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domenica 10 maggio 2015

THE SIGNAL - LA RECENSIONE
















LO SCI-FI INDIPENDENTE CHE HA FATTO IMPAZZIRE IL SUNDANCE FESTIVAL 

TRAMA:

Tre studenti di college in viaggio attraverso il sud-ovest degli Stati Uniti sono costretti ad una deviazione per andare sulle tracce di un misterioso e geniale hacker che è entrato nei sistemi del MIT ed ha evidenzato falle nel sistema di sicurezza. Nella loro ricerca, i tre amici finiscono in un'area strana e isolata del Nevada, dove all'improvviso tutto diventa scuro. Quando uno di loro, Nic, riprende conoscenza, si ritrova dentro un incubo ad occhi aperti...                
















E' un film presentato al Sundance Film Festival del 2014, diretto da William Eubank, co-scritto insieme a Carlyle Eubank, David Frigerio e interpretato da Brenton Thwaites e Laurence Fishburne. 


LA RECENSIONE: 

Il film è uno dei migliori sci-fi degli ultimi anni a mio parere, un film di fantascienza che riesce pienamente a sotterrare pellicole blockbuster come Interstellar o Elysium.
Il regista usa delle tematiche molto vicine a Philip K. Dick, il quale infatti viene anche "citato", affrontando così il tema del reale e del non reale e il confronto tra l'uomo e la macchina. Eubank sembra voler sottolineare quanto si sia fatta preponderante negli ultimi anni la tecnologia, influenzando così, sia la nostra società che le nostre vite, tanto da essere diventata non più un semplice oggetto a se, ma una vera e propria espansione del nostro corpo. Infatti sono i protagonisti che vanno alla ricerca del misterioso segnale, non è lui che chiama loro, vedono quel segnale come un nuovo tassello della tecnologia e affamati di innovazione si ritroveranno in una situazione Kafkiana, dove tutto sembra illogico e non avere senso, dalle domande che gli vengono poste, alle persone che li circondano.
Eubank usa un piccolo cast, ma molto efficace, una sola location al chiuso e stupendi scenari naturali immensi e desolati in esterno. Stupenda la colonna sonora, composta da Nima Fakhrara, il quale mescola sonorità post rock, ambient ed elettroniche, riuscendo così a mettere la ciliegina sulla torta a questo piccolo capolavoro sci-fi, che sicuramente andrà perso o dimenticato.


mercoledì 11 marzo 2015

TUSK, IL NUOVO HORROR DI KEVIN SMITH - LA RECENSIONE


















TUSK: UN FILM CHE MESCOLA CINEMA HORROR, UMORISMO E UOMINI TRICHECO.

TRAMA: 
Specializzato nel raccogliere strane storie da personaggi bizzarri per il suo popolare podcast, il giornalista radiofonico Wallace viaggia verso il Manitoba per incontrare un vecchio marinaio, in sedia a rotelle, che sostiene di essere stato salvato da dei trichechi dopo un naufragio. Presto si renderà conto dell'insanità mentale del suo ospite, che lo rapisce per effettuare su di lui strani esperimenti.

























E' un'opera inquietante e allo stesso tempo ironica, diretta dal grande Kevin Smith e che ha tra i suoi protagonisti attori come Michael Parks, Justin Long e Johnny Deep. La pellicola è la prima di una trilogia intitolata "True North Trilogy", che proseguirà con altri due film intitolati Yoga Hosers e Moose Jaws. 


RECENSIONE: 

