e da vita ad una pellicola horror classica, un film che ha dalla sua parte una grande messa in scena e una fotografia assolutamente fantastica. 
Questa volta il maestro non punta il dito contro la società, ma contro il singolo individuo, nel film vediamo infatti un uomo dall'animo represso e pieno di rimorsi che non potrà fare altro che dare vita alla propria "metà oscura". 


























BRUISER - LA VENDETTA NON HA VOLTO (2000)

Dopo ben sette anni di assenza il regista torna dietro la macchina da presa e gira un thriller/slasher per il mercato dell'home video, il film si chiama "Bruiser - la vendetta non ha volto" e forse non è il ritorno che molti fan si aspettavano dal caro Romero. 
Anche se il film non è tra i più amati dai fan del regista è comunque una pellicola ben girata e dalla storia per niente banale, un buon film slasher che si lascia guardare ma che a mio avviso avrebbe potuto dare molto di più. 


























LA TERRA DEI MORTI VIVENTI - LAND OF THE DEAD (2005)

Con il ritorno degli zombi movie al cinema Romero viene contattato dalla Universal, la quale, gli chiede di realizzare il quinto capitolo della saga dei morti viventi. Romero accetta e da vita ad un film assolutamente fantastico, ricco di azione, slpatter e naturalmente critica sociale. Romero questa volta punta sulla divisione delle classi sociali, l'edonismo americano e la voglia di possedere beni di consumo, per questi motivi il vero mostro si dimostrerà essere l'uomo e non lo zombi.  




























LE CRONACHE DEI MORTI VIVENTI - DIARY OF THE DEAD (2007)

Con il boom dei mockumentary anche Romero decide di realizzarne uno, crea così il quinto capitolo della sua serie di film dedicata agli zombi, una pellicola che da sola vale di più di tutti quegli stupidi mockumentary hollywoodiani come "Paranormal Activity" o "Necropolis - la città dei morti", Romero da una vera lezione di cinema Found Footage e zittisce tutti facendo anche la sua forte critica ai mass media. 








L'ISOLA DEI SOPRAVVISSUTI - SURVIVAL OF THE DEAD (2009)

E' l'ultimo film di Romero e il sesto capitolo della sua serie sugli zombi, un film che si apre con il finale di Diary of the Dead e che ci trasporta su di un'isola dove due famiglie di agricoltori si fanno la guerra per le loro visioni discordanti sull'esistenza degli zombi. 
Romero riprende così il discorso lasciato in Day of the Dead: la ricerca da parte dell'uomo nella convivenza tra i vivi e i morti, la quale però è impossibile per colpa dell'essere umano, in quanto egocentrico, violento ed egoista. 

























mercoledì 19 aprile 2017

DEEP WEB XXX - CHI HA PAURA DEL WEB?














Diffuse online le prime immagini dall'antologico DEEP WEB XXX produzione ITA/UK che vede diversi registi internazionali affrontare il mondo perverso dell'internet "nascosto". 


Definito come un mondo movie del 2000, il film conterrà episodi di Rob Ulitski, Sam Mason Bell, Domiziano Cristopharo, Tony Newton, Davide Pesca, Martynna Majdei, Elisa Carrera. 

Info: Deep Web XXX



mercoledì 1 marzo 2017

D - IX 509 - IL RITORNO DI DOMIZIANO CRISTOPHARO ALLA REGIA































Domiziano Cristopharo torna a collaborare con Simone Modugno e insieme danno vita ad un nuovo horror scritto da Antonio Tentori (Nightmare Concert, Daemonia, Dracula3D), Chris Milewski (Welcome to the world dear child, Cold eyes of Death) e Daniele del Viva.
Il film è la versione definitiva dello sfortunato progetto iniziato col titolo di HOUSE OF TEMPEST (in cui dovevano partecipare Nina Moric e Roberta Gemma) interrotto per la morte di Carlo de Mejo (City of Living Dead, Contamination) successivamente trasformato in Il.
TEMPEST, narrava di un piccolo gruppo di mercenari che resta in avaria con la loro barca durante la ricerca di relitti della seconda guerra mondiale.

