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giovedì 20 dicembre 2018

I MIGLIORI FILM DEL 2018









Siamo arrivati a fine anno e credo sia giusto tirare le somme su quelli che sono stati, a mio parere, i migliori film del 2018. 

PS: Dico subito che alcune pellicole della lista sono in realtà uscite a fine 2017 ma in Italia sono state distribuite l'anno successivo. 


1) BlacKkKlansman (Spike Lee) 

Colorado, anni Settanta. Ron Stallworth, un ufficiale di polizia afro-americano progetta di infiltrarsi nel Ku Klux Klan, aiutato dal collega ebreo Flip Zimmerman. 
 























2) L'uomo che uccise Don Chisciotte (Terry Gilliam) 

Un tempo, Toby è stato un giovane studente idealista di cinema e ha realizzato una rielaborazione lirica della storia di Don Chisciotte, ambientandola in un caratteristico vecchio villaggio spagnolo. Con il passare degli anni, Toby è divenuto un regista pubblicitario stanco e arrogante. Denaro e glamour lo hanno allontanato dal suo sogno ed ora è costretto a destreggiarsi tra la moglie del suo capo, una tempesta biblica e il suo ego mentre tenta di completare in Spagna un nuovo spot. Un misterioso zingaro però lo avvicina con una copia del suo lavoro studentesco e ciò lo porta a scoprire che il suo piccolo film ha avuto un effetto terribile sul villaggio in cui è stato girato: Angelica, la ragazza che simboleggiava l'innocenza in persona, lavora come escort, e il vecchio che interpretava Chisciotte è impazzito sul serio credendosi per davvero il "cavaliere dal volto lugubre".
























4) Ghostland - La casa delle bambole (Pascal Laugier) 

In seguito alla morte della zia, Pauline e le sue due figlie ereditano una casa. La prima sera, però, degli assassini penetrano nella residenza e Pauline è costretta a combattere per salvare le sue figlie. Dopo la notte da incubo che hanno vissuto, le due ragazze reagiscono in maniera diversa e le loro differenze di personalità si acuiscono. Mentre Beth diventa una scrittrice di letteratura horror, Vera cade vittima di una paranoia distruttiva. Sedici anni dopo quella notte, la famiglia si riunisce nella casa da cui Pauline e Vera non sono mai andate via. Strani eventi iniziano allora a susseguirsi…


























5) Dogman (Matteo Garrone) 

Continuamente vittima di bullismo e soprusi, ormai stremato da una vita di umiliazioni, Marcello decide di seguire le orme di Simoncino e di diventare il suo aiutante in una serie di rapine che sconvolgono la cittadina in cui vivono. Ormai in balia del carisma di Simoncino e legato dalla lealtà nei suoi confronti in quanto amico di vecchia data, Marcello finisce col tradire non solo la sua stessa moralità, ma anche i suoi compaesani. Il peso delle proprie azioni diventa sempre più insostenibile, tanto che arriverà ad autoaccusarsi, finendo per un anno in carcere, lontano dalla figlia di cui doveva prendersi cura. Dopo aver perso tutto e tutti, arriva finalmente per Marcello la presa di coscienza, insieme a un'irrefrenabile sete di vendetta…


























6) La forma dell'acqua (Guillermo Del Toro) 

Nel 1963 nell’America segnata dalla guerra fredda, in un laboratorio governativo segreto ad alta sicurezza lavora la solitaria Elisa, muta dalla nascita e intrappolata in un’esistenza di silenzio e isolamento La sua vita cambia però in maniera inevitabile quando con la collaboratrice Zelda scopre un esperimento classificato come segreto…
























7) Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Martin McDonagh) 

Dopo mesi trascorsi senza trovare il colpevole dell’omicidio di sua figlia, Mildred Haynes fa una mossa audace, realizzando tre manifesti che sembrano un controverso messaggio diretto a William Willoughby, il venerato capo della polizia della sua città Quando nel caso viene coinvolto anche Dixon, vice del capo della polizia immaturo e con un debole per la violenza, lo scontro tra Mildred e William sull’applicazione delle leggi diventerà sempre più duro…























8) Morto Stalin, se ne fa un altro (Armando Iannucci) 

1953. Joseph Stalin è oramai inerme, non terrorizza nessuno e soprattutto non è più in vita: il dittatore è morto. Ma chi prenderà il suo posto? Diversi sono i contendenti ma chi sarà in grado di essere il suo degno successore?

























