martedì 10 ottobre 2017

That Nice Clan: aperta la campagna crowdfunding per il film di Eugenio Krilov

E' stata lanciata la campagna crowdfunding per la realizzazione di "That Nice Clan", un progetto indipendente, scritto e diretto da Eugenio Krilov, e prodotto da Epical Film (una crew di case di produzione indipendenti che comprende: Red Planet Production, Falange Oplita e Capoverso Production). 

Trama: 

Quattro malviventi che si trovano in un posto loschissimo a giocare a carte. Fin li tutto bene, nonostante le carte facciano abbastanza schifo. Finché non entra un quinto personaggio che porta le carte nuove su richiesta di uno dei quattro. Da quel momento in poi succederanno cose interessanti...

Pagina Crowdfunding: That Nice Clan - Official ShortMovie

Pagina Facebook: That Nice Clan - Official Movie




IL CORTO:

Come "antipasto" il regista ci regala un piccolo cortometraggio, una specie di teaser che ci mostra che i ragazzi che stanno dietro a questo progetto non sono affatto dei novellini alle prime armi.
Dal corto infatti si capisce subito che Krilov sa dove mettere la macchina da presa, sa usare la fotografia e sopratutto sa scegliere le facce giuste. 
La storia, della durata di otto minuti, si svolge quasi tutta all'interno di una vettura parcheggiata davanti ad un distributore di benzina, dove assistiamo ad uno scambio di battute tra due gangster, i quali, aspettano impazienti che la loro vittima esca da una sala da gioco. 


Mario Ermito e Alessio Cherubini interpretano rispettivamente Andy "Il Gallo" e Nick "La Iena", due killer dal carattere diverso: il primo scherzoso e chiacchierone, mentre il secondo freddo e silenzioso, un classico mix che ricorda i killer di Peckinpha di "Killer Elite", di "Contratto per Uccidere" di Siegel, per poi arrivare ai più moderni "Bravi Ragazzi" di Scorsese o a "Le Iene" di Tarantino. 
Non credo ci sia molto altro da aggiungere, posso solo consigliare di sostenere il progetto, sostenere il cinema indipendente Italiano e godervi, nel frattempo, questo piccola anticipazione: 



venerdì 6 ottobre 2017

EL BAR - LA RECENSIONE



























ALEX DE LA IGLESIA CI MOSTRA LA VERA NATURA DELL'ESSERE UMANO.  

TRAMA:

Nove di mattina. Un gruppo eterogeneo di persone è a far colazione in un bar nel centro di Madrid. Uno di loro ha fretta e va via ma, mentre oltrepassa la porta, qualcuno gli spara in testa. Nessuno osa aiutarlo: sono tutti intrappolati dentro dal cecchino che ha sparato. La tensione man mano sale e la situazione offre ai malcapitati la possibilità di rivelare a poco a poco peccati e colpe…























LA RECENSIONE: 

E' tornato quello pazzo anarchico di Alex De La Iglesia e io non posso fare altro che esserne contento. 
Dopo averci mostrato il mondo della stregoneria, con la stupenda horror comedy "Le Streghe son Tornate", De La Iglesia cambia nuovamente strada e da vita ad un thriller spietato e violento, un perfetto mix tra "Distretto 13", "The Mist", "In Linea con L'assassino" e "Tower Block". 
Con uno schema classico, quasi da pièce teatrale, assistiamo ad un film che si apre come un semplice sniper movie, per poi evolversi e passare dal thriller al genere catastrofico, il tutto condito da una messa in scena grottesca e da un pizzico di black humor (un classico del regista). 
Ma non c'è solo questo nel nuovo film del regista spagnolo, infatti, De La Iglesia sembra aver imparato bene la lezione lasciataci dai vecchi maestri del cinema di genere, per questo motivo usa l'intrattenimento solamente come una scusa, per De La Iglesia il genere non è altro che un cavallo di troia che cela al suo interno una critica sociale dura e cattiva, un vero escamotage degno di un Romero o di un Carpenter. 
La regia è assolutamente al top, la fotografia anche, la struttura è solida e costruita a strati, la tensione sale passo dopo passo tenendo lo spettatore perennemente inchiodato davanti allo schermo, il quale, non può fare altro che chiedersi "ma dove cazzo andrà a parare?". 
Ogni personaggio è stato costruito al meglio, non ci sono macchiette, non ci sono personaggi stereotipati, ma sopratutto non ci sono eroi. 
Esatto! Niente eroi e niente eroine per il nuovo film di Alex De La Iglesia, i protagonisti della pellicola non sono altro che semplici persone che possiamo incontrare nella nostra vita quotidiana: un barista, un rappresentante di biancheria intima, una giovane ragazza che ama incontrare ragazzi conosciuti sul web, un barbone che cita la bibbia ad ogni occasione, un web designer hipsteriano e una triste e solitaria giocatrice di video poker.
Tutte persone che non hanno ne tempo ne tanto meno voglia di diventare eroi, ognuno pensa a se stesso e a come fare per restare vivo, non esiste la collettività, non vale la frase "l'unione fa la forza", vige solamente l'egoismo e l'individualità.
Concludiamo promuovendo alla grande la pellicola del regista spagnolo e chiudiamo con una frase del film che, a mio parere, riassume al meglio il messaggio di De La Iglesia, ovvero, "La paura ci mostra per quello che siamo veramente". 



