venerdì 21 settembre 2018

10 ADATTAMENTI DEI LIBRI DI STEPHEN KING DA VEDERE ASSOLUTAMENTE

























Stephen King è forse l'autore letterario che ha avuto più trasposizioni cinematografiche e televisive, in alcuni casi con ottimi risultati mentre altre volte veramente pessimi. 
Che King sia un grandissimo scrittore credo che nessuno lo metta in dubbio, tuttavia, bisogna anche riconoscere che la sua abilità letteraria non è pari al suo gusto per il cinema (basti pensare il regista con cui preferisce collaborare è Mick Garris). 
Ma quali sono invece i film più amati dai fan?  
Bene, visto che oggi ricorre il compleanno del caro Stephen, abbiamo deciso di farvi la nostra lista personale dei migliori adattamenti cinematografici dello scrittore. 
Vi proponiamo quindi, secondo il nostro modesto parere, 10 pellicole tratte dai suoi romanzi che tutti gli amanti del cinema e fan dello scrittore dovrebbero vedere almeno una volta nella vita. 






10 FILM TRATTI DAI LIBRI DI STEPHEN KING: 





CARRIE: LO SGUARDO DI SATANA - Brian De Palma (1976) 

Primo adattamento cinematografico di un'opera di King, diretto dal grande Brian De Palma e interpretato da un cast di giovani attori del calibro di Sissy Spacek, Nancy Allen e John Travolta. 
Il film narra la storia di una giovane e timida adolescente che scopre di possedere dei poteri telecinetici, quando i compagni di scuola la umilieranno pubblicamente, per l'ennesima volta, la mite Carrie scatenerà i suoi poteri contro di loro, facendo una vera e propria carneficina. 

PS: stare alla larga dal remake del 2013 






























SHINING - Stanley Kubrick (1980) 

Jack Nicholson e famiglia vanno a passare l'inverno in un albergo sperduto tra le montagne del Colorado, quando il senso di isolamento inizia a farsi sentire il caro Jack impazzirà e cercherà di fare a fette moglie e figlio con un' ascia. 
E' forse uno degli adattamenti di King più conosciuti e più amati (tranne che dallo scrittore), infatti, quando quest'ultimo vide la pellicola, si rivolse a Kubrick dicendogli "non è che sia un gran film" e il regista, con un pizzo di ironia, gli rispose "Beh! anche il libro non è che fosse un granchè". 



























LA ZONA MORTA - David Cronenberg (1983) 

Dopo aver esordito con il genere body horror, Cronenberg decide di trasportare King al cinema e lo fa veramente in maniera superba. 
In questo film, del 1983, vediamo un giovane Cristopher Walken acquistare il potere della premonizione dopo essere sopravvissuto ad un incidente stradale. 
Dopo essere uscito da un coma di diversi anni e aver scoperto che la sua fidanzata si è sposata con un altro uomo, il giovane Wlaken cercherà di rifarsi una nuova vita ma il potere acquistato non gli renderà la cosa facile. 



























FENOMENI PARANORMALI INCONTROLLABILI - Mark L. Lester (1984) 

Una giovanissima e promettente Drew Barrymore deve scappare insieme al padre per non essere catturata dagli agenti del governo, i quali, vorrebbero sfruttare le sue doti pirocinetiche per scopi militari. 
E' vero un cult degli anni 80, un film che ancora oggi riesce ad essere fonte di ispirazione per tutti i nostalgici del periodo (prendete per esempio la serie Stranger Things). 



























STAND BY ME: RICORDO DI UN'ESTATE - Rob Reiner (1986)

Forse il miglior adattamento cinematografico di un racconto del grande Stephen King, una pellicola che ci racconta una storia di amicizia tra quattro ragazzi e il loro passaggio dall'infanzia all'adolescenza. In questo cult, del 1986, quattro amici partano alla ricerca del corpo di un loro coetaneo pensando di poterne ricavare fama e gloria. Una volta tornati a casa però scopriranno che quell'esperienza gli ha donato qualcosa di molto più importante che li terrà legati per il resto della loro vita. 



























CIMITERO VIVENTE - Mary Lambert (1989) 

Altro piccolo gioiello degli anni 80, una pellicola per tutti i bambini che non riescono a rassegnarsi di fronte alla perdita del loro animale domestico. 
In questo film, del 1989, assistiamo alle vicende della famiglia Creed, i quali, dopo aver perso il loro gatto decidono di seppellirlo in un piccolo cimitero degli animali dietro casa loro, non sapendo però che il posto ha il potere di riportare in vita chi vi ci viene seppellito. 