9) Tonya (Craig Gillespie) 

Tonya Harding è una pattinatrice artistica su ghiaccio che, nonostante le difficoltà, riesce ad affermarsi a livello internazionale. La sua vita però nel 1994 è segnata dall’aggressione alla rivale Nancy Kerrigan, dando vita a uno degli scandali più assurdi e tragici della storia del pattinaggio e dei giochi olimpici…
























10) L'isola dei cani (Wes Anderson) 

Atari Kobayashi è una guardia di dodici anni che vive a Megasaki City, città giapponese di cui è sindaco Kobayashi. Quando, con un decreto esecutivo, tutti i cani domestici vengono esiliati in un’enorme isola adibita ai rifiuti, Atari si allontana da solo alla ricerca del suo cane Spot…


























11) La ballata di Buster Scruggs (Joel e Ethan Coen) 

La Ballata di Buster Scruggs è un film antologico western che racconta sei storie distinte, ambientate sulla selvaggia frontiera americana, e narrate attraverso la voce unica e incomparabile dei fratelli Joel ed Ethan Coen. I sei capitoli attraversano il vecchio West, portando in scena diversi personaggi con rimandi ai momenti salienti del genere western.























12) 7 Sconosciuti a El Royale (Drew Goddard) 

Sette sconosciuti, ognuno con un segreto da seppellire, si incontrano al El Royale, un fatiscente hotel dall’oscuro passato sul lago Lahoe. Nel corso di una fatidica notte, tutti avranno un’ultima occasione di redenzione prima che tutto vada all’inferno…

























13) A Quiet Place (John Krasinski) 

Una famiglia vive un’esistenza isolata nel silenzio più assoluto, per paura di una minaccia sconosciuta che segue solo il suono e attacca a qualsiasi rumore…




























13) Revenge (Coralie Fargeat) 

Tre ricchi dirigenti d’impresa quarantenni, sposati e bravi padri di famiglia, si ritrovano per la loro battuta di caccia annuale in una zona desertica ricca di canyon. Uno di loro, però, è venuto accompagnato dalla sua giovane amante, una lolita ultra sexy che suscita subito il desiderio degli altri due…




















martedì 31 luglio 2018

10 FILM PER MARIO BAVA

Artigiano del terrore, pittore del brivido, maestro del gotico, non so quale termine sarebbe più giusto adoperare per descrivere il genio di Mario Bava, quello che però possiamo affermare è che "chi ama Mario Bava ama il Cinema".
Icona leggendaria per tutti gli appassionati del genere, spesso apprezzato e anche invidiato da colleghi del calibro Roger Corman, citato da maestri come Federico Fellini e fonte di ispirazione per tutti i più grandi registi del genere horror e thriller: Dario Argento, Martin Scorsese, Joe Dante, John Landis, Tim Burton e Quentin Tarantino (sono solo alcuni dei nomi che sono stati influenzati dal cinema Baviano).
Con il suo modo di fare cinema, le sue storie, l'uso innovativo della macchina da presa e la sua estetica originale e avanguardista, il nome di Bava è riuscito negli anni ad entrare a pieno merito tra i grandi maestri della storia del Cinema. 


















Per il compleanno del maestro eccovi 10 titoli fondamentali per conoscere il cinema di Mario Bava: 




LA MASCHERA DEL DEMONIO (1960) 

Esordio alla regia di Bava e da molti considerato il capolavoro del regista (io sono tra quelli). "La maschera del demonio" è un horror gotico senza precedenti, un film che è riuscito a dare un nuove tipo di stile al genere, una pellicola dove si parla di vampiri, stregoneria, reincarnazione e dove a farla da protagonista sono le scenografia e la stupenda fotografia in bianco e nero (senza dimenticarci la bellissima Barbara Steele).






























LA RAGAZZA CHE SAPEVA TROPPO (1963) 

Dopo il cinema horror Mario Bava decide di rivoluzionare anche il genere Giallo e lo fa con una pellicola che sarà di grande ispirazione per tutti i registi di genere italiano (in particolare per il maestro Dario Argento). 
Per la prima volta assistiamo ad un thriller completamente Made in Italy, dove, nella bellissima cornice di una Roma notturna e vuota, seguiamo le vicende di una turista americana che dopo aver assistito ad un omicidio farà di tutto per riuscire a scoprirne il colpevole. 































I TRE VOLTI DELLA PAURA (1963) 

Uscito all'estero con il titolo Black Sabbath (indovinate quale gruppo si è ispirato a questo film per il nome) ci troviamo questa volta di fronte ad un film diviso in tre episodi: "Il telefono" (thriller dallo stile Hitchcockiano), "I Wurdalak" (una storia di vampiri con il grande Boris Karloff) e "La goccia d'acqua" (una storia di fantasmi che ancora oggi resta uno dei migliori lavori del regista). 