Dopo Red State, pellicola che aveva lasciato tutti a bocca aperta, il grande regista nerd, amante dei fumetti e appassionato della saga di Guerre Stellari, riesce di nuovo a stupirci con una nuova opera dai toni horror, grotteschi e comici. Partiamo dal cast: le due punte di diamante del film sono senza dubbio l'attore Michael Parks (già apparso nel precedente Red State) e il fantastico Johnny Deep, che a mio pare ci regala la sua migliore interpretazione degli ultimi 10anni, unico punto debole forse è l'attore Haley Joel Osment, che risulta quasi inutile nella sua interpretazione, diciamo che se ci fosse stato un qualsiasi altro attore al suo posto non se ne sarebbe mai accorto nessuno. Un'altro punto interessante è certamente l'umorismo, che Smith riesce sempre a mettere in evidenza usando quei fantastici dialoghi che sono diventati ormai il suo marchio di fabbrica. Ma il film non è solo battute e dialoghi, infatti è anche un'opera dai toni horror che riesce a scioccare e inorridire lo spettatore, molto meglio di qualsiasi altra stupida pellicola di Hollywood dai costi astronomici e dall'uso esagerato della computer graphic. Smith con questa opera dimostra senza dubbio anche una maturazione artistica e personale, ci fa capire che non vuole essere etichettato a vita come il nerd amante di Guerre Stellari e ce lo fa capire proprio usando il protagonista, il quale in un momento del film, parlando con la sua ragazza dichiara "facevo stupide battute su Star Wars e non potevo pagarmi le bollette". 
Smith dimostra anche di essere un regista che sa adattare le sue storie ai tempi che vivono, infatti, in questa pellicola riesce ad inserire contesti attuali come l'uso eccessivo di Internet, dei cellulari e la passione delle persone per gli stupidi video di Youtube, che sono diventati ormai un vero e proprio fenomeno di massa. Possiamo dire che ancora una volta il caro Kevin non ci ha affatto delusi e aspettiamo con ansia i prossimi due capitoli di questa stupenda trilogia.



sabato 13 dicembre 2014

FURY - LA RECENSIONE

























BRAD PITT, SHIA LABEOUF E JON BERNTHAL NEL NUOVO WAR-MOVIE AMBIENTATO NELLA GERMANIA DEL 45. 

TRAMA; Nell'aprile del 1945, mentre gli Alleati sferrano l'attacco decisivo in Europa, un agguerrito sergente, Wardaddy, comanda un carro armato Sherman e il suo equipaggio di cinque uomini in una missione mortale dietro le linee nemiche. In inferiorità numerica e disarmato, Wardaddy e i suoi uomini saranno protagonisti di gesta eroiche per colpire al cuore la Germania nazista.





















Un cast stellare e un eccellente regia per un ottimo film di guerra. Brad Pitt è il sergente "Wardaddy", un soldato ormai annichilito dagli orrori della guerra, che ha come suo unico pensiero quello di salvare la pelle dei propri uomini, Shia LaBeouf è il caporale Boyd 'Bible' Swan, un uomo tranquillo e di indole religiosa, Jon Bernthal è il mitragliere Grady 'Coon-Ass' Travis, il classico buzzurro americano sempre pronto a fare casino, Michael Peña è un carrista ispanico taciturno e Logan Lerman è il soldato Norman Ellison,  un giovane tipografo dell'esercito che dovrà presto fare i conti con gli orrori della guerra.

RECENSIONE: 

Devo ammettere che dopo aver visto che il regista era David Ayer non ero molto fiducioso nel vedere questo film, invece devo ammettere di essermi ricreduto. Finalmente dopo una valanga di schifezze, sia come regista che come sceneggiatore, il caro Ayer è riuscito a tirare fuori una buona opera, sia a livello di regia che a quello di sceneggiatura. Il film ci mostra un tipo di guerra dove la brutalità, la violenza e la voglia di uccidere sono senza dubbio i temi principali. Infatti, in questa pellicola i protagonisti non combattono per portare a termine una missione o per un' idea di libertà, combattono soltanto per loro stessi, come delle macchine da guerra si fanno strada nella Germani nazista uccidendo e martoriando ogni tedesco che trovano sulla loro strada, che siano soldati delle SS o ragazzini esaltati dalla propaganda nazista. Ogni tipo di convenzione militare sembra non esistere più per i protagonisti, con il loro carro armato, ribattezzato "Fury", i cinque uomini passano sopra i corpi senza vita lasciati in mezzo alla loro strada, entrano in città distrutte dalla follia della guerra e si scontrano contro i terribili carri armati "Tigre". Un cast di attori azzeccatissimo, una buona regia, una stupenda ambientazione fangosa e una scenografia precisa e accurata, soprattutto per i particolari. 



domenica 26 ottobre 2014

BOYHOOD, IL FILM GIRATO IN 12 ANNI - LA RECENSIONE

SI SONO INCONTRATI OGNI ANNO PER 12 ANNI, CREANDO IL PRIMO FILM DOVE GLI ATTORI CRESCONO ED INVECCHIANO REALMENTE. 