L'incipit della Seconda Guerra Mondiale ed il codice D-IX nel titolo del film, non possono che far pensare agli esperimenti folli dei nazisti ed il famoso farmaco per creare il superuomo...



lunedì 30 gennaio 2017

Deep Web XXX: Il terrore arriva direttamente da Internet































Vestra pictures di Tony Newton e The enchanted architect di Domiziano Cristopharo, non si fermano ed annunciano una nuova serie in produzione (dopo PHOBIA e POE 4) che vedrà luce questa estate: DEEP WEB e DARK WEB sono due film di una mini antologia che esplora il mondo sommerso e oscuro di internet... il primo più simile ad un "mondo movie" dove addentrandosi nel deep web gli spettatori faranno incontri con materiale sconcertante. Nel secondo film ci saranno invece situazioni più articolate  di fiction con i temi più duri legati all'horror/snuff!


venerdì 20 gennaio 2017

POE 4 - THE BLACK CAT: arriva il quarto capitolo della serie dedicata ad Edgar Allan Poe















POE 4- THE BLACK CAT è il quarto ed ultimo capitolo della serie P.O.E. (Poetry Of Eerie, Project Of Evil e Pieces Of Eldritch) ispirata ai racconti di E. A. Poe; la serie dal 2011 a oggi ha raccolto attenzione e successi a livello internazionale, grazie all'ingegnosa formula produttiva, ritrovata poi successivamente anche in fortunate antologie come ABC of Death e V/H/S. Dai 13 episodi del primo “poetico” film (fra cui alcuni diretti da: Edo Tagliavini, Giovanni Pianigiani e Paolo Gaudio) che ha avuto perfino distribuzione in sala in Italia, passiamo ai 7 della seconda “sanguinosa” variante (fra cui alcuni per opera di: Alberto Viavattene, Nathan Nicholovitch ed i fratelli Capasso) premiato al Fantafestival e al To-Horror nel 2012 vanta edizioni da collezione ed uscite in diversi paesi.
Di prossima uscita in USA - tramite la WILDEYE releasing – il terzo POE, composto stavolta 6 episodi, introdoto da un bizzarro narratore (l'icona horror Venantino Venantini) ed un cast più internazionale che include anche Frank Laloggia (regista del cult Scarlatti/Lady in White) e Arian Levanael (Dark Waves, Transparent Woman).
Quarto capitolo e stavolta solo TRE registi alle prese con una sfida davvero unica: dovranno tutti raccontare in maniera molto personale IL GATTO NERO. “Stavolta non è solo un gatto” recita la tagline, e cosa potremo aspettarci? Progetto internazionale, POE 4 è prodotto da Domiziano Cristopharo (creatore della serie) e dall'inglese Tony Newton, che ha sfornato con la sua VESTRA pictures negli ultimi anni, innumerevoli film “collettivi” fra cui: Grindsploitation 1, 2 e 3, 60 seconds to die e 2 die for.

I registi:

Ruben Rodriguez: prolifico autore e produttore che spazia dalla regia (dall'horror di IN THE WOODS con Debbie Rochon, alla commedia CEREAL KILLERS, fino al recente horror collettivo WORLD OF DEATH) alla creazione di programmi TV come Radioactive Cinema e Dare 2 Watch.
Chris Milewski: personaggio misterioso, ma popolare sul web per i sui corti dallo stile vintage, che omaggiano i classici italiani degli anni '60 e '80 (ed in particolar modo registi come Fulci), vanta collaborazioni con icone cult come Fabio Frizzi, Franco Garofalo e Silvia Collatina.
Domiziano Cristopharo: è indubbiamente fra i più prolifici ed apprezzati autori italiani all'estero; autore di pluripremiate opere come Dark Waves, Red Krokodil, House of Flesh Mannequins, vanta collaborazioni con personaggi del calibro di: Ruggero Deodato, Venantino Venantini, Frank Laloggia, Mariagrazia Cucinotta, Maria Rosaria Omaggio, Stefano Cassetti, Roberta Gemma, Romano Scavolini...

