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sabato 3 marzo 2018

THE SHAPE OF WATER - LA RECENSIONE




















L'AMORE COME L'ACQUA SI ADATTA AD OGNI TIPO DI RECIPIENTE. 

TRAMA:

Nel 1963 nell’America segnata dalla guerra fredda, in un laboratorio governativo segreto ad alta sicurezza lavora la solitaria Elisa, muta dalla nascita e intrappolata in un’esistenza di silenzio e isolamento La sua vita cambia però in maniera inevitabile quando con la collaboratrice Zelda scopre un esperimento classificato come segreto…



















LA RECENSIONE: 

La guerra fredda, l'America borghese dei primi anni 60, la corsa allo spazio, la segregazione razziale, i diritti delle donne, la diversità e l'amore in tutte le sue forme, questi gli elementi che troverete guardando "La Forma dell'Acqua", l'ultimo lavoro del regista messicano Guillermo Del Toro. 
C'è poco da dire su Del Toro, chi conosce la sua storia e i suoi film sa che tipo di artista sia: un regista che vuole essere libero, che non scende a compromessi e che non si è mai fatto inghiottire dalla macchina di Hollywood, uno dei pochi registi capace di prendere il cinema di genere e trasformarlo in forma autoriale (e questo suo nuovo lavoro ne è l'ennesima dimostrazione). 
Con una stupenda fotografia verde acqua e una scenografia curata nei minimi dettagli e dai toni vintage, il regista, riesce ancora una volta a stupirci e a lasciarci a bocca aperta, questa volta però niente robottoni, niente diavoli armati di pistola e niente insetti giganti, questa volta Guillermo decide di raccontarci una bellissima favola che ha come tema principale l'amore e la diversità. 
Del Toro ci mostra l'America dei primi anni 60, un paese fatto di muri, una nazione troppo spesso in guerra (sia con le altre nazioni che con i suoi stessi cittadini), un'America che finge di parlare di libertà ma dove le donne vengono ancora considerate cittadine di seconda categoria, dove chi ha il colore della pelle diverso non ha i tuoi stessi diritti e dove l'amore omosessuale è visto come un qualcosa di cui vergognarsi.
La regia di Del Toro è impareggiabile, sempre perfetta e ben curata, non si fa mai sentire pesante e, senza bisogno di troppi dialoghi, riesce a dirigere un cast veramente formidabile, una serie di attori perfetti per le loro parti: Sally Hawkins non è mai stata così brava (a mio parere), Michael Shannon mai così cattivo e spietato, Richard Jenkins è di una sensibilità unica e Doug Jones è ormai destinato ad essere l'uomo pesce di Guillermo Del Toro. 



sabato 26 novembre 2016

ANIMALI NOTTURNI - LA RECENSIONE



















L'AMERICA DUALISTA VISTA DAGLI OCCHI DI TOM FORD. 

TRAMA:

Susan riceve dall’ex marito un manoscritto su cui l’uomo vuole un’opinione. In quello che potrebbe essere un futuro libro pubblicato si racconta la storia di una vacanza familiare destinata a trasformarsi in qualcosa di violento e letale. Mentre si lascia prendere dallo scritto, Susan si ritrova a ricordare il suo primo matrimonio e ad affrontare alcune oscure verità che la riguardano.





















LA RECENSIONE: 