TRAMA: Il film racconta la vita del giovane Mason e della sua famiglia, dagli otto ai vent'anni, attraversando i problemi familiari di Mason, i matrimoni sbagliati della madre, le mode generazionali e i cambiamenti politici e culturali del proprio paese.























RECENSIONE: Nell'estate del 2002 il regista Richard Linklater ha iniziato a girare un film unico nel suo genere, ogni anno per 12 anni ha incontrato gli attori per girare una serie di scene, per poi montarle e creare un film di quasi tre ore. 


Il film non fa altro che catturare delle situazioni, dei cambiamenti culturali, generazionali e politici dell'America. Nonostante il film non abbia una vera trama di fondo, il regista riesce lo stesso a farci seguire la storia del giovane Mason e della sua famiglia, senza farci annoiare e senza lasciare punti morti o noiosi. Nel film vediamo gli attori crescere, invecchiare e maturare, vediamo il mondo intorno a loro farsi largo con la tecnologia di internet e dei cellulari, vediamo i gusti culturali dei giovani mutare, vediamo il disastro dell'11 settembre per poi arrivare alla vittoria di Obama.
 Anche se il film si allontana molto dallo stile di cinema americano, per avvicinarsi molto di più a quello Europeo, è comunque una fotografia chiara e semplice della società americana, che può essere metaforizzata proprio in una scena del film; quando Mason compie 16 anni gli vengono fatti tre regali: una bibbia, un abito elegante ed un fucile da caccia. 






sabato 25 ottobre 2014

IL RAGAZZO INVISIBILE - IL TRAILER






















Michele ha 13 anni e vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile.
La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.





Questa è la storia del nuovo film di Salvatores, che questa volta decide di buttarsi sul cinema supereroico, che negli ultimi anni sta spopolando, specie oltre oceano.
Il film uscirà a dicembre ed avrà tra i suoi protagonisti: Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Ksenia Rappoport, Noa Zatta e Ludovico Girardello.



lunedì 20 ottobre 2014

THE GREEN INFERNO, I CANNIBALI DI ELI ROTH - TRAILER

ELI ROTH RENDE OMAGGIO A RUGGERO DEODATO.



























Dopo sei anni di silenzio dal suo ultimo film "Hostel Parte:2", Eli Roth torna dietro la macchina da presa e rende omaggio al cinema di genere italiano, con un Cannibal Movie intitolato "The Green Inferno",  presentato in questi giorni fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma. 
Tutti ormai conosciamo la passione che hanno  Eli Roth e il suo amico Tarantino per il nostro cinema di genere e dopo i numerosi omaggi fatti da Tarantino questa volta è il turno di Eli Roth, che decide di omaggiare pellicole come: Cannibal Holocaust, Mangiati Vivi e Cannibal Ferox. 

TRAMA: 

Un gruppo di studenti ambientalisti lascia New York per raggiungere l’Amazzonia peruviana per salvare dall’estinzione una tribù locale e bloccare la distruzione di una parte della foresta amazzonica a scopi speculativi, minacciata dall’arrivo delle ruspe e dei fucili dei signori della guerra, pagati dalle grandi multinazionali. Dopo la loro azione dimostrativa e la fuga, l’aereo del gruppo precipita nella giungla: gli attivisti vengono catturati dagli stessi nativi che intendevano proteggere e che, immediatamente, si rivelano essere degli efferati cannibali.



QUI SOTTO IL TRAILER: 



giovedì 16 ottobre 2014

AUTOMATA - LA RECENSIONE DELLO SCI-FI MADE IN SPAGNA CON ANTONIO BANDERAS

ANTONIO BANDERAS IN UN FUTURO DOVE I ROBOT SI PRENDONO CURA DEGLI ESSERI UMANI. 























TRAMA: In un futuro prossimo alla desertificazione, un'industria specializzata nella robotica ha creato l’Automata Pilgrim 7000, un tipo di robot che ha il compito di convivere con gli esseri umani e di aiutarli in tutte le loro mansioni. Jacq Vaucan (Antonio Banderas), un agente assicurativo che ha il compito di controllare qualsiasi anomalia vi sia negli androidi, si troverà presto immischiato in uno strano caso, che lo porterà a scoprire i segreti che si celano dietro l’Automata Pilgrim 7000, segreti e misteri che avranno profonde conseguenze sul futuro dell’umanità.