Sito Ufficiale: http://www.poe4theblackcat.info/





giovedì 12 gennaio 2017

E' uscito il trailer di Torment: Il film ispirato al caso del serial killer John Wayne Gacy






























E' uscito il trailer di Torment, secondo capitolo della così detta "Trilogia della Morte", di cui fanno parte il precedente Sacrifice (diretto da Poison Rouge) e un terzo capitolo che sembra si intitolerà Espiazione
La "Trilogia della Morte" non è altro che una saga di film estremi prodotti dal regista Domiziano Cristopharo e diretti da vari registi del circuito indipendente.
Questo secondo capitolo, dal titolo Torment, è stato affidato al regista Adam Ford e tratta il caso di uno dei serial killer più celebri della storia Americana, il clown assassino John Wayne Gacy. 

Torment cast: Matteo De Liberato (nel ruolo del clown), Rikky Fiore, Marco Pielich e Manuel Favaretto. La colonna sonora di questo secondo capitolo della trilogia è a cura di Mauro Crivelli.




lunedì 7 novembre 2016

TORMENT: DOPO SACRIFCE ARRIVA UN NUOVO PROGETTO

DOPO L'ANNUNCIO DELLA PELLICOLA HORROR GORE "SACRIFICE", DIRETTA DA POISON ROUGE, SPUNTA UN NUOVO PROGETTO SEMPRE PRODOTTO DAL REGISTA INDIPENDENTE DOMIZIANO CRISTOPHARO. 
NON SI SA ANCORA MOLTO DEL PROGETTO MA SICURAMENTE GIA' VEDENDO IL POSTER POSSIAMO PENSARE CHE LA COSA NON CI DELUDERA' AFFATTO. 


martedì 25 ottobre 2016

SACRIFICE: IL GORE MOVIE DIRETTO DA POISON ROUGE - TRAILER





















Prodotto da Domiziano Cristopharo e diretto dall'attrice, modella,regista Poison Rouge, arriva finalmente il trailer di Sacrifice, il film indipendente horror estremo che si ispira al franchise nipponico del 1985 ideato da Hideshi Hino.


TRAMA:

Trama: un ragazzo (Roberto Scorza) autolesionista e dipendente da droghe si rifugia nel suo mondo di dolore. Il suo malsano amore per la sofferenza lo porterà a percorrere una strada fatta di ferite, tagli, sangue e desiderio di morte. Nel buio della sua mente cercherà di dare un senso alla sua vita ormai spinta troppo oltre il limite.

fonte trama: DarkVeins


venerdì 16 settembre 2016

CARNAGE PARK - LA RECENSIONE





















L'AMERICAN SNIPER DEL GENERE HORROR INDIPENDENTE. 

TRAMA: 

1978. Una squadra di aspiranti truffatori compie una pasticciata rapina in una banca di provincia e fugge, portando con sé un ostaggio nella vastità del deserto californiano. Qui, il gruppo si ritroverà presto al centro di una straziante lotta per la sopravvivenza contro uno psicotico cecchino ex militare.




















LA RECENSIONE: 