PS: da notare il divertente e originale finale meta-cinematografico.































LA FRUSTA E IL CORPO (1963) 

Altro Horror di matrice gotica che mescola morbosità, sadismo e fantasmi. Interpretato dal grande Cristopher Lee e dalla stupenda Daliah Lavi, "La frusta e il corpo", è senza dubbio una pellicola che ancora oggi riesce a scandalizzare ed affascinare al tempo stesso, un film dove i temi principali sono la paura e il sadomasochismo. 































SEI DONNE PER L'ASSASSINO (1964) 

Bava torna al thriller e anche questa volta crea una pellicola che farà scuola in tutto il mondo. "Sei donne per l'assassino" è un Giallo che lancia la figura del Serial Killer con guanti ed impermeabile nero, il quale, si diverte ad uccidere in maniera sadica e violenta sei modelle d'un atelier di moda. 
In questa stupenda pellicola, che sarà di ispirazione per Dario Argento (da notare la scena dell'affogamento nella vasca), troviamo uno dei migliori lavori del maestro, un film dall'estetica pop e da movimenti di macchina veramente innovativi ed originali. 

























TERRORE NELLO SPAZIO (1965) 

Questa volta Bava si cimenta con la fantascienza, dando vita per la prima volta ad una pellicola che mescola cinema sci fi e cinema horror. 
Girato con un budget molto basso, il regista, riuscì a dare vita ad un film fantascientifico fatto di tappeti di nebbia, luci pop, vampiri spaziali e grandi silenzi che danno un vero tocco orrorifico all'opera, anticipando così di anni altri capolavori del cinema come Alien di Ridley Scott. 








OPERAZIONE PAURA (1966) 

Il maestro torna al cinema gotico e gira una pellicola horror completamente fuori dagli schemi (sia per narrazione che per tecnica di regia). Con "Operazione Paura" ci troviamo di fronte ad un film ricco di piani sequenza, zoom, una fotografia pop e molti richiami al cinema espressionista tedesco di Murnau. Girato sempre con un basso budget il film fu un vero fallimento commerciale ai suoi tempi, ci vollero anni perchè questo piccolo gioiello fosse ampiamente rivalutato fino ad essere considerato poi uno dei migliori lavori del regista. 

PS: Federico Fellini rubò il personaggio della bambina che gioca con la palla per inserirlo nell'episodio "Tommy Dammit" contenuto nel film "Tre passi nel delirio". 




























REAZIONE A CATENA (1971) 

Conosciuto con il titolo "Ecologia del delitto" è considerato il capostipite del genere slasher movie, il quale, prenderà piede solamente alla fine degli anni 70. 
Con "Reazione a Catena" Bava da vita al suo film più cinico e violento, una pellicola con una trama assolutamente intrecciata e controversa, un film dove la spietatezza, la brutalità e un pizzico di ironia (nel finale) la fanno da padroni. 

PS: la famosa scena dell'impalamento dei due amanti verrà rubata anni dopo dal regista Steve Miner per il film Venerdì 13: l'assassino ti siede accanto. 
































LISA E IL DIAVOLO (1972) 

E' uno dei film maledetti del regista, inizialmente bloccato dal produttore, il quale, decise di farlo uscire anni dopo con il titolo "La casa dell'esorcismo" (versione ripudiata da Bava). "Lisa e il Diavolo" è una pellicola dove tornano le atmosfere gotiche, i colori pop e l'amore del regista per il macabro e il controverso. 

PS: State alla larga dalla versione con il titolo "La casa dell'esorcismo". 
































CANI ARRABBIATI (1974) 

Altro film maledetto del regista, una pellicola che Bava non riuscì mai a vedere finito, in quanto, venne bloccata a fine riprese per il fallimento della casa di produzione per poi essere fatta uscire solamente nel 1996. 
E' il film che anticipa "Le Iene" di Tarantino di ben 20anni, un road movie che mescola il thriller e il noir, una pellicola dura, violenta e cinica che sembra non avere personaggi positivi, solo vittime e carnefici (che a loro volta si mascherano da vittime), ma per saperne di più dovete vedere il film.



  



venerdì 6 ottobre 2017

EL BAR - LA RECENSIONE



























ALEX DE LA IGLESIA CI MOSTRA LA VERA NATURA DELL'ESSERE UMANO.  