RECENSIONE: 

Finalmente, dopo pubblicità di biscotti e stupide boiate hollywoodiane, Banderas riesce a recitare in una buona pellicola, sfornata proprio dal suo paese di origine, la Spagna.
Il film si svolge in una buia e piovosa metropoli, che con le sue inquadrature dall'alto ci può ricordare lo storico film "Blade Runner",  per poi portarsi nell'arido e radioattivo deserto, popolato solo da robot.
Il punto di forza del film sono senza dubbio le ambientazioni, le scenografie e il design dei robot, che con la loro meccanicità ci appaiono molto più realisti di qualsiasi altro stupido sci-fi di Hollywood. Anche se la trama potrebbe indurre lo spettatore ad un film banale, ormai visto e rivisto, questa pellicola nasconde  al suo interno un significato molto più profondo, che ci aiuta a riflettere proprio sull'essere umano e sulla sua convinzione che la nostra specie sia destinata a non finire mai, non capendo invece che sono proprio gli organismi biologici i primi a scomparire. In questo film gli uomini creano le macchine perchè li aiutino ad impedire che la razza umana scompaia, ma non capiscono che in un futuro ormai distrutto e contaminato proprio dall'uomo stesso, solo gli organismi meccanici possono sopravvivere a contagi, virus e malattie, al contrario degli organismi biologici che sono destinati a scomparire.



domenica 5 ottobre 2014

THE DARK VALLEY - LA RECENSIONE





















UN CAVALIERE SOLITARIO SI AGGIRA IN UNA VALLE AI PIEDI DELLE ALPI. 





















TRAMA: La tranquilla quotidianità di una comunità che vive in una valle circondata da un promontorio montuoso viene interrotta bruscamente dall'arrivo di uno straniero a cavallo. Greider (Sam Riley) è un americano, di professione fotografo, che ha deciso di trascorrere l'inverno in quella remota località, tra cittadini molto legati tra loro e che condividono un importante segreto. Greider alloggia nella casa della giovane Luzi (Paula Beer), promessa sposa di Lukas (Thomas Schubert). La presenza di Greider non viene vista di buon occhio dagli abitanti, soprattutto dagli uomini della famiglia Brenner, alla guida della comunità da sempre.
Tra il fotografo e Luzi si stabilisce invece un rapporto di reciproca comprensione, nonostante entrambi nascondano dei segreti sul proprio passato e sulle regole esistenti nella valle.
Mentre arriva rapidamente l'inverno e la neve, due misteriosi omicidi tra i Brenner mettono a rischio l'equilibrio stabilitosi nel corso del tempo nella valle. 


RECENSIONE: 

Il film di Prochaska è un western dai colori scuri e freddi, dai pochi dialoghi ma dalle stupende ambientazioni naturali che il regista riesce a sfruttare a suo favore in ogni singolo fotogramma. Sam Riley,  che dopo aver indossato i panni di Ian Curtis nel film "Control" e quelli di Kerouac nel film "On the Road" decide di mettersi stivali e speroni e di entrare nella parte del cavaliere solitario, offrendoci una buona interpretazione. 
 Bisogna dire a suo sfavore che il film ha un ritmo molto lento, anche troppo in alcuni momenti, forse il regista si è concentrato troppo sulla fotografia e sulle inquadrature a campo lungo (riuscitissime entrambe tra le altre cose) quando invece si sarebbe dovuto concentrare un pochino di più sul ritmo dei dialoghi, che lasciano spesso e volentieri dei silenzi quasi imbarazzanti. 
Nonostante tutto il film è un'ottima pellicola e non a caso è stata presentata al Festival del cinema di Berlino nella sezione "Gala". 



                                                                     










lunedì 29 settembre 2014

SIN CITY 2 - UNA DONNA PER CUI UCCIDERE


A 9 ANNI DI DISTANZA DAL PRIMO FILM ROBERT RODRIGUEZ E FRANK MILLER TORNANO A RACCONTARCI LE STORIE DELLA CITTA' DEL PECCATO. 





















TRAMA: Quattro storie e i soliti personaggi che si intrecciano e si scontrano, tra locali notturni, bellissime donne armate di lame taglienti, gioco d'azzardo, amore e tradimenti, il tutto sempre ambientato nella sporca e marcia città di Sin City. Quattro episodi: Una Donna Per Cui Uccidere, Solo Un Altro Sabato Sera, Quella Lunga, Brutta Notte e La Grossa Sconfitta. 