Ecco cosa succede quando un produttore pazzo come Eric Fleischman (Diablo Entertainment) decide di mettersi alla ricerca di nuovi registi talentuosi per poi affidargli progetti folli come il qui presente Carnage Park. 
Succede che il regista che trova sia più pazzo del produttore stesso, succede anche che tale regista con quattro soldi riesca a tirare fuori una pellicola brutale, violenta e ricca di tensione, succede poi che questa pellicola venga portata nei templi del cinema indipendente come il Sundance Festival o il SXSW Film Festival e che faccia impazzire il pubblico.  
Carnage Park è una pellicola con un idea di base molto semplice e poco originale, una storia vista e rivista, il classico gioco del gatto e del topo, ma non è nel soggetto che il film mostra il meglio di se, la sua forza sta infatti nella messa in scena, nelle sue atmosfere tipicamente da b-movie anni 70, nella sua fotografia sporca e arida, nella caratterizzazione dei personaggio e nel montaggio anarchico e ritmato. 
Esattamente come Rob Zombie, Mickey Keating, riesce a riportare sullo schermo quelle atmosfere e quei sapori che si trovavano in quelle pellicole da cinema Grindhouse, in quei quei vecchi film d'exploitation a basso costo che hanno influenzato generazioni intere di cinefili amanti dello stile vintage e retrò. 
Con Carnage Park non ci troviamo davanti al solito film indipendente che vuole rendere omaggio al vecchio cinema di genere con le sue citazioni forzate (anche se non è difficile trovare richiami al cinema di Wes Craven "le colline hanno gli occhi" o quello di Tobe Hooper "Non aprite quella porta"), ne ci troviamo davanti al solito horror dove gli attori sembrano essere stati catapultati direttamente dagli anni 2000 al 1978 e dove la protagonista femminile ha sempre il solito aspetto da ragazza gnocca e cazzuta.
Carnage Park è un film che tutti gli amanti del genere dovrebbero apprezzare ed amare, un film dove la regia conta alla grande, dove il montaggio la fa da padrone e dove le musiche non sono composte dai soliti violini smorzati, ma sono realizzate con stupendi brani dell'America sudista, canzoni inquietanti dalle voci afone e dalle chitarre riverberate. 
Keating non punta sul tema di famiglie di redneck dedite al cannibalismo o all'incesto, ci racconta invece un America del sud omertosa, conservatrice e malata, l'America dello slogan "God, Guns and Guts", guerrafondaia, maschilista e dai toni filo nazisti  alla Charlton Heston, dove troviamo personaggi che amano il loro fucile e lo tengano sempre a portata di mano, in poche parole l'Amerca di Donald Trump. 



venerdì 17 giugno 2016

IL 17 giugno del 1927 nasceva Lucio Fulci - 10 film per ricordarlo




















Iniziamo con questo articolo un viaggio nel mondo di Lucio Fulci, un regista tanto geniale quanto dimenticato, un autore prestato al cinema di genere che sapeva girare e scrivere come pochi suoi colleghi; distrutto dalla critica italiana, massacrato da dagli intellettuali di sinistra (i quali non sapeva neppure che Fulci fosse fortemente comunista) e abbandonato dai colleghi quando la malattia lo stava uccidendo, Fulci è stato, ed è ancora, un vero regista a 360°, che non si è mai tirato indietro e non ha mai snobbato nessun lavoro gli venisse proposto: è riuscito a spaziare dai musicarelli agli spaghetti western, dalle commedie di Franco e Ciccio ai Thriller, è riuscito come autore a creare personaggi storici della Commedia Italiana (come quello di Nando Mericoni in Un Americano a Roma), ha portato Totò sulla Luna e poi all'inferno, ha scritto "24.000 Baci" di Adriano Celentano e ha concluso la sua carriera creando i migliori Horror del nostro cinema,


quegli stessi horror che, ancora oggi, sono amati ed osannati da tutti gli appassionati del cinema di genere, quegli horror girati a zero budget e in due settimane, horror sadici e macabri, pieni di surrealismo e dadaismo, immersi di violenza e percorsi da fiumi di sangue, creati con effetti speciali artigianali e dove dentro si possono trovare ispirazioni letterarie come Edgar Allan Poe, Lovecraft e Bret Harte.  

















Oggi vi proponiamo 10 film del maestro: 




Le Colt Cantarono Morte e fu...Tempo di Massacro (1966) 

E' il primo spaghetti western firmato da Fulci, una pellicola assolutamente originale nel suo genere e che ancora oggi è considerata un Cult. 
Un western pieno di sangue, morte e tanto sadismo, con grandissimo Franco Nero come protagonista e dalla quale Tarantino ha rubato la famosa scena delle frustate, inserita poi in Django Unchained. 




