mercoledì 4 ottobre 2017

Wonder Wheel - Trailer e Trama del nuovo film di Woody Allen




























E' stato appena pubblicato il primo trailer ufficiale di Wonder Wheel, il nuovo film scritto e diretta da Woody Allen. 

Trama: 

Ambientato a Coney Island durante gli anni 50, il film, segue la storia di Ginny (Winslet), la moglie di un tecnico delle giostre di Coney Island (James Belushi) che si invaghisce di un giovane bagnino di nome Mickey (Timberlake). Le cose si faranno più complicate quando in scena compare la figlia del marito di Ginny (Temple). 





























Il film, che ha come protagonisti Kate Winslet, Justin Timberlake e Juno Temple, verrà presentato in anteprima il 14 ottobre al New York Film Festival. 



mercoledì 27 settembre 2017

NICO, 1988 - IL TRAILER ITALIANO DEL FILM DI SUSANNA NICCHIARELLI






















E' finalmente uscito il trailer italiano del film "Nico 1988", il biopic sulla vita della famosa cantante e modella tedesca  Christa Päffgen, conosciuta da tutti con il nome d'arte di "Nico". 
Il film, diretto dalla regista Italiana Susanna Nicchiarelli e interpretato dall'attrice Trine Dyrholm, era già stato presentato alla 74esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia dove aveva avuto l'onore di aprire la sezione Orizzonti. 

La pellicola uscirà nelle sale Italiane il 12 Ottobre 2017. 

TRAMA: 

Ambientato tra Parigi, Praga, Norimberga, Manchester, nella campagna polacca e il litorale romano, Nico, 1988 è un road-movie dedicato agli ultimi anni di Christa Päffgen, in arte Nico (Trine Dyrholm). Musa di Warhol, cantante dei Velvet Underground e donna dalla bellezza leggendaria, Nico vive una seconda vita dopo la storia che tutti conoscono, quando inizia la sua carriera da solista. La sua musica è tra le più originali degli anni 70 e 80 ed ha influenzato tutta la produzione musicale successiva. La "sacerdotessa delle tenebre", così veniva chiamata, ritrova veramente se stessa dopo i quarant’anni, quando si libera del peso della sua bellezza e riesce a ricostruire un rapporto con il suo unico figlio dimenticato. Nico, 1988 racconta degli ultimi tour di Nico e della band che l’accompagnava in giro per l’Europa degli anni ‘80. È la storia di una rinascita, di un’artista, di una madre, di una donna oltre la sua icona


venerdì 4 agosto 2017

Eli Roth dirige Bruce Willis nel remake del Giustiziere della Notte: Ecco il trailer




















Eli Roth torna dietro la macchina da presa e decide di girare il remake del Giustiziere della Notte. La pellicola, per chi non la ricordasse o non la conoscesse, narrava la storia di un mite architetto di New York, marito e padre di famiglia, che dopo l'omicidio della moglie e lo stupro della figlia si trasformava in uno spietato giustiziere che girava per le strade della città uccidendo ladri e stupratori. 
Il film del 1974, interpretato da un grandissimo Charles Bronson e diretto da Michael Winner, ebbe un gran successo commerciale e allo stesso tempo fu anche ricoperto da forti critiche per il fatto che la pellicola sembrasse elogiare la violenza e la giustizia sommaria. 


In questa nuova versino la parte del protagonista è stata affidata a Bruce Willis (sai che originalità), che accanto a se avrà un cast composto da: Vincent D’Onofrio, Kimberly Elise, Mike Epps e Elisabeth Shue. 
Il film uscirà nelle sale americane il 22 novembre e a giudicare dal trailer sembra proprio che Eli Roth non si sia voluto prendere troppo sul serio, non so se è un bene o un male, ma staremo a vedere...