TRAMA:

Nove di mattina. Un gruppo eterogeneo di persone è a far colazione in un bar nel centro di Madrid. Uno di loro ha fretta e va via ma, mentre oltrepassa la porta, qualcuno gli spara in testa. Nessuno osa aiutarlo: sono tutti intrappolati dentro dal cecchino che ha sparato. La tensione man mano sale e la situazione offre ai malcapitati la possibilità di rivelare a poco a poco peccati e colpe…























LA RECENSIONE: 

E' tornato quello pazzo anarchico di Alex De La Iglesia e io non posso fare altro che esserne contento. 
Dopo averci mostrato il mondo della stregoneria, con la stupenda horror comedy "Le Streghe son Tornate", De La Iglesia cambia nuovamente strada e da vita ad un thriller spietato e violento, un perfetto mix tra "Distretto 13", "The Mist", "In Linea con L'assassino" e "Tower Block". 
Con uno schema classico, quasi da pièce teatrale, assistiamo ad un film che si apre come un semplice sniper movie, per poi evolversi e passare dal thriller al genere catastrofico, il tutto condito da una messa in scena grottesca e da un pizzico di black humor (un classico del regista). 
Ma non c'è solo questo nel nuovo film del regista spagnolo, infatti, De La Iglesia sembra aver imparato bene la lezione lasciataci dai vecchi maestri del cinema di genere, per questo motivo usa l'intrattenimento solamente come una scusa, per De La Iglesia il genere non è altro che un cavallo di troia che cela al suo interno una critica sociale dura e cattiva, un vero escamotage degno di un Romero o di un Carpenter. 
La regia è assolutamente al top, la fotografia anche, la struttura è solida e costruita a strati, la tensione sale passo dopo passo tenendo lo spettatore perennemente inchiodato davanti allo schermo, il quale, non può fare altro che chiedersi "ma dove cazzo andrà a parare?". 
Ogni personaggio è stato costruito al meglio, non ci sono macchiette, non ci sono personaggi stereotipati, ma sopratutto non ci sono eroi. 
Esatto! Niente eroi e niente eroine per il nuovo film di Alex De La Iglesia, i protagonisti della pellicola non sono altro che semplici persone che possiamo incontrare nella nostra vita quotidiana: un barista, un rappresentante di biancheria intima, una giovane ragazza che ama incontrare ragazzi conosciuti sul web, un barbone che cita la bibbia ad ogni occasione, un web designer hipsteriano e una triste e solitaria giocatrice di video poker.
Tutte persone che non hanno ne tempo ne tanto meno voglia di diventare eroi, ognuno pensa a se stesso e a come fare per restare vivo, non esiste la collettività, non vale la frase "l'unione fa la forza", vige solamente l'egoismo e l'individualità.
Concludiamo promuovendo alla grande la pellicola del regista spagnolo e chiudiamo con una frase del film che, a mio parere, riassume al meglio il messaggio di De La Iglesia, ovvero, "La paura ci mostra per quello che siamo veramente". 



venerdì 4 agosto 2017

Eli Roth dirige Bruce Willis nel remake del Giustiziere della Notte: Ecco il trailer




















Eli Roth torna dietro la macchina da presa e decide di girare il remake del Giustiziere della Notte. La pellicola, per chi non la ricordasse o non la conoscesse, narrava la storia di un mite architetto di New York, marito e padre di famiglia, che dopo l'omicidio della moglie e lo stupro della figlia si trasformava in uno spietato giustiziere che girava per le strade della città uccidendo ladri e stupratori. 
Il film del 1974, interpretato da un grandissimo Charles Bronson e diretto da Michael Winner, ebbe un gran successo commerciale e allo stesso tempo fu anche ricoperto da forti critiche per il fatto che la pellicola sembrasse elogiare la violenza e la giustizia sommaria. 


In questa nuova versino la parte del protagonista è stata affidata a Bruce Willis (sai che originalità), che accanto a se avrà un cast composto da: Vincent D’Onofrio, Kimberly Elise, Mike Epps e Elisabeth Shue. 
Il film uscirà nelle sale americane il 22 novembre e a giudicare dal trailer sembra proprio che Eli Roth non si sia voluto prendere troppo sul serio, non so se è un bene o un male, ma staremo a vedere...