Non si sevizia un Paperino (1972) 

Questo film rientra perfettamente tra quelle pellicole di Fulci che, ai tempi, vennero distrutte dai critici italiani, i quali definirono il film "una bieca imitazione del genere", quando invece ci troviamo davanti ad un vero gioiello del genere Thriller, con un'ambientazione del tutto originale, delle tematiche forti, controverse e blasfeme, che uniscono sadismo, religione e sessualità. 




















I Quattro dell'Apocalisse (1975)

Il caro Lucio torna al genere western e questa volta crea una pellicola veramente fuori da ogni schema. Non è il classico spaghetti western di vendetta o di corse in cerca di casse piene di dollari, in questa pellicola Fulci crea un road movie con quattro protagonisti veramente inusuali e sopra le righe, con una trama nata dalle letture di Bret Harte, un'ambientazione di matrice gotica e una messa in scena ricca di violenza e perversioni. 























Sette Note in Nero (1977) 

Con questa pellicola Fulci firma un altro capolavoro, forse uno dei suoi migliori film (a mio parere), un Giallo surrealista che batte anche quelli di Dario Argento, con una colonna sonora favolosa scritta da Fabio Frizzi e un finale che cita Edgar Allan Poe. 

























Zombie 2 (1979)

E' il primo vero Horror di Fulci ed è assolutamente un capolavoro, solamente la scena finale, che mostra gli zombie attraversare il ponte di Brooklyn, vale più di tutte quelle schifezze Americane che sono uscite negli ultimi anni. La critica italiana come sempre lo definì un filmetto di bassa qualità e dissero che Fulci voleva solamente sfruttare l'onda lanciata da Romero (cosa assolutamente senza senso), Fulci invece riesce a creare un film che mescola avventura, horror, suspense e teatro artaudiano. 


  


Paura nella città dei Morti Viventi (1980) 

E' il primo film della "Trilogia della Morte", un film che mescola sangue, surrealismo e che ha come fonte di ispirazione i racconti di H.P Lovecraft, con degli stupendi effetti speciali realizzati dal grande Giannetto De Rossi e una stupenda colonna sonora firmata, anche questa volta, dal maestro Frizzi. 


























E Tu vivrai nel Terrore! L'aldilà (1981) 

Secondo film della "Trilogia della Morte" e ennesimo film che, ai tempi, venne completamente distrutto dalla critica italiana, la quale lo considerò un film "stomachevole" e "scontato". In verità "L'aldilà" è uno stupendo Horror visionario e folle, un film di stile "artaudiano" (esattamente come lo era stato Zombie 2), una pellicola che va fuori da ogni schema, che sfocia in una violenza sanguinosa e che ha un finale che lascia tutti a bocca aperta. 





















Quella villa accanto al cimitero ( 1981) 

E' considerato forse l'horror più spaventoso di Lucio Fulci, una pellicola che mescola influenze letterarie come Henry James, Poe e Lovecraft, un film macabro e spaventoso che è riuscito ad essere fonte di ispirazione per registi come Sam Raimi e Rob Zombie. 
























Lo Squartatore di New York (1982) 

Dopo cinque horror il maestro romano torna al genere Thriller, creando così il suo film più pessimista e cattivo, arricchito da sequenze esplicite di sesso morboso e violento. 
"Lo squartatore di New York" è un giallo che, ancora oggi, viene considerato tra i più pessimisti, crudeli e violenti della storia del cinema Italiano. 

























Un Gatto nel Cervello (1990) 

E' il film più personale di Fulci, un horror/splatter interpretato dallo stesso regista e pieno di riferimenti alle sue opere, un film dove Fulci si scaglia contro Freud e la psicanalisi (sempre odiata dal regista), una pellicola forse tra le più anarchiche di Lucio, piene di sangue, pazzia e scene macabre.