ECCO IL TRAILER: 

giovedì 3 agosto 2017

YOGA HOSERS: GUERRIERE PER SBAGLIO - LA RECENSIONE






















KEVIN SMITH E I SUOI MINI NAZISTI A FORMA DI SALSICCIA. 

TRAMA:

Colleen Collette e Colleen McKenzie sono due amiche adolescenti d Winnipeg a cui piace praticare yoga e impiegare molto tempo sui loro smartphone. Invitate a un’importante festa dalla ragazza più famosa del liceo, le due studentesse scoprono accidentalmente un antico male a lungo sepolto proprio nel loro negozio di generi alimentari…























LA RECENSIONE: 

Dopo lo sconvolgente "Tusk" è arrivato finalmente anche il secondo capitolo della così detta "True North Trilogy", una trilogia di film horror ambientati nello stato del Canada, scritta e diretta da quel folle genio che risponde al nome di Kevin Smith
Dico subito che sono certo che questo nuovo film non sarà amato da tutti, anzi, credo che farà storcere il naso a molti, sono sicuro che la maggior parte delle persone lo etichetterà con termini tipo "una cagata pazzesca", "una trashata oscena", "un film senza senso" ecc... beh! Mi dispiace per voi ma vi sbagliate di grosso, "Yoga Hosers" è Kevin Smith allo stato puro e chi non riesce a capirlo è perchè non sa niente di questo regista. 
Se in "Tusk" il caro Kevin aveva puntato su delle atmosfere che mescolavano l'horror, la commedia e il grottesco, con "Yoga Hosers" il regista ha preso completamente tutta un'altra strada e ci regala una pellicola molto più folle, sopra le righe e bizzarra, un film che non è altro che una macedonia di generi che vanno dalla commedia all'action, che passa per i teen movie per poi sfociare nel mondo dei cinecomics
Chi ha visto "Tusk" si ricorderà sicuramente del market chiamato Eh-2zed (negozio aperto 24 su 24 dove il protagonista si fermava a chiedere informazioni), ecco, le protagoniste di questa nuova storia non sono altro che le due commesse dall'aria stanca e annoiata che si divertivano a prendere in giro i clienti del negozio e a chattare con i loro iPhone, cioè Colleen Colette e Colleen Mckenzie (rispettivamente la figlia di Johnny Depp, Lily-Rose Melody Depp, e quella di Kevin Smith, Harley Quinn Smith). 
Ma non ci sono solo le due ragazze come filo conduttore con la precedente pellicola, lo stesso Depp infatti veste nuovamente i panni dello stravagante Guy LaPointe (investigatore privato apparso nel primo film), Justin Long (protagonista di "Tusk") invece interpreta l'insegnante di Yoga Yogi Bayer, mentre Haley Joel Osmet questa volta appare nei panni di un Canadese di idee "leggermente" anti semite.
"Yoga Hosers" parte come un semplice teen movie per poi trasformarsi in un film folle e surreale, un'opera che si avvicina molto di più a pellicole come "Jay e Silent Bob fermate Hollywood!" e "Generazione X", più tosto che ad altri lavori come "Red State" o "Tusk".
Smith non ha voglia di prendersi sul serio e chi lo conosce non si stupirà affatto di quello che vedrà, la pellicola è piena di umorismo, musica, arti marziali, riferimenti e camei di altri film e attori dello stesso Smith (Clerks in primis), al mondo dei fumetti (non a caso vi è un cameo di Stan Lee) e al cinema degli anni 80.  
Smith con questa pellicola riesce a tracciare una linea di divisione tra le vecchie e nuove generazioni, riesce a fare satira, a criticare il web e l'astinenza dagli iPhone, prende due ragazze come tante altre e le trasforma in due anti eroine adolescenti snob e superficiali che non riescono a stare un solo giorno senza postare almeno una foto su Instagram, due normali quindicenni che però dovranno avere a che fare con professoresse severe, matrigne odiose, ex nazisti, mostriciattoli a forma di salsiccia e adolescenti adoratori di Satana, in poche parole il regista riesce a rende il Canada un paese molto più divertente di come vogliono farcelo passare.