Tra le piovose e buie notti della città si muovo assetati di vendetta i cinque personaggi: il grosso Marv, sempre pronto a spaccare teste, Johnny, il giovane e arrogante giocatore d'azzardo, la bella Ava, seducente e affascinante al punto di far commettere agli uomini qualsiasi tipo di pazzia, la spogliarellista Nancy, ormai alcolizzata e assetata di vendetta per la morte di Hartigan e il violento Dwight, ancora una volta in conflitto con il mondo intero. 

Dopo 9 anni sembra che nulla sia cambiato, anche questa volta Rodriguez rimane rigorosamente fedele al Graphic Novel, con il suo bianco e nero, le sue voci fuori campo che fanno molto noir, le sue parrucche bionde e gli schizzi rossi del sangue. Non è un pessimo sequel, ma a mio parere non era necessario visto che il primo film era stato così tanto sconvolgente quanto innovativo. In questo nuovo film si ripete la solita formula, anche se leggermente appiattita. Niente da dire sugli attori comunque, che riescono anche questa volta a dare il massimo e ad essere tanto affascinanti, quanto spietati. Per Mickey Rourke e Josh Brolin c'è poco da dire, ormai sono dei professionisti della pellicola, questa volta i complimenti vanno al reparto femminile, cioè, la stupenda Eva Green, che riesce a restare veramente poco vestita per tutto il film e a Jessica Alba, sempre più sexy e provocante. Inutile la piccola parte di Ray Liotta, quanto quella di Lady Gaga, che non si capisce ancora come mai piaccia così tanto al nostro Rodriguez. Da notare invece (anche se per una sola scena) la piccola apparizione di Christopher Lloyd nella parte di un chirurgo tossicodipendente.  




              
             

FRANK - LA MUSICA SENZA VOLTO CANTATA DA FASSBENDER

PRESENTATO AL SUNDANCE FILM FESTIVAL 2014 E LIBERAMENTE ISPIRATO ALLA STORIA DI CHRIS SIEVEY, COMICO INGLESE CHE QUANDO NON SI ESIBIVA COME CABARETTISTA SI DIVERTIVA A SUONARE IN UNA BAND INDOSSANDO UNA GROSSA TESTA DI CARTAPESTA.   






















TRAMA: Jon (Domhnall Gleeson) è un giovane aspirante musicista. Desideroso di raggiungere il successo, scoprirà di avere fatto il passo più lungo della gamba quando si unirà a una banda di eccentrici musicisti guidati dal misterioso ed enigmatico Frank (Michael Fassbender), un genio della musica che indossa costantemente una maschera di cartapesta. 






















E' un film tanto toccante quanto surreale, che ci mostra il dramma di un musicista senza volto sensibile e stravagante, il tutto raccontato attraverso i Twitter e i video di Youtube postati dal giovane tastierista Jon. Michael Fassbender riesce a trasmettere (anche senza mostrarci il suo volto) il dramma che vive il personaggio di Frank, imprigionato in una grossa testa di cartapesta, spaventato dal mondo che lo circonda e che lo rende timido ed eccentrico.  

La musica (tutta originale), è stata suonata live dai protagonisti durante le riprese, è un misto di sonorità post rock elettroniche e dai testi surreali, grotteschi ed allucinanti, che ci raccontano l'universo che Frank vede tutti i giorni attraverso i sui grossi occhi di carta pesta. Un mondo che lui ama osservare, ma al quale non vuole mostrare il proprio volto. Il film per certi versi potrebbe essere una versione più stravagante di "Quasi Famosi", dove anche in questo caso vediamo un giovane ragazzo ambizioso raccontarci i problemi e le difficoltà di una band nel dover esprimere veramente la loro arte, i loro sentimenti e le loro paure. Il giovane Jon ci racconta questo mondo usando i metodi moderni della comunicazione, che sono Twitter e Youtube, non riuscendo a capire però il confine che vi è tra la parola arte e fenomeno da baraccone.  