PS: Da notare la colonna sonora e il brano Pet Sematary suonato dai mitici Ramones. 



























MISERY NON DEVE MORIRE - Rob Reiner (1990) 

E' un vero cult degli anni 90, con una Kathy Bates al massimo della forma e un James Caan veramente grandioso. 
In questo secondo adattamento di King da parte di Reiner (aveva già diretto Stand By Me), vediamo uno scrittore di romanzi rosa rischiare la vita in un incidente stradale. Sarà proprio una sua fan a salvargli la vita e a portarlo a casa sua per curargli le ferite, peccato però che la donna sembri non volerlo più lasciarlo andare.


























LA META' OSCURA - George A. Romero (1993) 

Il padre degli zombie decide di portare sullo schermo un film che narra la storia di uno scrittore che tenta di seppellire il suo pseudonimo. Purtroppo l'alter ego diventerà un' entità fisica che comincerà a terrorizzare la tranquilla comunità di Castle Rock. 
Nonostante il fallimento da parte della produzione a fine riprese e i vari tagli alla pellicola, il film è diventato nel tempo un vero e proprio cult, amatissimo sia dai fan del regista che da quelli dello scrittore. 



























THE NIGHT FLIER - Mark Pavia (1997) -

Un reporter decide di mettersi sulle tracce di un misterioso serial killer che ha lo strano vizio di uccidere le sue vittime con un rito vampiresco e spostandosi da città in città a bordo di un curioso aereo nero. 
Anche se non è una grande produzione, la pellicola riesce lo stesso a mantenere alto il livello della storia per tutta la durata del film, aiutata anche dalla presenza di Miguel Ferrer nella parte del protagonista. 

























L'ALLIEVO - Brian Singer (1998)

Dopo il successo de "I soliti sospetti", Brian Singer decide di portare sullo schermo il romanzo di King "Un ragazzo Sveglio". 
Il film narra la storia di un adolescente che fa amicizia con un ex criminale di guerra nazista, il quale, si nasconde sotto falso nome nella via di casa sua. I due stringano un patto segreto e, dopo una serie di incontri a casa del vecchio, tra i due nascerà una strana sintonia che spingerà l'ex criminale di guerra a plasmare il giovane "allievo" e a trasmettergli la sua orrenda ideologia.  


























domenica 16 settembre 2018

LION - LA RECENSIONE

QUANDO I SOGNI DIVENTANO REALTA' E SI TRASFORMANO IN INCUBI. 

TRAMA: 

Uno chalet isolato in una foresta innevata... Un uomo accecato dall'alcohol... Una donna incapace di ribellarsi... E un bambino di 8 anni, con un viso cupo e due occhi oscuri... Il silenzio della notte sará squarciato da grida mortali... L'incubo ha inizio!

















LA RECENSIONE:

Dopo aver fatto strage di premi nei festival indipendenti di tutto il mondo ed essere anche riuscito ad entrare nella selezione dei David di Donatello 2018, ecco che arriva il nuovo lavoro del regista Davide Melini. 
Con un'esperienza alle spalle su set come "La terza madre" e in serie tv internazionali del calibro di "Penny Dreadful", Melini da vita ad una favola nera che mescola drammi familiari, incubi, sogni e paure. 
Interpretato benissimo da Michael Segal, Pedro Sànchez e Tania Mercader, Lion, è un'opera costruita sulla tensione, un corto dove la macchina da presa si muove tra ombre e oscurità con i giusti tempi, è quello che non vediamo il vero punto di forza del cortometraggio, è l'avvertire il pericolo e non il subirlo che mette paura allo spettatore: due occhi diabolici avvolti nell'oscurità o i passi pesanti di un grosso animale che si aggira nella stanza. 
Melini non è un dilettante e lo si capisce dall'ottimo uso che riesce a fare del mezzo cinematografico, riuscendo infatti a mettere ansia e angoscia nello spettatore usando luci, movimenti e suoni (esattamente come dovrebbe essere un buon horror). 
Sangue e violenza non mancano all'appello e non manca nemmeno l'ottima ambientazione innevata che riesce a dare al corto quell'atmosfera tra horror e fantasy. 
In poche parole Melini è stato capace di creare una stupenda favola dell'orrore che, oltre a mettere paura, riesce anche a mandare il suo messaggio personale (come nella migliore tradizione del cinema di genere). 




giovedì 23 agosto 2018

I 100 FILM CHE OGNI VERO CINEFILO DOVREBBE VEDERE





















E' periodo di classifiche, quindi anche noi abbiamo deciso di buttare giù una lista di 100 film che, a nostro parere, ogni buon cinefilo dovrebbe aver visto almeno una volta nella vita.