martedì 18 luglio 2017

ECCO PERCHE' AMIAMO IL CINEMA DI GEORGE A. ROMERO


























Molti lo indicano e lo etichettano solamente come il padre dei morti viventi, come l'inventore dello zombi moderno e innovatore del cinema horror, ma George A. Romero era veramente soltanto questo? Assolutamente no. 
Quando si parla del cinema di Romero non ci si può solamente fermare alla forma dei suoi film, ma bisogna osservarli attentamente e carpirne il vero contenuto e la sostanza, la loro critica sociale, politica, l'ironia e la drammaticità. 
Esattamente come altri grandi registi (tipo Cronenberg e Carpenter) anche Romero è riuscito ad unire l'intrattenimento al pensiero, spesso amato ed apprezzato, altre volte frainteso e sottovalutato, è riuscito comunque a dare vita ad una serie di pellicole destinate a restare nella storia del cinema. 
Romero è stato un regista da ammirare e rispettare, un autore che con il suo modo di fare coerente, testardo e indipendente è sempre riuscito ad andare avanti per la sua strada, senza mai piegarsi, senza mai scendere a compromessi e restando sempre fuori dai meccanismi del cinema Hollywoodiano. 
Ha collaborato con registi del calibro di Dario Argento, è stato amico e collaboratore del grande Stephen King, ha lavorato e scoperto il truccatore Tom Savini ed è stato fonte di ispirazione per grandi registi come: Sam Raimi, Rob Zombie, Guillermo del Toro, Quentin Tarantino ed Eli Roth. 
Per tutta la sua carriera ha spaziato nel genere horror attraversando il mondo degli zombi, della stregoneria, dei vampiri, del thriller e dello slasher, riuscendo sempre però ad inserire un sottotesto che facesse pensare lo spettatore ed usando il cinema di genere come un mezzo e mai come un fine. 























   (George A. Romero e lo scrittore Stephen King) 


ECCO PERCHE' AMIAMO IL CINEMA DI ROMERO: 


LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI (1968) 

La Notte dei Morti Viventi è il film di esordio di Romero, una pellicola con la quale il regista da vita allo zombi moderno, allontanandosi completamente dalla figura classica Haitiana dei riti voodoo che invece ci era sempre stata mostrata (tipo "White Zombie"). 
Il film di Romero oltre ad essere uno stupendo horror è un critica forte e dura all'essere umano (vero mostro), una critica all'America capitalistica, ai redneck bevitori di birra e amanti delle armi, alla guerra del Vietnam e alla condizione della donna negli anni 60 (ancora lontana dall'emancipazione). 


























LA STAGIONE DELLA STREGA (1972)

La Stagione della strega è una pellicola psicologica, onirica e drammatica, un film dove il regista ci mostra una classica moglie della borghesia Americana, una donna relegata a semplice casalinga, condannata ad una vita vuota e monotona, sottomessa al volere e alle violenze del marito e incompresa dalla figlia adolescente. 







LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA ALL'ALBA (1973)

E' il film più negativo e pessimista del regista, una pellicola che non ha lieti fini e che non da nessuna speranza al genere umano, un film dove non vi sono personaggi buoni o eroici, dove nessuno riesce a stare dalla parte giusta, ma dove in un mondo di pazzi gli uomini si sterminano a vicenda per cercare di sopravvivere (a mio parere è forse uno dei migliori lavori di Romero)


























WAMPYR (1977)

Romero lo considera il suo film migliore, una pellicola con la quale il regista usa il fenomeno dei vampiri per raccontarci invece la crescita adolescenziale del protagonista: gli stimoli sessuali, l'incomprensione familiare, la solitudine e la confusione di identità (uno dei migliori film di Romero che pochi conoscono e che dovrebbero vedere). 

Martin





ZOMBI - DAWN OF THE DEAD (1978)

Zombi (Dawn of Dead in originale) è forse il film più conosciuto del maestro e quello anche tra i più apprezzati ed amati. 
Con questa pellicola Romero riprende in mano la sua creatura e decide di far svolgere tutto il film all'interno di un centro commerciale infestato da zombi. Il film come sempre è una dura critica al capitalismo e al consumismo di massa, con un finale stupendo che, ancora una volta, sottolinea che il vero nemico non è lo zombi, ma l'essere umano. 

PS: Tenersi alla larga dal remake di Zack Snyder del 2004 








KNIGHTRIDERS - I CAVALIERI (1981)

I Cavalieri è il film che ha fatto storcere il naso a molti fan del regista (quando invece andrebbe riscoperto), per la prima volta Romero abbandona il tema horror e crea, come disse lui stesso, il suo film più personale.
Di questa pellicola il regista disse "parla di un uomo che decide di rimanere coerente ai propri valori, anche se il tornaconto finanziario non è favorevole e le scelte che fa non sembrano essere quelle più giuste". 


