                                                                 

sabato 27 settembre 2014

THE SCRIBBLER, IL FILM TRATTO DALLA GRAPHIC NOVEL DI DANIEL SCHAFFER - LA RECENSIONE

















TRAMA:  Una giovane donna analizza la sua distruttiva malattia mentale usando una macchina sperimentale, The Siamese Burn, ideata per eliminare le personalità multiple. Man mano che Suki viene curata, viene perseguitata da un’idea… cosa accadrà se l’ultima identità non desiderata è lei? 




Il film è tratto dall'omonima graphic novel del 2006, scritta e disegnata dal visionario autore Inglese Daniel Schaffer e pubblicata dalla Image Comics. Il film è diretto dal giovane regista John Suits e vede un cast tutto al femminile, formato per la maggior parte da attrici provenienti da serie tv Americane, che però sembrano trovarsi perfettamente a loro agio nel mondo del cinema. Come l'attrice Katie Cassidy, resa famosa per la serie tv "Arrow" e che in questa pellicola ricopre il ruolo del personaggio di "Suki", la protagonista. Tra le altre attrici troviamo Michelle Trachtenberg, Eliza Dushku, Gina Gershon e la famosa attrice, cantante, pornodiva Sasha Grey. 
                                                           
RECENSIONE: 

Il film è un buon thriller sci-fi che alterna momenti di pazzia, azione e sensazioni claustrofobiche, il tutto avvolto da una interessante atmosfera dark. Ottima la fotografia e la cura quasi maniacale che ha il regista per i piccoli dettagli. Le scenografie sporche e underground ci riportano senza dubbio alla idea di fumetto, come una buona parte delle inquadrature. Il regista senza dubbio non si vuole allontanare troppo dall'idea di base del fumetto, scelta tra l'altro coraggiosa e molto difficile, che però sembra essere riuscita. 
Bravissima anche Katie Cassidy che riesce a dimostrare di non essere una semplice attricietta da serie tv per famiglie.
Con questa pellicola, a mio modesto parere, si dimostra sempre più vera l'idea che i graphic novel saranno ormai i nuovi romanzi del futuro, da dove i registi potranno attingere per trovare buoni soggetti o idee cinematografiche, non è la fine di niente comunque, è solamente un nuovo inizio.
                                                           

venerdì 19 settembre 2014

BIG EYES - IL NUOVO FILM DI TIM BURTON, ECCO IL TRAILER























USCIRA' NELLE SALE A NATALE ED AVRA' COME PROTAGONISTI AMY ADAMS E CHRISTOPH WALTZ. PER QUESTA PELLICOLA BURTON TORNA A LAVORARE CON SCOTT ALEXANDER E LARRY KARASZEWSKI, GIA' SCENEGGIATORI DI ED WOOD. 



Il film racconta la vera storia di Margaret Keane e di suo marito Walter Keane, che fu per anni ritenuto l’autore di una serie di dipinti che rivoluzionarono l’arte americana tra gli anni ’50 e ’60, accaparrandosi i meriti artistici della moglie, reale autrice dei quadri.  
Guardando il trailer possiamo già notare il classico tocco alla Burton, sia nei colori che dalle atmosfere solari alla Big Fish. Forse sembra che Burton si sia finalmente risvegliato dal suo "coma artistico", che negli ultimi anni sembrava averlo colpito facendogli tirare fuori pellicole non degne del suo nome. 

Qui sotto il trailer del film:









                                                                                 



giovedì 18 settembre 2014

MAPS TO THE STARS - LA RECENSIONE DEL NUOVO FILM DI DAVID CRONENBERG























PRESENTATO A CANNES, DOVE GLI E' STATO ASSEGNATO IL PREMIO "MIGLIORE ATTRICE" PER L'INTERPRETAZIONE DI JULIANNE MOORE, MAPS TO THE STARS E' IL NUOVO FILM DI DAVID CRONENBERG, CHE QUESTA VOLTA ESPLORA IL MONDO DELLA FREDDA, NEVROTICA E SURREALE HOLLYWOOD. 




























TRAMA: Il tredicenne Benjamin (Evan Bird) è una giovane star di film per la tv, con un padre psicologo dai metodi poco ortodossi (John Cusack) e una madre che asseconda tutte le sue manie. Tra le pazienti del padre di Benjamin c'è Havana Segrant (Jiulianne Moore), attrice di poco successo che sogna di poter interpretare il ruolo che fu della madre (grande star del cinema del passato). Jerome (Robert Pattinson) è un'autista di limousine che sogna di poter un giorno diventare un grande attore del cinema. Nella vita dei tre entra un giorno la strana Agatha (Mia Wasikowska), ragazza appena uscita da un'ospedale psichiatrico e con parte del volto ustionato. Sarà così che queste tre storie si intrecceranno tra di loro dando vita anche a strane allucinazioni.