ECCO IL TRAILER: 

mercoledì 8 marzo 2017

10 DONNE NELLA STORIA DEL CINEMA CHE SONO RIMASTE NEI NOSTRI CUORI



Quanto è cambiata la figura della donna nell'industria cinematografica? E quanto sta ancora cambiando? Se una volta il ruolo della donna nel cinema era relegato a quello della bella che veniva salvata dal maschio di turno e alla quale si strappava l'ultimo bacio prima del gran finale, oggi le cose sono leggermente cambiate. 
Con il passare degli anni infatti la donna è riuscita a scippare la maggior parte dei ruoli da protagonista agli uomini, si è fatta strada nel mondo della commedia, dell'action, dello sci-fi e dell'horror, ha assunto un atteggiamento cazzuto e agguerrito ed è riuscita a buttare giù l'uomo dal podio di protagonista indiscusso. 
Adesso, visto che ci siamo dimenticati di comprare mimose, cioccolatini e di fare gli auguri a mamme, sorelle, amiche, fidanzate e mogli, abbiamo deciso di festeggiare la festa della donna omaggiando 10 personaggi femminili che hanno fatto la storia del cinema e che con le loro interpretazioni sono riuscite ad entrate nei nostri cuori. 


 
                                 



Gloria Swanson - Viale del Tramonto (1950) 

La Swanson interpreta un personaggio che sembra essere stato scritto apposta per lei: una ex attrice del cinema muto caduta in declino dopo l'avvento del sonoro. 
Dopo essere impazzita ed essersi ritirata a vita privata in una lussuosa villa sul Sunset Boulevard, Norma Desmond, obbligherà il povero e giovane sceneggiatore Joe Gillis (interpretato da William Holden) a scrivere un film che la possa far tornare alla ribalta. 


« - Siete Norma Desmond, sì!, la famosa attrice del muto. Eravate grande!
- Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo! »

























Anna Magnani - Nella città l'inferno (1958)

La più grande attrice Italiana di sempre, la stupenda romana dalla risata inconfondibile e dal carattere arrogante. in questa stupenda pellicola, del 1958, la Magnani interpreta una carcerata romana che trasforma la povera Giulietta Masina da ingenua ragazza di servizio a prostituta senza scrupoli. 

































Janet Leigh - Psycho (1960) 

La bellissima Janet Leigh, l'unica protagonista femminile di un film a morire solo dopo quindici minuti, quello che forse può consolarla è il fatto che si tratta di una delle morti più belle e storiche della storia del cinema. 





Anna Karina - Questa è la mia vita (1962) 

Diva della Nouvelle Vague ed ex moglie del regista francese Jean-Luc Godard. In questa pellicola, diretta dal marito, Anna Karina interpreta una ventiduenne di nome Nana, la quale, lascia il marito e il figlio per intraprendere la carriera di attrice, purtroppo il suo sogno non si avvera e lei si ritroverà presto nel giro della prostituzione che la porterà ad una tragica fine.








Claudia Cardinale - C'era una volta il West (1968) 

Per la prima volta Sergio Leone affida la parte del protagonista ad una donna (e che donna), non poteva infatti scegliere che la bellissima Claudia Cardinale per il ruolo della stupenda Jill, alla quale viene dedicato anche uno dei temi musicali più belli di sempre. 



Carrie Fisher - Guerre Stellari (1977) 

Se ne è andata poco tempo fa ed ha avuto una vita veramente travagliata, dalla fama e il successo di Star Wars alla al mondo della tossicodipendenza, ma per noi resterà per sempre la bellissima e unica principessa Leia Organa.



























Sigourney Weaver - Alien (1979) 

Come non poter ricordare la mitica Ellen Rupley, l'unica donna che è riuscita a tenere testa all'orribile mostro alieno per ben quattro volte di fila, che si è fatta fecondare dal mostro e che dopo essersi lanciata nel piombo fuso è stata anche clonata, una donna indistruttibile direi. 




















Daryl Hannah - Blade Runner (1982) 

Potevamo ricordare tranquillamente la bellissima Rachel (interpretata da Sean Young), ma noi siamo quelli che quando vanno al cinema fanno sempre il tifo per i cattivi, quindi preferiamo ricordare la spietata Pris e il suo combattimento contro il povero Harrison Ford. 





Michelle Pfeiffer - Batman il ritorno (1992) 

Potete tenervi pure Anne Hathaway, per noi l'unica e vera Catwoman rimarrà sempre la stupenda Michelle Pfeiffer: sexy, intrigante, cattiva e completamente rivestita in latex e armata di frusta, non credo si debba aggiungere altro. 






Uma Thurman - Pulp Fiction (1994) 

L'affascinante Mia Wallace, ovvero, la moglie del "grande capo", la stupenda morettina con la frangia che ama ballare, beve frappè da cinque dollari ed ha un debole per la cocaina: HO DETTO CAZZO CHE BOTTA! CHE BOTTA CAZZO! CAZZO CHE BOTTA!