I film sono in ordine cronologico e sono stati scelti, uno per uno, per la loro importanza nella storia del cinema:

1) Il gabinetto del dottor Caligari – Robert Wiene (1920)

2) Nosferatu il vampiro - Friedrich Wilhelm Murnau (1922)

3) Preferisco l'ascensore! - Fred C. Newmeyer e Sam Taylor (1923)

4) La corazzata Potëmkin - Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (1925)

5) Metropolis – Fritz Lang (1927)

6) M - Il mostro di Düsseldorf - Fritz Lang (1931)

7) Scarface: Lo sfregiato - Howard Hawks (1932)

8) Zero in condotta – Jean Vigo(1933)

9) L’Atalante – Jean Vigo (1934)

10) Tempi moderni – Charlie Chaplin (1936)

11) Quarto Potere – Orson Welles (1941)

12) Ossessione – Luchino Visconti (1943)

13) Roma Città Aperta – Roberto Rossellini (1945)

14) Il tesoro della Sierra Madre – John Huston (1947)

15) Germania anno zero - Roberto Rossellini (1948)

16) Ladri di biciclette – Vittorio De Sica (1948)

17) Nodo alla gola – Alfred Hitchcock (1948)

18) La signora di Shanghai – Orson Welles (1948)

19) Il Terzo uomo – Carol Reed (1949)

20) Viale del Tramonto – Billy Wilder (1950)

21) Rashomon – Akira Kurosawa (1950)

22) Fronte del porto – Elia Kazan (1954)

23) I Sette Samurai – Akira Kurosawa (1954)

24) La Strada – Federico Fellini (1954)

25) Johnny Guitar – Nicholas Ray (1954)

26) Gioventù Bruciata – Nicholas Ray (1955)

27) L’invasione degli ultracorpi – Don Siegel (1956)

28) Sentieri Selvaggi – John Ford (1956)

29) Il ponte sul fiume Kwai – David Lean (1957)

30) Orizzonti di Gloria – Stanley Kubrick (1957)

31) Il settimo sigillo – Ingmar Bergman (1957)

32) I soliti ignoti – Mario Monicelli (1958)

33) La donna che visse due volte – Alfred Hitchcock (1958)

34) I 400 Colpi – Francois Truffaut (1959)

35) Un maledetto imbroglio – Pietro Germi (1959)

36) La Maschera del Demonio – Mario Bava (1960)

37) L’appartamento – Billy Wilder (1960)

38) Fino all’ultimo respiro – Jean Luc Godard (1960)

39) Gli Spostati – John Huston (1960)

40) La fontana della vergine – Ingmar Bergman (1960)

41) Psycho – Alfred Hitchcock (1960)

42) Una vita difficile – Dino Risi (1961)

43) Questa è la mia vita – Jean Luc Godard (1962)

44) Jules e Jim – Francois Truffaut (1962)

45) L’uomo che uccise Liberty Valance – John Ford (1962)

46) Lawrence d’Arabia – David Lean (1962)

47) Il corridoio della paura – Samuel Fuller (1963)

48) 8½  - Federico Fellini (1963)

49) Sedotta e abbandonata – Pietro Germi (1964)

50) Blow – Up – Michelangelo Antonioni (1966)

51) Il laureato – Mike Nichols (1967)

52) Gangster Story – Arthur Penn (1967)

53) La notte dei morti viventi – George A. Romero (1968)

54) Rosemary’s Baby – Roman Polanski (1968)

55) Easy Rider – Dennis Hopper (1969)

56) Il mucchio selvaggio – Sam Peckinpah (1969)

57) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto – Elio Petri (1970)

58) Zambriskie Point – Michelangelo Antonioni (1970)

59) M.A.S.H – Robert Altman (1970)

60) L’ultimo spettacolo – Peter Bogdanovich (1971)

61) Il Padrino – Francis Ford Coppola (1972)

62) Aguirre, furore di Dio – Werner Herzog (1972)

63) Ultimo Tango a Parigi – Bernardo Bertolucci (1972)

64) La rabbia giovane – Terrence Malick (1973)