Niente mutazioni, niente demoni sotto pelle, niente arti artificiali o scarafaggi giganti. Questa volta Cronenberg ci mostra il mondo della fredda e nevrotica Hollywood. Una Hollywood malata e surreale che fa sentire il peso della celebrità, fatta di attori inespressivi e freddi. Un mondo dove le donne vorrebbero essere sempre delle eterne ragazzine e i bambini si sentono subito uomini. Questa volta i mostri sotto pelle di Cronenberg si possono ritrovare nelle bruciature e nei dolori della stravagante Agatha, che in questo film alimenta con la sua presenza i fantasmi, le paure, i successi e gli insuccessi dei tre protagonisti, fungendo da filo conduttore delle tre storie che si incrociano senza mai scontrarsi. 











                                                                   

lunedì 1 settembre 2014

ONE ON ONE, IL NUOVO FILM DI KIM KI-DUK - LA RECENSIONE
























Dopo il successo di "La Pietà" e "Moebius" il regista Sud-Coreano Kim Ki-Duk torna con una nuova opera.
TRAMA: Una studentessa viene rapita, stuprata e assassinata. Sette persone, appartenenti alla Setta delle Ombre, terrorizzano i sette sospettati del delitto. "Ma chi è la vittima e chi il carnefice?"



















Film freddo, spietato e che non lascia spazio ai buoni sentimenti. Come ha dichiarato il regista "E' un film sul posto in cui vivo, la Corea. Ho scritto la sceneggiatura dicendo a me stesso che anche io ero un codardo. Vivendo qui sono scioccato tutti i giorni. Perché in questa società la corruzione è considerata un'abilità. Ho cercato di odiare tutto questo, disprezzarlo, dimenticarlo e liberarmene". 


Il regista ci mostra la violenza, la corruzione e il disprezzo del proprio paese. Mostrandoci in un piccolo prologo ogni singola vittima, dal quale possiamo identificare, non delle persone ma dei caratteri ben precisi.  One On One è un film dove i ruoli si invertono facendo diventare le vittime i carnefici e i carnefici le vittime, un film che cerca in tutti i modi di reprimere la pietà e i buoni sentimenti. 
Non ci può essere pietà nella vendetta, l'unico modo che l'uomo ha per rendere giustizia sembra essere quello di diventare più spietato dei propri torturatori. 







                                                                       
                                                                              

domenica 10 agosto 2014

ANARCHIA - LA NOTTE DEL GIUDIZIO, LA RECENSIONE

Torna l'appuntamento annuale con il famoso "Giorno dello Sfogo". Se il primo film ci mostrava cosa succedeva nelle ricche periferie della città, questa volta la storia si sposta nel cuore della metropoli, tra ghetti, metropolitane e adolescenti sadici che girano mascherati a bordo di motociclette.
Il tutto avvolto in una atmosfera che ci ricorda il John Carpenter di "1997 - Fuga da New York" e "Distretto 13".
Cinque  persone che non si conoscono e che niente sembrano avere in comune l 'una con l'altra (tranne forse il riuscire a restare vivi per le prossime 12 ore) si trovano ad affrontare un viaggio, che segnerà fortemente le loro vite e il loro modo di pensare, facendogli anche capire il vero significato della parola "vendetta".
Se il primo film (nonostante avesse avuto un buon successo al botteghino) poteva rischiare di finire nel classico "dimenticatoio", con questo sequel acquista senza dubbio un senso e una sua motivazione a continuare, come fosse una SERIE TV fatta per il cinema, che ci da appuntamento ogni anno con un nuovo "Giorno dello Sfogo". Infatti, come nell'altro film, lo scopo dei protagonisti non è quello porre fine al "Giorno dello Sfogo", ma arrivare vivi alla fine delle 12 ore, sopravvissuti ad un'altra notte di sangue e pazzia, non c'è altro da fare che aspettare il prossimo anno e sperare di riuscire a sopravvivere ad un'altra nottata.