CREEPSHOW (1982)

Inizia la collaborazione tra Romero e lo scrittore Stephen King, i due maestri del genere decidono di rendere omaggio ai fumetti horror degli anni 50, creano così un divertente film a episodi dallo stile fumettistico e cartoonesco, una pellicola di un'estetica stupenda, dove King firma la sceneggiatura e Romero la regia, in poche parole il matrimonio perfetto. 






IL GIORNO DEGLI ZOMBI - DAY OF THE DEAD (1985)

Terzo capitolo della saga dedicata agli zombi, forse uno dei film più violenti e sanguinosi di Romero, una pellicola per la quale il maestro decise di rinunciare a parte del budget per poter avere piena libertà artistica. 
In questo terzo film Romero critica apertamente l'America degli anni 80, una nazione militarista che vole solamente uccidere, distruggere e che non ha la minima intensione di voler provare a ricostruire qualcosa di nuovo. 

day of the dead





MONKEY SHINES - ESPERIMENTO DEL TERRORE (1988)
In questo film Romero analizza il rapporto tra uomo e animale (anche in questo caso è il primo il vero mostro), dove l'uso della scienza che esso fa non rappresenta altro che la sua voglia inconscia di onnipotenza. 




















DUE OCCHI DIABOLICI (1990)

Romero e Argento si dividono i compiti e decidono di portare sul grande schermo due racconti del grande Edgar Allan Poe: La verità sul caso di Mr Veldemar (Romero) e Il Gatto Nero (Argento). 
A mio avviso questa è forse una delle opere più deboli di Romero (ed è un vero peccato), al contrario, Argento invece riesce a fare uno stupendo lavoro (aiutato anche dall'interpretazione di Harvey Keitel), nonostante tutto resta comunque un buon film horror a episodi da gustarsi tranquillamente nelle serate di noia.




  



LA META' OSCURA (1993)

Romero porta sullo schermo il romanzo omonimo dell'amico Stephen King e da vita ad una pellicola horror classica, un film che ha dalla sua parte una grande messa in scena e una fotografia assolutamente fantastica. 
Questa volta il maestro non punta il dito contro la società, ma contro il singolo individuo, nel film vediamo infatti un uomo dall'animo represso e pieno di rimorsi che non potrà fare altro che dare vita alla propria "metà oscura". 


























BRUISER - LA VENDETTA NON HA VOLTO (2000)

Dopo ben sette anni di assenza il regista torna dietro la macchina da presa e gira un thriller/slasher per il mercato dell'home video, il film si chiama "Bruiser - la vendetta non ha volto" e forse non è il ritorno che molti fan si aspettavano dal caro Romero. 
Anche se il film non è tra i più amati dai fan del regista è comunque una pellicola ben girata e dalla storia per niente banale, un buon film slasher che si lascia guardare ma che a mio avviso avrebbe potuto dare molto di più. 


























LA TERRA DEI MORTI VIVENTI - LAND OF THE DEAD (2005)

Con il ritorno degli zombi movie al cinema Romero viene contattato dalla Universal, la quale, gli chiede di realizzare il quinto capitolo della saga dei morti viventi. Romero accetta e da vita ad un film assolutamente fantastico, ricco di azione, slpatter e naturalmente critica sociale. Romero questa volta punta sulla divisione delle classi sociali, l'edonismo americano e la voglia di possedere beni di consumo, per questi motivi il vero mostro si dimostrerà essere l'uomo e non lo zombi.  




























LE CRONACHE DEI MORTI VIVENTI - DIARY OF THE DEAD (2007)

Con il boom dei mockumentary anche Romero decide di realizzarne uno, crea così il quinto capitolo della sua serie di film dedicata agli zombi, una pellicola che da sola vale di più di tutti quegli stupidi mockumentary hollywoodiani come "Paranormal Activity" o "Necropolis - la città dei morti", Romero da una vera lezione di cinema Found Footage e zittisce tutti facendo anche la sua forte critica ai mass media. 








L'ISOLA DEI SOPRAVVISSUTI - SURVIVAL OF THE DEAD (2009)

E' l'ultimo film di Romero e il sesto capitolo della sua serie sugli zombi, un film che si apre con il finale di Diary of the Dead e che ci trasporta su di un'isola dove due famiglie di agricoltori si fanno la guerra per le loro visioni discordanti sull'esistenza degli zombi. 
Romero riprende così il discorso lasciato in Day of the Dead: la ricerca da parte dell'uomo nella convivenza tra i vivi e i morti, la quale però è impossibile per colpa dell'essere umano, in quanto egocentrico, violento ed egoista.