65) Pat Garrett e Billy the Kid – Sam Peckinpah (1971)

66) I 3 dell’operazione Drago – Robert Clouse (1973)

67) Chinatown – Roman Polanski (1974)

68) C’eravamo tanto amati – Ettore Scola (1974)

69) Lo Squalo – Steven Spielberg (1975)

70) Quel pomeriggio di un giorno da cani – Sydney Lumet (1975)

71) Barry Lyndon – Stanley Kubrick (1975)

72) Carrie: Lo sguardo di Satana – Brian De Palma (1976)

73) Taxi Driver – Martin Scorsese (1976)

74) Incontri ravvicinati del terzo tipo – Steven Spielberg (1977)

75) Io e Annie – Woody Allen (1977)

76) Suspiria – Dario Argento (1977)

77) I Duellanti – Ridley Scott (1977)

78) Il cacciatore – Michael Cimino (1978)

79) Apocalypse Now – Francis Ford Coppola (1979)

80) Manhattan – Woody allen (1979)

81) Oltre il giardino – Hal Ashby (1979)

82) Toro Scatenato – Martin Scorsese (1980)

83) I cancelli del cielo – Miachael Cimino (1980)

84) Il grande Uno rosso – Samuel Fuller (1980)

85) Blade Runner – Ridley Scott (1982)

86) La Cosa – John Carpenter (1982)

87) Videodrome – David Cronenberg (1983)

88) C’era una volta in America – Sergio Leone (1984)

89) L’anno del dragone – Michael Cimino (1985)

90) Ran – Akira Kurosawa (1986)

91) Platoon – Oliver Stone (1986)

92) L’ultimo Imperatore – Bernardo Bertolucci (1987)

93) L’impero del sole – Steven Spielberg (1987)

94) Fa la cosa giusta – Spike Lee (1989)

95) The Killer – John Woo (1989)

96) Nikita – Luc Besson (1990)

97) Gli Spietati – Clint Eastwood (1992)

98) Pulp Fiction – Quentin Tarantino (1994)

99) Dead Man – Jim Jarmusch (1995)

100) Fargo – Joel e Ethan Coen (1996)


martedì 31 luglio 2018

10 FILM PER MARIO BAVA

Artigiano del terrore, pittore del brivido, maestro del gotico, non so quale termine sarebbe più giusto adoperare per descrivere il genio di Mario Bava, quello che però possiamo affermare è che "chi ama Mario Bava ama il Cinema".
Icona leggendaria per tutti gli appassionati del genere, spesso apprezzato e anche invidiato da colleghi del calibro Roger Corman, citato da maestri come Federico Fellini e fonte di ispirazione per tutti i più grandi registi del genere horror e thriller: Dario Argento, Martin Scorsese, Joe Dante, John Landis, Tim Burton e Quentin Tarantino (sono solo alcuni dei nomi che sono stati influenzati dal cinema Baviano).
Con il suo modo di fare cinema, le sue storie, l'uso innovativo della macchina da presa e la sua estetica originale e avanguardista, il nome di Bava è riuscito negli anni ad entrare a pieno merito tra i grandi maestri della storia del Cinema. 


















Per il compleanno del maestro eccovi 10 titoli fondamentali per conoscere il cinema di Mario Bava: 




LA MASCHERA DEL DEMONIO (1960) 

Esordio alla regia di Bava e da molti considerato il capolavoro del regista (io sono tra quelli). "La maschera del demonio" è un horror gotico senza precedenti, un film che è riuscito a dare un nuove tipo di stile al genere, una pellicola dove si parla di vampiri, stregoneria, reincarnazione e dove a farla da protagonista sono le scenografia e la stupenda fotografia in bianco e nero (senza dimenticarci la bellissima Barbara Steele).






























LA RAGAZZA CHE SAPEVA TROPPO (1963) 

Dopo il cinema horror Mario Bava decide di rivoluzionare anche il genere Giallo e lo fa con una pellicola che sarà di grande ispirazione per tutti i registi di genere italiano (in particolare per il maestro Dario Argento). 
Per la prima volta assistiamo ad un thriller completamente Made in Italy, dove, nella bellissima cornice di una Roma notturna e vuota, seguiamo le vicende di una turista americana che dopo aver assistito ad un omicidio farà di tutto per riuscire a scoprirne il colpevole. 