Dico subito che Ford era già riuscito a stupirmi con il precedente "A Single Man", ma devo dire che con questa seconda opera mi ha veramente lasciato a bocca aperta. 
"Animali Notturni" è un film fatto con una cura e una raffinatezza veramente rara, il regista da vita ad una storia cruda e sporca, ma che allo stesso tempo riesce ad essere anche elegante e chic, un film dove ogni accessorio, ogni abbigliamento e ogni singola parte della scenografia è curato nei minimi particolari, una pellicola che si divide in due: finzione e realtà, eleganza e volgarità, giorno e notte, un film fatto di strade buie dai forti richiami Lynchiani e musiche alla Hitchcock, mentre dall'altra parte abbiamo l'arida periferia texana che si contrappone alle mille luci di una metropoli borghese e snob, in entrambi i casi si tratta del vuoto assoluto della società Americana. 
La stupenda Amy Adams ci regala un'interpretazione che lascia a bocca aperta, non c'è bisogno che dica troppe battute, bastano solamente i suoi sguardi, le sue mosse e la sua stupenda presenza, curata nei minimi dettagli, per affascinarci e tenerci inchiodati allo schermo. 
Dall'altra parte abbiamo invece un tormentato e distrutto Jake Gyllenhaal, un uomo che deve chiudere i conti con il proprio passato, con la persona che ha amato e per la quale ha sofferto, in poche parole con il suo animale notturno. 
Ford usa il trauma vissuto dal protagonista per trasformare un apparente thriller in una sorta di opera da interpretare, Gyllenhaal deve assolutamente uccidere il suo passato, deve chiudere i conti con ciò che lo tormenta, che lo angoscia e che non riesce a lasciarlo in pace. 
Altra grande interpretazione è senza dubbio quella di Michael Shannon, dove lo vediamo interpretare il ruolo di uno sceriffo malato di cancro che vuole fare di tutto purchè Jake Gyllenhall possa avere la sua giustizia, o forse sarebbe meglio usare il termine vendetta, un termine che si cela nel film tra citazioni e messaggi nascosti (esattamente come il quadro con la scritta "Revenge" che Amy Adams non ricorda assolutamente di avere comprato). 
Per concludere consiglio a tutti di andare a vedere questo nuovo film di Tom Ford che, come ho detto all'inizio, riesce per la seconda volta a stupirci e a lasciarci a bocca aperta, con "Animali Notturni" non ci troviamo davanti ad un semplice noir, ma ad una pellicola controversa e cupa, dove l'ottimo tocco estetico si fa sentire a mille. 





lunedì 26 settembre 2016

ELVIS E NIXON - LA RECENSIONE





















 ELVIS E NIXON: IL GIORNO IN CUI "IL RE" INCONTRO' "IL  PRESIDENTE". 

TRAMA: 

In una mattina di dicembre del 1970, il Re del Rock 'n' Roll Elvis Presley si reca alla Casa Bianca chiedendo di incontrare l'uomo più potente del mondo, il presidente Richard Nixon, in seguito ad una lettera in cui gli chiedeva di "diventare un agente segreto del governo".






















LA RECENSIONE: 

Ma veramente Elvis Presley voleva diventare un agente segreto anti-droga? Noi non lo sappiamo, ma comunque l'idea, su cui si basa il simpatico film di Liza Jhonson, ci fa veramente ridere.
La Jhonson mette in scena una simpatica commedia satirica, usando come protagonisti due importanti figure della storia come Elvis e Nixon, due personaggi tanto famosi quanto controversi, due uomini che appartengono a due mondi completamente diversi e distanti, da una parte abbiamo il Re del Rock n Roll, mentre dell'altra il presidente del paese più potente al mondo, due figure opposte che hanno una strada che cammina parallela: conservatori, patriottici, eccentrici e competitivi, anti comunisti, anti Beatles e contro la droga e i capelloni. 
Due personaggi che hanno fatto il loro percorso e che si stanno lentamente avviando verso il declino (uno verso lo scandalo Watergate e l'altro verso l'abuso di pillole e alcol), non è assolutamente strano che questi due personaggi riescano a trovarsi così in perfetta simbiosi con i loro modi di fare e nel loro modo di vedere il mondo che gli gira intorno. 
Kevin Spacey ci regala un Nixon in formissima, una simpatica caricatura che però lo rende molto più apprezzabile di quello interpretato da Farnk Langella nel film Forst/Nixon - Il Duello, Shannon invece ci da un Elvis molto più silenzioso e riflessivo, molto più asciutto nel viso, ma senza dubbio con un'ottima mimica di i gesti, sguardi profondi e lunghi silenzi, quindi sicuramente migliore di quella che ci regalò Jonathan Rhys-Meyers. 
Non è assolutamente una pellicola che vuole fare un analisi politica sul potere, non siamo davanti ad un film di Oliver Stone, non ci sono cospirazioni, nastri registrati, complotti e non si parla ne di Vietnam ne di Cuba, c'è invece una gran voglia di fare satira sulla figura di due personaggi molto soli, accompagnati solamente dal proprio entourage, che per Nixon è rappresentato dai suoi segretari personali, mentre per Elvis si tratta di due coatti appartenenti alla così detta "Menphis Mafia", entrambe le parti però risultano amare il loro presidente e il loro Re e cercano in ogni modo di proteggerli e prendersene cura. 
Per concludere diciamo che il film del Jhonson ci è piaciuto, è una simpatica commedia di un ora e mezza che si lascia guardare volentieri, e comunque ricordate: è sempre meglio un film su Elvis che un film con Elvis, come ad esempio Blue Hawaii.