I TRE VOLTI DELLA PAURA (1963) 

Uscito all'estero con il titolo Black Sabbath (indovinate quale gruppo si è ispirato a questo film per il nome) ci troviamo questa volta di fronte ad un film diviso in tre episodi: "Il telefono" (thriller dallo stile Hitchcockiano), "I Wurdalak" (una storia di vampiri con il grande Boris Karloff) e "La goccia d'acqua" (una storia di fantasmi che ancora oggi resta uno dei migliori lavori del regista). 

PS: da notare il divertente e originale finale meta-cinematografico.































LA FRUSTA E IL CORPO (1963) 

Altro Horror di matrice gotica che mescola morbosità, sadismo e fantasmi. Interpretato dal grande Cristopher Lee e dalla stupenda Daliah Lavi, "La frusta e il corpo", è senza dubbio una pellicola che ancora oggi riesce a scandalizzare ed affascinare al tempo stesso, un film dove i temi principali sono la paura e il sadomasochismo. 































SEI DONNE PER L'ASSASSINO (1964) 

Bava torna al thriller e anche questa volta crea una pellicola che farà scuola in tutto il mondo. "Sei donne per l'assassino" è un Giallo che lancia la figura del Serial Killer con guanti ed impermeabile nero, il quale, si diverte ad uccidere in maniera sadica e violenta sei modelle d'un atelier di moda. 
In questa stupenda pellicola, che sarà di ispirazione per Dario Argento (da notare la scena dell'affogamento nella vasca), troviamo uno dei migliori lavori del maestro, un film dall'estetica pop e da movimenti di macchina veramente innovativi ed originali. 

























TERRORE NELLO SPAZIO (1965) 

Questa volta Bava si cimenta con la fantascienza, dando vita per la prima volta ad una pellicola che mescola cinema sci fi e cinema horror. 
Girato con un budget molto basso, il regista, riuscì a dare vita ad un film fantascientifico fatto di tappeti di nebbia, luci pop, vampiri spaziali e grandi silenzi che danno un vero tocco orrorifico all'opera, anticipando così di anni altri capolavori del cinema come Alien di Ridley Scott. 








OPERAZIONE PAURA (1966) 

Il maestro torna al cinema gotico e gira una pellicola horror completamente fuori dagli schemi (sia per narrazione che per tecnica di regia). Con "Operazione Paura" ci troviamo di fronte ad un film ricco di piani sequenza, zoom, una fotografia pop e molti richiami al cinema espressionista tedesco di Murnau. Girato sempre con un basso budget il film fu un vero fallimento commerciale ai suoi tempi, ci vollero anni perchè questo piccolo gioiello fosse ampiamente rivalutato fino ad essere considerato poi uno dei migliori lavori del regista. 

PS: Federico Fellini rubò il personaggio della bambina che gioca con la palla per inserirlo nell'episodio "Tommy Dammit" contenuto nel film "Tre passi nel delirio". 




























REAZIONE A CATENA (1971) 

Conosciuto con il titolo "Ecologia del delitto" è considerato il capostipite del genere slasher movie, il quale, prenderà piede solamente alla fine degli anni 70. 
Con "Reazione a Catena" Bava da vita al suo film più cinico e violento, una pellicola con una trama assolutamente intrecciata e controversa, un film dove la spietatezza, la brutalità e un pizzico di ironia (nel finale) la fanno da padroni. 

PS: la famosa scena dell'impalamento dei due amanti verrà rubata anni dopo dal regista Steve Miner per il film Venerdì 13: l'assassino ti siede accanto. 
































LISA E IL DIAVOLO (1972) 

E' uno dei film maledetti del regista, inizialmente bloccato dal produttore, il quale, decise di farlo uscire anni dopo con il titolo "La casa dell'esorcismo" (versione ripudiata da Bava). "Lisa e il Diavolo" è una pellicola dove tornano le atmosfere gotiche, i colori pop e l'amore del regista per il macabro e il controverso. 

PS: State alla larga dalla versione con il titolo "La casa dell'esorcismo". 
































CANI ARRABBIATI (1974) 

Altro film maledetto del regista, una pellicola che Bava non riuscì mai a vedere finito, in quanto, venne bloccata a fine riprese per il fallimento della casa di produzione per poi essere fatta uscire solamente nel 1996. 
E' il film che anticipa "Le Iene" di Tarantino di ben 20anni, un road movie che mescola il thriller e il noir, una pellicola dura, violenta e cinica che sembra non avere personaggi positivi, solo vittime e carnefici (che a loro volta si mascherano da vittime), ma per saperne di più dovete vedere il film.